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Mola di Bari

RIFONDAZIONE COMUNISTA DALLA PARTE DEI PALESTINESI

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Riceviamo da Francesco Pietanza un comunicato del circolo di Rifondazione Comunista “Dino Frisullo” di Mola sulla situazione di conflitto armato in Palestina e pubblichiamo.

Ecco il testo:
 
Alleghiamo alcune fotografie scattate a Gerusalemme e nei territori palestinesi a dicembre 2017 (durante le “giornate della rabbia” causate dalla proposta di Trump di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme), per provare a fare capire meglio la situazione.
 
Quello che sta accadendo in questi giorni in Palestina è la trama di una violenza continua perpetrata dall’esercito e dai coloni israeliani, spronati dalle politiche espansionistiche dello Stato, contro il Popolo palestinese. E’ la storia di una segregazione, di un furto continuo e quotidiano di terre, abitazioni, dignità, possibilità di emancipazione culturale. Futuro. Vita. 
 
È la storia dell’ennesima offensiva contro Gerusalemme Est e Gaza, che sono gli ultimi due baluardi che danno ancora una ragion d’essere al Popolo palestinese. Un popolo, è bene ricordarlo, che non ha esercito. Che non ha uno Stato. Di fatto non ha alcun Diritto nell’ordinamento israeliano.
 
Uno dei check-point che vincola l’accesso ai Territori palestinesi | dicembre 2017
 
Il 15 maggio è il giorno della Nakba ed in tutta Italia si sono svolte manifestazioni per ricordare il crimine dell’occupazione, il processo di colonizzazione, la sostituzione etnica e l’apartheid, di cui i fatti di questi giorni sono solo un acuto ma è una violenza che dura ormai dagli anni Cinquanta del Secolo scorso.
 
Gerusalemme Est, spianata delle Moschee | dicembre 2017
Questa è una storia di violenza che si deve guardare dal vivo, per essere davvero capita. 
 
✋ Si deve andare a Gerusalemme e capire che cosa significa per un palestinese accedere ai propri luoghi sacri solo attraversando metal detector e controlli invasivi. Per capire cosa significhi dover essere violati semplicemente per una preghiera.
✋ Si deve andare nei Territori palestinesi, a Betlemme, Nablus, Ramallah o a Jenin per capire cosa significa essere costretti a passare attraverso check-point israeliani, che hanno il compito di controllare continuamente, interrogare, segnalare. 
✋ Si deve andare ad Hebron per vedere la vita dei bambini e delle bambine palestinesi rinchiusa dopo una certa ora alla sera dietro le sbarre di un recinto controllato dall’esercito armato. 
✋ Si deve fare una passeggiata nelle periferie per vedere come i coloni israeliani rubano ogni giorno la terra ai palestinesi, distruggendo abitazioni, minacciando. Disseminando paura e terrore.
 
Gerusalemme Est, accesso “controllato” | dicembre 2017
La Palestina deve essere finalmente libera.
Il Popolo palestinese ha diritto alla propria Libertà.
 
Hebron, Territori palestinesi | dicembre 2017

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