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Mola di Bari

RIFONDAZIONE COMUNISTA VUOLE IL COMPOSTAGGIO A MARTUCCI… E LA PUZZA?

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E’ quanto propone il circolo molese del PRC con la riconversione dell’attuale impianto di produzione del CDR (ecoballe), dopo aver bonificato e messo in sicurezza la discarica. Il nostro commento: l’impianto di compostaggio sarebbe un’ulteriore sciagura. Ecco perchè.

Riceviamo da Francesco Pietanza del circolo molese di Rifondazione comunista e pubblichiamo:

Immaginate di portare sulla testa un cesto che si riempie man mano che camminate.

All’inizio si può sopportare ma con il tempo diventa più pesante. Si comincia a sudare ed a stancarsi. C’è la necessità di sedersi. Anche per chiedere a qualcun altro una staffetta o comunque pensare ad un modo per condividere il peso.

Ecco, per Contrada Martucci vale la stessa cosa.

Per quarant’anni il nostro Territorio è stato individuato dalle scelte della Regione Puglia come una delle zone destinate alla chiusura del Ciclo Integrato dei Rifiuti. E per quarant’anni sul nostro Territorio si è chiuso il Ciclo Integrato dei Rifiuti.

Sono cambiate le legislazioni, le richieste dei regolatori (nazionali ed europei) in materia di Sicurezza ambientale si sono fatte più stringenti. Sono cambiate le modalità di raccolta dei rifiuti, aumentando quella differenziata. Sono cambiate le tecnologie e le tecniche di recupero dei rifiuti. Eppure il nostro Territorio è sempre lì, pronto a chiudere il Ciclo Integrato dei Rifiuti.

È arrivato il momento anche per Contrada Martucci di sedersi. Lasciare il testimone. Prendere fiato. Cambiarsi di abito, darsi una ripulita. Perché la Terra è come un Corpo. Ha bisogno di prendersi cura di se stesso.

Chiediamo al Comune di Mola di Bari di elaborare, in collaborazione con i Comitati e le Associazioni dei cittadini che da anni si battono e tengono viva la voce di Contrada Martucci, una proposta di “Exit Strategy” da presentare alla Regione Puglia che comprenda:

  1. bonifica e messa in Sicurezza del Territorio;
  2. stralcio di Contrada Martucci dal Piano Regionale dei Rifiuti, nel rispetto dei Contratti attualmente in essere;
  3. una chiara valutazione di fattibilità (tecnica ed economica) del passaggio della proprietà ad un ente pubblico (es. Consorzio di Comuni) e della conversione delle linee dell’attuale Impianto di produzione di CDR (Combustibile da Rifiuto) per produrre Compost di qualità con il relativo sostegno per la Filiera di utilizzo della materia (prima seconda) e la creazione di un indotto;
  4. implementazione di un sistema pubblico di controllo e qualità della raccolta dei Rifiuti, dei flussi e delle destinazioni.

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NOSTRO COMMENTO

A volte ritorna… Anzi, ormai è diventata una bandiera di taluni che, da anni, più o meno velatamente, cercano di fare proseliti.

Stiamo parlando dell’impianto di compostaggio in contrada Martucci: proposto e riproposto a lungo, per decenni, in sede politica, con, evidentemente, robusti interessi imprenditoriali alle spalle.

Questa volta è stato il circolo molese di Rifondazione comunista a cedere al canto ammaliante delle sirene del “compost di qualità”…

Una pietra d’inciampo mica da poco: in sostanza, il PRC molese, dopo aver giustamente chiesto lo stralcio del sito Martucci dal Piano Regionale dei Rifiuti, con contestuale bonifica e messa in sicurezza, ne chiede di fatto la riattivazione sotto altra forma.

Insomma, si esce da Martucci dalla porta e si rientra dalla finestra.

Infatti, un impianto di compostaggio rientra, ad ogni effetto, in un piano regionale dei rifiuti, trattandosi di un ciclo di lavorazione dell’umido e con un effetto ambientale comunque molto impattante.

Infatti, il problema odorigeno degli impianti di compostaggio non è facilmente risolvibile, nemmeno con gli impianti di ultima generazione che, comunque, richiedono lavorazioni in ambienti assolutamente chiusi, a tenuta stagna, in atmosfera controllata, per impedire la dispersione all’esterno dei cattivi odori.

Ma basta un qualsiasi guasto all’impianto, perfino una porta lasciata aperta, perchè i miasmi si diffondano in breve al di fuori, con notevoli danni sulla percezione olfattiva.

Senza contare poi l’impatto devastante di lunghe file di camion che continuerebbero a conferire a Martucci valanghe di rifiuti solidi urbani (umido o organico che dir si voglia) per la trasformazione in compost.

Insomma, eliminare l’attuale impianto complesso per la produzione del CDR (le “ecoballe” che vengono bruciate negli inceneritori) per sostituirlo con un impianto per la produzione di compost, equivale a sostituire una bomba ecologica con un’altra.

Il compostaggio a Martucci significa ammorbare la campagna circostante, facendo posare sulla frutta, la verdura, gli ortaggi sostanze odorigene che inevitabilmente comprometterebbero la qualità dei prodotti.

Naturalmente, la “nube” odorigena si sposterebbe con il favore del vento anche verso Mola, con quali risultati in termini di qualità dell’aria facilmente immaginabili: ricordiamo bene la “puzza” che invadeva Mola quando la discarica era in pieno esercizio.

Quella puzza tornerebbe di sicuro a mortificare la già debole qualità della vita cittadina, a cominciare da quanti vivono nelle contrade (da San Materno-Brenca a Pozzovivo, laddove esistono peraltro molte strutture ricettive di pregio) e nelle periferie, oltre ad rappresentare un sicuro elemento di dissuasione per lo sviluppo  turistico.

Per quanti siano incantati dalla prospettiva del sistema di compostaggio, basti recarsi a Modugno nei dintorni della ditta Tersan per scappare inorriditi: per chilometri intorno la puzza è spesso nauseante, vomitevole, insopportabile.

E comunque una breve ricerca in rete darà l’evidente percezione del fenomeno: sono migliaia le proteste lungo l’intera penisola per impianti di compostaggio che rilasciano cattivi odori per chilometri, rendendo la vita impossibile ai residenti nelle zone urbane circostanti.

In definitiva, a nostro parere, Rifondazione comunista ha preso una cantonata, così come la prese tempo fa l’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, perorando la stessa causa, e che forse non ha mai abbandonato. Alla pari del Sindaco di Mola che ebbe parole benevole verso la proposta.

Si faccia quindi chiarezza: chi vuole l’impianto di compostaggio lo dica chiaramente e lo confermi pubblicamente. I molesi sapranno a chi addebitare i miasmi prossimi venturi semmai questa ulteriore sciagurata ipotesi dovesse andare in porto.

L’unica vera e unica prospettiva per Martucci è una ed una sola: stralcio definitivo, senza se e senza ma, dal Piano regionale dei rifiuti, con chiusura di ogni attività, di qualsiasi tipo; messa in sicurezza e bonifica totale per restituire quella martoriata località dell’agro situata tra Mola e Conversano alla Natura, magari con un’opera di forestazione che ne faccia un polmone verde a risarcimento della violenza esercitata sulla nostra Terra e a testimonianza futura che la Terra non può essere violata impunemente così a lungo.

La nostra Terra esige rispetto. Abbiamo già dato, fin troppo. Basta così.

Un impianto di compostaggio

2 COMMENTI

  1. Salve, come Associazione Le Antiche Ville OdV, siamo sorpresi per questa proposta di Rifondazione Comunista, oltretutto fatta senza consultare nessuno, tantomeno la nostra Associazione che opera nella zona dal 1997 e si batte da sempre per trasformare il Poggio delle Antiche Ville in un’area salubre, in una zona di pregio aperta a tutta la popolazione. Spero che questa proposta sia rapidamente archiviata e in ciò interpreto i voti di tutti i soci. Ringrazio inoltre Mola Libera per la chiarezza che dimostra su questa questione, in linea con tutti i Comitati e gli altri organismi che vogliono che la discarica Martucci divenga un capitolo chiuso, ma chiuso sul serio.
    Waldemaro Morgese, presidente Associazione Le Antiche Ville OdV.

    • Proposta indecente fatta guardacaso da politicanti che non hanno mai avuto a cuore l’Italia è gli Italiani, se siamo diventati un paese senza dignità e rispetto lo dobbiamo alle politiche della sx Italiana, continuano imperterriti a non essere costruttivi danneggiando tutto e tutti..! Vergognoso..!

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