lunedì, 5 Ottobre, 2026
15.2 C
Mola di Bari

RIAPRE MARTUCCI: ECCO L’EMENDAMENTO DELLA PARCHITELLI CHE CI CONDANNA. MA IL SINDACO DICE CHE SI PUO’ RIPARTIRE…

data:

Con il voto di ieri, martedì 14 dicembre 2021, il Consiglio Regionale mette la parola fine alle speranze coltivate dai molesi e dai conversanesi per la cancellazione di Martucci dal Piano regionale rifiuti. Un emendamento del PD, targato Caracciolo, ma illustrato dalla ex Assessora a Mola Lucia Parchitelli, riapre il lotto 2 (le vasche di servizio/soccorso) in cambio di un labile avvio di “misure di prevenzione” sul lotto 3 e di una chiusura anticipata di un anno della discarica. Una sconfitta gravissima ma che, stasera, il Sindaco Colonna, in una diretta Facebook, ha fatto passare come un punto di nuovo inizio del fallimentare “tavolo tecnico intercomunale”, nonostante le gravi accuse di inadempienza formulate dall’Assessora Maraschio nei confronti dei Comuni. Non appena disponibili, pubblicheremo i nomi dei consiglieri regionali che hanno votato a favore dell’emendamento. Intanto, ecco il testo originale della proposta “Caracciolo-Parchitelli” che riapre la discarica, con la nostra spiegazione e le nostre considerazioni.

Dopo l’esaltante manifestazione dei giovanissimi studenti molesi di lunedì 13 mattina, in Piazza XX Settembre, è sembrato che tutto fosse ancora possibile.

E’ sembrato che la protesta pacifica, civile, accorata di oltre 600 ragazze e ragazzi, insieme ai loro insegnanti e genitori, oltre che degli attivisti del Comitato STOP Martucci, potesse arrivare alla coscienza del Governatore Emiliano, dell’Assessora regionale all’Ambiente Maraschio e dei 50 consiglieri regionali.

Anche la lettera promossa da “Mola Libera”, e inviata da centinaia di cittadini di Mola e Conversano via email a Emiliano e ai consiglieri, come ultimo appello, sembrava che potesse indurre ad una riflessione i politici chiamati al voto.

https://www.molalibera.it/2021/12/12/martucci-urgente-ecco-lultimo-appello-da-inviare-via-mail-ai-consiglieri-regionali/

Ma le generose aspettative sono andate deluse già ieri mattina, prima ancora che cominciasse la seduta del Consiglio Regionale chiamata a discutere e votare il Piano Regionale dei rifiuti, contenente la sciagurata previsione della riapertura della discarica Martucci.

Infatti, agli infreddoliti irriducibili che dimostravano per l’ultima volta davanti alla scintillante ed eccessiva sede della Regione Puglia, in Via Gentile, a Japigia, più somigliante ad un palazzo d’affari di uno sceiccato arabo che ad un luogo istituzionale, i Sindaci di Mola e di Conversano non hanno portato buone notizie.

Si narrava di un clima molto teso in maggioranza ma, alla fine, con un’intesa, non sullo stralcio del sito dal nuovo piano regionale, bensì sulla riapertura delle due vasche di servizio/soccorso, subordinata alla preventiva bonifica del lotto 3. Ma poi, come si vedrà, anche quella pur assolutamente insoddisfacente soluzione, ventilata nelle segrete stanze, è stata smentita da una ben più cocente sconfitta.

Insomma, intorno all’ora di pranzo già si prospettava una soluzione comunque assolutamente lontana dalle aspettative del Comitato Stop Martucci e dei cittadini che si sono impegnati fino in fondo, anche con grandi sacrifici personali, come la testimonianza di alcuni malati oncologici ha portato in primo piano, a cominciare dalla coraggiosa e instancabile Giusy Terrafino, sempre pronta a denunciare la grave situazione che si tocca con mano nelle famiglie molesi.

Una situazione di comune esperienza che trova un riscontro con la riprova empirica, ma purtroppo innegabile, della così elevata percentuale di esenzioni con codice 048 rilasciate dal sistema sanitario regionale ai nostri residenti con diagnosi di patologia oncologica.

Una classifica che ci colloca, almeno dal 2018, al quarto posto, su 257 comuni pugliesi, nella non invidiabile graduatoria regionale di questo indicatore socio-sanitario, forse impreciso ma addirittura per difetto.

L’attesa però non è stata premiata: alle 14:00 i lavori, programmati con inizio alle 12:00, non erano ancora iniziati e lentamente il gruppetto di attivisti ha cominciato a diradarsi confidando nella diretta streaming da poter seguire da casa.

Una diretta che ha mandato di traverso il pranzo a tutti coloro che ancora confidavano in un moto del cuore e dell’anima dei consiglieri regionali, in specie di quelli di maggioranza, attesi alla prova della servile obbedienza o della disobbedienza politica agli ordini impartiti da Emiliano.

E’ stato quando l’Assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio ha preso la parola che è suonata la campanella di fine ricreazione. L’avvocato penalista leccese, prestata alla politica regionale su indicazione di Vendola, dopo oltre cinque minuti di convenevoli e di ringraziamenti a dritta e a manca, è andata poi al sodo con piglio severo.

L’Assessora regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio, nella seduta del Consiglio Regionale di ieri, 14-12-21

La Maraschio – senza neppure il ciglio umido della Ministra Fornero che, con due lacrimucce, condannò centinaia di migliaia di esodati al limbo del senza lavoro e senza pensione – ha illustrato il Piano, assolutamente insensibile alle proteste che si sono levate dal nostro territorio, alle migliaia di firme raccolte dalla petizione popolare a Mola e Conversano, al deliberato unanime di 4 Consigli comunali.

Neppure la colorata manifestazione dei giovanissimi molesi è stata degna di menzione: è sembrato che la Maraschio fosse proiettata, in un’aula di Tribunale, nella sua arringa conclusiva a favore del Piano, mentre la difesa del diritto alla salute delle popolazioni fosse questione della sua controparte.

Le accuse dell’Assessora Maraschio alle autorità comunali di Mola e Conversano

Ma è stato quando – dopo una sospensione dei lavori, e un confuso emendamento presentato dai quattro consiglieri del M5S passati nella maggioranza di Emiliano – la consigliera Lucia Parchitelli, già Assessora all’Ambiente al Comune di Mola, ha preso la parola che l’aula del Consiglio Regionale si è elettrizzata, dando luogo poi ad un fuoco di fila di “niet” da parte degli esponenti dell’opposizione, da Bellomo a Lacatena, a Zullo, a Tammacco per restare a quelli eletti nel nostro collegio.

Infatti, la Parchitelli ha presentato, con volto tirato e voce emozionata, un lungo emendamento anteponendo che non avrebbe votato il Piano Regionale senza l’approvazione della proposta preparata dal consigliere PD Filippo Caracciolo, non a caso già Assessore all’Ambiente nel biennio 2017-2018 con la prima Giunta Emiliano.

La consigliera regionale PD Lucia Parchitelli, già Assessora all’Ambiente al Comune di Mola, nel corso della seduta del Consiglio regionale del 14-12-2021

Inizialmente, l’enfatica e propagandistica illustrazione dell’emendamento ha generato una facile illusione nella chat del Comitato Stop Martucci, ma, passato il primo momento, la successiva lettura del testo ha fatto crollare ogni ottimismo.

Ed è stato il nuovo intervento della Maraschio a spargere sale sulle ferite aperte, con un atto di accusa pesantissimo verso le nostre autorità comunali.

Con la durezza negli occhi e nella piega delle labbra, la Maraschio ha così parlato:

“L’attenzione sulla discarica Martucci risale già a gennaio, ho provato a capire a che punto fossero le attività di monitoraggio ed erano ferme”.

“Abbiamo dato un supporto per far riprendere le attività di monitoraggio con una apposita delibera e finanziamenti regionali perchè avevo necessità di comprendere a che punto fosse questa attività di monitoraggio ma io tutt’oggi non ho ancora avuto i dati di quel monitoraggio. Da gennaio 2021 ad oggi io non ho ancora i dati di quel monitoraggio”.

“Da tanti anni la situazione viene denunciata, di fatto io prendo atto che nessun intervento, dico nessun intervento, è stato posto in essere fino a questo momento per cominciare ad occuparsi, per esempio, anche dell’attività di emungimento del percolato. Che è un’attività che incombe ai sindaci, e voi lo sapete perfettamente”.

“Non vi sono evidenze, fino a questo momento, di una contaminazione, e quando parlo di contaminazione parlo da un punto di vista tecnico giuridico, c’era una situazione di quasi abbandono. L’emendamento della Parchitelli trova invece una soluzione…e io, come governo, darò un parere favorevole”.

E, purtroppo, la Maraschio ha avuto buon gioco nel richiamare le responsabilità dei Comuni.

Infatti, “Mola Libera” l’ha scritto e riscritto fino alla nausea: la richiesta dell’ARPA al tavolo intercomunale, datata 20 gennaio 2020, dopo la relazione del sopralluogo del 4 ottobre 2019 che stimava in 20 milioni di litri il percolato prodotto e mai estratto dalla chiusura della discarica (aprile 2012) a quel momento, è rimasta inevasa per circa un anno e mezzo. Si era dato soltanto avvio alle attività di indagine geoelettriche nel febbraio 2021.

Solo molto dopo si è proceduto anche all’affidamento ad una ditta specializzata per la verifica diretta del percolato sul lotto 3, con l’intesa della realizzazione di pozzi piezometri (in grado cioè di estrarre carote da analizzare e di prelevare acqua di falda per la verifica del grado di contaminazione).

Purtroppo, per le indagini geoelettriche si è avuto il rapporto finale soltanto il 23 novembre scorso: ma, trattandosi di esami di tipo indiretto, non vi è la prova della “pistola fumante”, cioè dell’assoluta certezza della fuoriuscita del percolato dal corpo della discarica, sebbene la lacerazione della geomembrana in più punti e le successive dichiarazioni di Domenico Lestingi al nostro giornale non lascino molti dubbi.

Ecco perchè la Maraschio parla dell’assenza di evidenze tecniche e giuridiche, sebbene nel processo per disastro ambientale la perizia del consulente tecnico d’ufficio, ing. Boeri, fosse stata chiara nell’evidenziare l’interazione già in corso tra percolato e acqua di falda. 

Un’interazione che, bontà sua, nel corso del processo, il consulente tecnico di parte dei Comuni di Mola e Conversano, il dott. Raffaele Di Marino, contestò in un’improvvida intervista che, probabilmente, segnò le sorti del processo in senso sfavorevole alle comunità locali.

In ogni caso, si sa come vanno le cose in Italia: fare e disfare in continuazione perchè alla fine si ricominci sempre daccapo.

E infatti le attività di carotaggio con pozzi piezometri, a cura del tavolo tecnico intercomunale, non sono neppure iniziate: e si tratta di quelle decisive perchè hanno l’obiettivo della verifica diretta in merito alla contaminazione della falda da parte del percolato.

Come si è potuto ascoltare dalla viva voce del RUP (Responsabile Unico del Procedimento) del tavolo tecnico intercomunale, dott. Leonardo Lorusso – nel corso della seduta di Consiglio comunale dello scorso 26 novembre, dedicata alla spiegazione della relazione finale delle indagini geoelettriche – si potrà avere l’esito di un primo carotaggio soltanto a tre mesi da quella data, cioè a fine febbraio.

E così, ieri pomeriggio, la Maraschio si è potuta permettere – indisturbata e non smentita da alcun consigliere regionale, neppure del PD – di rimproverare l’assenza di dati certi e inoppugnabili da parte del tavolo tecnico intercomunale.

L’emendamento della consigliera Parchitelli

Pubblichiamo quindi il testo in originale dell’emendamento, come firmato dai proponenti e, quindi, di seguito lo commenteremo:

(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Ecco cosa dice nella sostanza l’emendamento e perchè in questo modo si riapre la discarica senza alcuna vera condizione e contropartita:

L’emendamento si apre con una relazione illustrativa ma generica. Bisogna invece leggere con attenzione il testo dell’emendamento, cioè quanto va a sostituire nel Piano Regionale il precedente enunciato, per capirne la reale portata.

Ed è qui che si annidano tutte le “fregature” che l’emendamento ha rifilato alla nostra popolazione.

Infatti: 

Premessa

Le vasche di servizio/soccorso all’impianto complesso sono tuttora inattive perchè sequestrate dalla Magistratura nell’aprile 2012 per gravi illeciti ambientali e quindi dissequestrate a seguito dell’assoluzione per insufficienza di prove nel processo per disastro ambientale. 

1) L’emendamento stabilisce che tali vasche (che formano il Lotto 2 della discarica) vengano riattivate (previo adeguamento funzionale alle norme di legge in materia ambientale: argilla impermeabilizzante e guaina isolante sul fondo e sui fianchi, ecc.) solo dopo l’AVVIO (quindi, non la realizzazione nè tanto meno la conclusione) di una serie di attività a cura dell’AGER (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti).

2) Vediamo quali sono tali attività e perchè NON si tratta di vere azioni che implicano, da subito, una sostanziale e definitiva garanzia per la tutela dell’ambiente:

a) L’AGER e l’ARPA devono affiancare i comuni di Mola, Conversano e Polignano (tavolo tecnico intercomunale) nell’eseguire e nel terminare le attività geognostiche e di altre investigazioni del Lotto 3 (dovrebbe trattarsi dei carotaggi con pozzi piezometri, ma non è stato specificato) entro il 30-04-2022. In sostanza, si tratta di un’attività tutoria e di supplenza, tenuto conto delle accuse di inefficienza formulate dalla Maraschio ai nostri politici. Stesso supporto andrà dato al Comune di Conversano per le attività sulla vecchia discarica comunale di quel Comune.

b) Inoltre, l’AGER, con l’ausilio dell’ARPA, predispone entro il 30-06-2022, un cronoprogramma (cioè la tempificazione degli interventi) delle seguenti attività da farsi sul lotto 3 addebitandole al “soggetto obbligato”, cioè alla proprietà della discarica:

b1) integrazione delle attività investigative di cui al punto precedente, se in sostanza non sono state terminate e se servono approfondimenti;

b2) misure di prevenzione di cui all’art. 240 D.Lgs. 152/2006 al fine di ridurre i rischi potenziali: in sostanza, si tratta della misura attuativa più blanda tra quelle previste in tale norma ambientale, ben meno incisiva della messa in sicurezza e, ovviamente, della bonifica.

b3) l’espletamento degli adempimenti tecnico-amministrativi che sono necessari alla chiusura definitiva e alla gestione post-chiusura del lotto 3: ma, attenzione, sempre in termini di cronoprogramma, cioè di tempificazione degli interventi che saranno poi da eseguirsi materialmente.

b4) sempre in relazione al cronoprogramma: la definizione del Piano di ripristino ambientale ed annesse opere di riqualificazione da farsi con il post chiusura.

3) A questo punto entra in scena l’unica condizione posta nell’emendamento per riaprire le due vasche di servizio/soccorso (Lotto 2).

In sostanza, la riapertura delle due vasche potrà essere effettuata soltanto a condizione che l’AGER dia luogo al semplice AVVIO delle “misure di prevenzione” (quindi, NON della “messa in sicurezza” e tanto meno della “bonifica”).

In poche parole, sarà sufficiente che l’AGER compia un primo atto di avvio, cioè di inizio delle attività consistenti nelle “misure di prevenzione” (basta anche una comunicazione di inizio delle attività), per consentire alla società che gestisce l’impianto complesso di far entrare in esercizio le due vasche di servizio/soccorso che, in ogni caso, dovranno essere prima rifunzionalizzate in base alla AIA – Autorizzazione Integrata Ambientale della Regione Puglia, cioè messe in condizioni di adeguata sicurezza ambientale: come si è visto, esse furono chiuse dalla Magistratura perchè erano state realizzate in violazione delle norme tecniche sulla costruzione delle discariche.

L’AGER dovrà comunque realizzare tutte le attività previste nel cronoprogramma entro e non oltre il 31 dicembre 2025.

In sostanza: tutta la discarica, compreso il Lotto 2 (vasche di servizio/soccorso) dovrà essere chiusa per la fine del 2025, anticipando di un anno la scadenza contrattuale con la Progetto Gestione Bacino Bari 5.

Vi sono allo stesso tempo delle norme per la copertura finanziaria delle attività da realizzarsi e la rimodulazione del rapporto con la Progetto Gestione Bacino Bari 5 a causa, appunto, dell’anticipo di un anno della chiusura del Lotto 2 prima della scadenza del contratto quindicennale, ora previsto alla fine del 2026.

4) Infine, torna quanto già consentito nella prima stesura del Piano regionale: cioè la facoltà concessa ai comuni dell’Area Metropolitana di trovare un sito alternativo a Martucci da adibire a discarica.

E qui viene nuovamente alla luce quanto già evidenziato più volte da “Mola Libera”: la necessità di indicare concretamente un’altra localizzazione.

A tal proposito, non si capisce davvero perchè i Sindaci di Mola e Conversano non abbiano voluto dare finora questa indicazione precisa, pur ben sapendo, come “Mola Libera” ha fatto più volte notare in un documento ufficiale inviato ai primi cittadini e ai Consigli comunali di Mola e Conversano (poi servito come base per la redazione della delibera unitaria), che l’alternativa non può che essere individuata in capo all’impianto complesso dell’AMIU Bari, attualmente non dotato di discarica di servizio/soccorso e che, pertanto, per il principio di prossimità su base provinciale previsto dal nuovo Piano, scaricherà circa 100 mila tonnellate all’anno di biostabilizzato nel Lotto 2 di Martucci.

La giustificazione che abbiamo ascoltato più volte, anche prima dell’inizio dei lavori del Consiglio Regionale di ieri, è stata: “non dobbiamo essere noi a dire quello che devono fare gli altri”; oppure “non spetta a noi individuare tale sito alternativo”.

Probabilmente, la ragione è più semplice: non si è voluto tirare in ballo il Sindaco di Bari e dell’intera Area Metropolitana Antonio Decaro, proprietario di maggioranza della municipalizzata AMIU Bari.

Un errore gravissimo che stiamo pagando a caro prezzo: quindi, ora che non c’è più niente da perdere e che la norma di scelta di un sito alternativo è stata mantenuta nel Piano, si faccia finalmente quel nome! E si indichino anche i siti localizzativi, a cominciare dalle tante cave dismesse, situate in territorio non carsico, a ridosso della prima cintura barese, semplicemente da impermeabilizzare adeguatamente.

CONCLUSIONI

In definitiva, l’emendamento proposto e approvato non solo non soddisfa la richiesta di stralcio (cancellazione) del sito Martucci dal Piano Regionale, avanzata dalla nostra popolazione con la petizione e dai Consigli comunali con la deliberazione unitaria, ma si rivela una colossale presa in giro da parte di consiglieri come Lucia Parchitelli, Francesco Paolicelli e Anita Maurodinoia, tra i più votati dai molesi alle ultime elezioni regionali, oltre al plebiscitato Michele Emiliano che, in maniera assolutamente sprezzante e arrogante, non ha nemmeno sentito il bisogno di confrontarsi con i Sindaci (della sua stessa parte politica), con i Consigli Comunali, con i Comitati ambientalisti e con i cittadini che hanno animato la protesta, fuggendo perfino da un’occasione di confronto pubblico al Kursaal Santa Lucia, lo scorso 30 novembre.

Emiliano non ha neppure risposto alle ragazze e ai ragazzi di Mola che gli hanno indirizzato un toccante e bel video e che poi hanno riempito a centinaia Piazza XX Settembre lunedi scorso, con la speranza della loro giovane età.

Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, nel corso della seduta del Consiglio Regionale del 14-12-21

La presa in giro sta nei contenuti dell’emendamento, come si è visto nell’analisi puntuale del testo: la discarica verrà riaperta nel lotto 2, con una blandissima precondizione peraltro dovuta per legge, e cioè il semplice avvio – non la realizzazione nè tanto meno la conclusione – delle “misure di prevenzione” sul lotto 3, mentre peraltro viene del tutto ignorato il lotto 1, fonte di forte generazione di percolato per la rimozione della copertura, avvenuta a suo tempo, a seguito della realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

Insomma, mentre si mette qualche pannicello caldo per tentare di tacitare la protesta popolare e si moltiplica il ruolo dell’AGER (che, ricordiamolo, ha il suo Direttore Grandaliano indagato dalla Procura di Bari), si riapre il Lotto 2.

Ed è proprio il Lotto 2 il destinatario dei rifiuti biostabilizzati, non solo dell’impianto complesso di Martucci (che ora li smaltisce nella discarica di Massafra), ma anche dell’impianto complesso dell’AMIU Bari, che attualmente li conferisce in diverse discariche del tarantino e del leccese, con un costo annuo, da bilancio ufficiale 2020, di 20 milioni e 600 mila euro.

Come abbiamo già scritto più volte, si tratta di un’operazione esclusivamente finanziaria a vantaggio della Progetto Gestione Bacino Bari 4, la società che gestisce l’impianto complesso di Martucci.

Infatti, dall’AMIU Bari, non appena il lotto 2 (cioè le vasche di servizio/soccorso) verrà riaperto, per il principio di “prossimità provinciale” approvato con il nuovo Piano, insieme al biostabilizzato, affluiranno esclusivamente nelle casse della titolare di quel lotto, la Progetto Gestione Bacino Bari 5, 20 milioni e 600 mila euro all’anno e forse più: tutto dipende dal volume di rifiuti biostabilizzati che l’impianto dell’AMIU Bari produrrà.

Un impianto che, ricordiamolo ancora una volta, è sprovvisto della sua discarica di servizio/soccorso e che invece è indispensabile per la chiusura del ciclo, a maggior ragione nell’immediato futuro, quando cioè l’impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) di AMIU Bari resterà l’unico per l’intera Area Metropolitana e per la BAT a lavorare i rifiuti indifferenziati.

E, pertanto, i Sindaci dei 4 Comuni avevano e, ora a maggior ragione, hanno il dovere di mettere nero su bianco l’indicazione, quale sito alternativo a Martucci, dell’AMIU Bari, che deve dotarsi, a propria cura, della discarica di servizio/soccorso, liberando così definitivamente la nostra terra dall’immensa pattumiera quarantennale di Martucci, fonte di inquinamento e di probabile diffusione di malattie oncologiche.

La diretta Facebook di questa sera del Sindaco Colonna

Qualche ora fa, questa sera, mercoledì 15 dicembre, è andata in onda una diretta Facebook del Sindaco di Mola, con una comunicazione monodirezionale che, in casi complessi come questo, non era affatto auspicabile.

Bene invece avrebbe fatto Colonna a confrontarsi direttamente con la cittadinanza. Ma tant’è questo è il suo stile comunicativo.

Il Sindaco nel dichiararsi non soddisfatto per l’esito del voto di ieri in Consiglio Regionale, ha tuttavia edulcorato la gravissima decisione di riaprire comunque la discarica Martucci, considerando comunque un passo in avanti l’emendamento del PD, e di fatto assolvendo il ruolo di Parchitelli e Paolicelli, tra i firmatari della proposta redatta da Caracciolo e tra i maggiori suffragati a Mola alle ultime elezioni regionali.

Nel leggere piattamente il testo, il Sindaco non ha evidenziato nè le criticità nè le incongruenze dell’emendamento e, peraltro, ha parlato di “messa in sicurezza” del lotto 3, mentre il documento firmato dai proponenti e che abbiamo allegato enuncia soltanto, come abbiamo visto, le ben meno stringenti “misure di prevenzione”. Errore involontario o calcolo comunicativo?

Inoltre, il Sindaco ha esaltato il ruolo dell’AGER (vero cavallo di Troia all’interno del nostro territorio) e pontificato, come se nulla fosse accaduto, sulla ripresa del ruolo del tavolo tecnico intercomunale, assolutamente inadempiente, come la stessa Assessora Maraschio lo ha sostanzialmente definito.

Che dire?

Colonna sembra assolutamente frastornato dalla piega presa dagli eventi, incapace di fronteggiare con autorevolezza ed equilibrio una situazione che vede i Comuni dell’Area Vasta Martucci bistrattati come colonie dal Presidente Michele Emiliano e dal Sindaco dei Sindaci Antonio Decaro.

Le nostre popolazioni valgono meno di nulla per costoro: riprendono quotazione solo in periodo elettorale quando le “truppe cammellate” scendono nelle strade ed entrano nelle case con i “santini” dei soliti noti.

Ma questa spirale perversa dovrà essere prima o poi spezzata.

Se il Sindaco di Mola non trova il coraggio di dimettersi per protesta, se non ha la spina dorsale per dire NO a muso duro ai potentati regionali e provinciali, dovranno essere i cittadini ad impedire che quanti hanno votato quel pessimo emendamento trovino ancora spazio politico nella nostra città.

Non appena disporremo dei nomi precisi dei consiglieri regionali che hanno prestato il consenso alla riapertura della discarica (anche di quelli assenti per convenienza), li pubblicheremo e saranno quindi i cittadini-elettori ad assumere le loro determinazioni democratiche in merito.

E’ finito il tempo dei venditori di pentole, si apre il tempo dell’assunzione di responsabilità al cospetto della Storia delle nostre comunità.

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Condividi l'articolo:

spot_imgspot_img

I più letti della settimana

Leggi anche
Altri articoli