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Mola di Bari

ROGHI TOSSICI. UN CITTADINO DENUNCIA: “SINDACO CHE DIFENDE, SINDACO ASSENTE”

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In una lettera a “Mola Libera”, il nostro lettore Nicola Lucente, molto impegnato sui temi della qualità della vita cittadina, non ci sta alla difesa d’ufficio del Sindaco verso categoria degli agricoltori. Per Lucente, occorre un’azione decisa e organica, non episodica, che stronchi, una volta per tutte, il grave e criminale fenomeno dei roghi tossici, praticato da una minoranza di sciagurati che mettono in cattiva luce un’intera categoria.

Riceviamo dal sig. Nicola Lucente e pubblichiamo:

Nicola Lucente

Alcuni giorni fa il nostro sindaco, difendendo (giustamente) il comparto agricolo dei produttori di uva da tavola ha puntato il dito verso chi diffonde notizie giornalistiche che, pur dimostrando una verità inconfutabile – l’inquinamento ambientale -, evidenzia che generalizzare è scorretto. 

È vero! Ma nel contempo è altrettanto necessario precisare che di fronte ad un atteggiamento di una minoranza di agricoltori sciagurati, la deterrenza istituzionale è irrilevante ed inefficace.

Lo dimostra la numerosa presenza di macerie di risulta di roghi tossici che restano ai margini di altrettanto numerosi appezzamenti terrieri coltivati a vigneti.

Queste immagini che allego sono di ieri 17 giugno 2021 dove, in alcune delle quali si può notare il risultato di un rogo tossico (per giunta sotto una importante linea elettrica) sul quale vi si sta riponendo altra plastica che a non voler essere ingenui prenderà fuoco volutamente prossimamente; in altre si nota il classico deposito di teloni e contenitori di plastica che inducono sempre il passante a pensar male: che fine farà quella plastica?

Tracce di combustione nella campagna molese, a ridosso di un vigneto non molto distante dal centro abitato, sotto una linea elettrica, con contenitori di fitofarmaci probabilmente destinati alla stessa fine (foto N. Lucente)

Sarà correttamente conferita nel centro di raccolta, oppure si aspetterà il momento più propizio per commettere l’ennesimo reato ambientale?

Ci troviamo a poche centinaia di metri da Mola di Bari e i luoghi inquinati sono numerosi, non oso immaginare cosa verrebbe fuori in caso di un eventuale controllo a tappeto di tutto il territorio comunale.

Come dico sempre la colpa non è mai vedova: ci troviamo da una parte di fronte a cittadini che delinquono materialmente e dall’altra una inefficace e quasi assente azione istituzionale (e qui chi amministra ha delle precise responsabilità).

Il tutto condito da una bella indifferenza quasi generale, tanto da far passare un po’ “fissati” quei cittadini come il sottoscritto che a quest’andazzo non ci voglio stare.

La virtuosità mi duole dirlo è ben lontana dalla nostra cultura: se c’è gente che non ha paura neanche di nascondersi nel compiere questi inconcepibili atti, vuol dire che è consapevole della impunibilità e omertà quasi certa che esiste nella realtà molese.

Non si aiuta l’agricoltore corretto con un post! Non si aiuta adoperandosi saltuariamente e a macchia di leopardo, perlopiù sotto “spinta” di segnalazioni (che ben vengano): si agisce una volta per tutte,  dimostrando in tutto il territorio rurale molese una decisa, costante e capillare azione deterrente verso gli “inquinatori”, siano essi gli stessi agricoltori, siano essi incivili esterni al comparto agricolo.

Sono passati oltre tre anni di quest’altra amministrazione comunale e il miglioramento della qualità di vita che ogni cittadino si auspica – almeno per questo argomento – non si vede ancora.

La speranza è l’ultima a morire.

Nicola Lucente

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