Servizi sanitari a Mola, l’amministrazione comunale risponde al Psi: “Non ci siamo mai arresi. Tra le altre cose, grazie al pressing dell’amministrazione sulla Regione, entro il 2026, con i fondi del Pnrr, Mola avrà una casa della comunità per potenziare i servizi”. Il commento di “Mola Libera”.
COMUNICATO STAMPA
Il comunicato stampa della sezione locale del Partito Socialista Italiano è stato, per l’Amministrazione comunale, un’utile occasione non solo per rimarcare la collaborazione di carattere istituzionale che in questi anni si è strutturata con la Direzione del Distretto socio-sanitario n.11, nonché con la stessa Direzione generale della Asl, ma per aggiornare lo stato dei vari procedimenti che riguardano la nostra città.
Iniziamo dai numeri che hanno una oggettività insindacabile.
PRELIEVI: a Mola si svolgono giornalmente 30 prelievi ai quali si aggiungono quelli riguardanti l’assistenza domiciliare, gli ospiti della Rsa, i pazienti con codice 048 e le donne in gravidanza. Per fare un paragone con i comuni limitrofi, a Rutigliano il numero di prelievi giornalieri si attesta a 25, a Noicattaro 15. Le agende sono piene sino al 20 dicembre proprio per l’alto numero di prestazioni giornaliere.
AMBULATORIO INFERMIERISTICO: come è noto, l’ambulatorio infermieristico ha sostituito a Mola, al pari di quanto accaduto in tanti altri comuni, il PPIT (Punto di Primo Intervento Territoriale), già ridotto, negli anni precedenti al 2018, alle sole ore diurne. Il numero di prestazioni dell’ambulatorio dipende dalle prescrizioni dei Medici di medicina generale: ricordiamo, infatti, che all’ambulatorio infermieristico si accede solo su prescrizione medica.
Non corrisponde al vero la chiusura dell’ambulatorio di radiologia che, invece, continuerà a svolgere il servizio regolarmente. La Asl Bari sta, infatti, provvedendo, a seguito dei vari concorsi espletati, a sostituire il personale in congedo.
Quello della carenza del personale sanitario è, comunque, un problema che riguarda tutto il sistema sanitario regionale, esploso in maniera ancora più fragorosa durante la pandemia da Covid-19 e su cui è necessario chiedere interventi urgenti all’amministrazione regionale. I concorsi già espletati e in corso di espletamento, oltre alle risorse allocate in questo mese, in sede di variazione di bilancio, da parte della Regione Puglia, per ridurre le liste di attesa, vanno proprio in questa direzione.
Inoltre, in questi giorni, nella struttura di Via Russolillo sono in corso i lavori per la sistemazione della palestra e dei box destinati alla riabilitazione. E’ stato assicurato che nel giro di 10 giorni i lavori saranno terminati e il servizio potrà riprendere in locali riqualificati.
Non si può, infine, condividere la conclusione del comunicato. E’ vero, dal 1993 abbiamo assistito ad un processo di smantellamento dei servizi sanitari nel nostro paese, ma oggi, grazie al pressing dell’amministrazione comunale recepito dalla Regione Puglia, con particolare riferimento al consigliere regionale Francesco Paolicelli, al direttore del Dipartimento promozione della salute, Vito Montanaro, e al direttore generale della Asl Bari, Antonio Sanguedolce, assistiamo ad una importante inversione di tendenza.
Entro la metà del 2026, in via Canudo, nell’area accanto alla struttura che oggi ospita una scuola dell’Infanzia, sorgerà un’ulteriore struttura sanitaria a servizio della nostra città grazie ai fondi del PNRR, una casa di comunità.
Secondo il modello ministeriale, le Case della Comunità garantiranno ai pazienti un’assistenza h24 tutti i giorni da parte di infermieri, assistenti sociali e personale sociosanitario. Sono previsti, inoltre, équipe multiprofessionali, un punto prelievo e servizi diagnostici. Si tratta di una struttura che permetterà di fornire tutti i servizi sanitari di base garantendo la sinergia con i medici di Medicina generale e i pediatri. La Casa della Comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti sul territorio, in particolare ai malati cronici.
Grazie alla nascita di questa nuova struttura, saranno potenziati il punto prelievi e la strumentazione polispecialistica.
La Casa della Comunità serve a garantire la promozione, la prevenzione della salute e la presa in carico della comunità di riferimento. Tra i servizi inclusi è previsto, in particolare, il punto unico di accesso (PUA) per le valutazioni multidimensionali (servizi sociosanitari) e i servizi dedicati alla tutela della donna, del bambino e dei nuclei familiari secondo un approccio di medicina di genere. Potranno, inoltre, essere ospitati servizi sociali e assistenziali rivolti prioritariamente alle persone anziane e fragili, variamente organizzati a seconda delle caratteristiche della comunità specifica.
Tutto questo accadrà a Mola, tra qualche mese: lo scorso 28 giugno la Giunta comunale ha approvato lo schema di protocollo d’intesa con la Asl per la realizzazione della Casa di Comunità.
Sul tema Sanità, l’amministrazione comunale non si è mai arresa, tantomeno rassegnati riusciremo a potenziare i servizi.
NOSTRO COMMENTO
Se il comunicato stampa dell’Amministrazione comunale non fosse direttamente pervenuto nella nostra casella di posta elettronica e lo avessimo letto altrove, avremmo pensato ad uno scherzo di cattivo gusto oppure di essere finiti in un universo parallelo, ai confini, e oltre, della realtà.
Infatti, appare estremamente surreale, fantastica, onirica… la risposta dell’Amministrazione Colonna al già tardivo grido d’allarme del PSI molese, peraltro anch’esso responsabile dello smantellamento della sanità molese, quanto meno ai tempi dei socialisti al potere, in primis con il consigliere/assessore regionale Alberto Tedesco che muoveva ogni foglia nel sistema sanitario regionale.
Una risposta quella di Colonna che rimanda un futuribile servizio, la Casa di Comunità, al 2026… cioè a tre-quattro anni da oggi: tempi che in politica hanno il significato del “per ora arrangiatevi, ma confidate nella buona stella e nel frattempo toccate ferro”.
La “Casa di comunità” è un nuovo sistema sanitario di prossimità previsto in tutta Italia da un decreto, dello scorso 23 maggio, del Ministero della Salute, che fa il paio con le tante sigle utilizzate nella sanità allo sfascio, roboante di termini vaniloquenti, quanto privi di sostanza.
Intanto, nella messianica attesa, i molesi continueranno a curarsi con i classici pannicelli caldi offerti da una struttura, l’RSA di Via Russolillo, in progressivo deficit di risorse materiali e professionali.
Peraltro, il Sindaco – che sicuramente ha formulato personalmente il comunicato o comunque ne ha letto attentamente il contenuto prima che venisse divulgato – nell’esporre i numeri dei prelievi giornalieri, come mai non si chiede PERCHE’ tale numero a Mola è così alto rispetto a quelli di Rutigliano e di Noicattaro?
Sarà forse perchè, nonostante la popolazione molese sia addirittura inferiore a quella di Noicattaro, i nostri cittadini sono mediamente più ammalati di quelli dei comuni contermini? E infatti non è probabilmente un caso che il numero dei codici 048 (esenzioni dai ticket per gli ammalati di patologie tumorali) rilasciati a Mola siano tra i più alti dell’intera regione!
Ecco perchè l’agenda dei prelievi è piena fino al 20 dicembre!
Ed ecco perchè l’ambulatorio prelievi di Mola ha bisogno di essere potenziato! Ora, non nel 2026!
Ed ecco perchè i molesi hanno diritto ad uno studio epidemiologico vero e serio – promesso più volte dal Sindaco e ribadito alla presenza del prof. Massimo Ciccozzi, epidemiologo di fama nazionale, in un convegno dello scorso marzo tenutosi a Mola – per sapere quali sono le cause che provocano tante, troppe malattie richiedenti continui monitoraggi ematici tra i nostri cittadini.
Invece, la superficialità del Sindaco, che ricordiamolo è ufficiale di governo per la salute pubblica, è davvero disarmante e sconfortante, anche sulla generica risposta relativa all’ambulatorio infermieristico. Un servizio al quale, giustamente, i medici di base molesi fanno poco ricorso conoscendone l’inefficacia per la scarsità di risorse e di mezzi.
Il resto del comunicato, come abbiamo già detto, è davvero incommentabile: il rinvio al 2026… per un servizio che non è nemmeno stato pianificato nelle zone meglio assistite d’Italia, sa di ennesima tecnica dilatoria per una popolazione che continua a fare i conti con il bubbone della discarica Martucci, mai estirpato, e con i suoi nefasti effetti di lungo termine sulla salute dei molesi.
Intanto, i molesi si arrangiano come possono: i più abbienti saltano le infinite liste d’attesa della sanità regionale, ricorrendo alle strutture private; i meno fortunati si affidano alla buona sorte.





ZORRO DOCENTE UNIVERSITARIO
Condivido la frase di pochissimi giorni orsono che un Ministro attuale ha esternato: Sindaci (e compagnia bella, aggiungo io), in Galera…!!!