Quanti sono gli stranieri che vivono nella nostra città? Di quale nazionalità? Quante donne, quanti uomini, quanti adolescenti , quanti bambini e quante bambine? In che modo essi si rapportano alle istituzioni? Come le istituzioni si preparano a rispondere alle loro esigenze? Come la comunità si rapporta a loro? Come il mondo associativo ?
Riceviamo da Isabella Colonna, dell’Associazione “Alma Terra”, e pubblichiamo:
Ci sarebbe da fare un serio lavoro di ricerca, per conoscere, per facilitare le relazioni tra gli stranieri e le istituzioni, tra gli stranieri e la comunità , per favorire l’inclusione sociale delle persone che da altri paesi vengono qui a Mola per aiutarci a sostenere le diverse attività per le quali il loro lavoro viene richiesto.
L’Associazione Alma Terra e l’ASD Vita in cerchio , che già nel passato hanno operato in questa direzione, hanno dichiarato la loro disponibilità al Comune di Mola di Bari e, in particolare all’assessora Dominga Di Turi, per organizzare e gestire dei corsi di insegnamento di italiano per adolescenti e adulti/e stranieri/e nella convinzione che la conoscenza della lingua italiana è fondamentale per favorire il loro inserimento. Serve a chi arriva, ma anche a chi accoglie per facilitare la comunicazione.
Questa attività sarà svolta da volontari/ie e sarà inserita in un intervento più ampio di apertura e di incontro tra comunità molese e migranti presenti sul territorio, contribuendo a rendere Mola un Comune accogliente e solidale.
Le due associazioni stanno raccogliendo le adesioni delle persone disponibili ad impegnarsi per la realizzazione di questi corsi , che saranno preceduti da un seminario iniziale di formazione; nello stesso tempo saranno raccolte le iscrizioni di coloro che sono interessati/e a seguire questi corsi.
Fondamentale in questa fase ( ma anche nel futuro) sarà il rapporto con le scuole, con il consultorio, con le associazioni, con le parrocchie e la collaborazione di tutte le persone disponibili.
Questa iniziativa del Comune , a cui le due associazioni hanno risposto positivamente, si inserisce in un quadro più ampio della politica che il Comune di Mola di Bari intende realizzare verso i migranti .
A questo proposito esprimiamo il nostro apprezzamento per l’iniziativa che il Comune di Mola di Bari ha avviato, per entrare, tramite il SAI del Comune di Bari, nella rete del SAI (Sistema Accoglienza Integrazione, ex Sprar) , per ospitare dei profughi minorenni, ( sono veramente tanti i minori non accompagnati tra i profughi che arrivano in Italia, e tanti sono quelli che perdono la vita prima di arrivarci).
Il SAI è un sistema che ha dato buoni risultati nell’accompagnare i profughi in un percorso di integrazione. Sappiamo che il problema dell’immigrazione è molto complesso e richiede una visione e soluzioni di largo respiro perché riguarda l’ordine internazionale, la situazione climatica, il sistema economico, e tanto altro, problemi che non possono esser affrontati da un Comune, né da uno Stato; ma comunità, Comuni e Stati possono fare la loro parte per dare una direzione, impresa non semplice.
Basterebbe solo dare uno sguardo alla gestione della pandemia e dei vaccini, ma anche ai tanti chilometri di muri e fili spinati che si stanno edificando per capire che la direzione che si sta prendendo è sbagliata!
Possiamo nel nostro piccolo fare qualcosa per non sentirci corresponsabili ( anche solo con l’indifferenza) di quello che succede nei paesi da cui provengono i profughi e del concentrato di sofferenza che vivono ai ‘nostri’ confini ?
Per quello che ci riguarda siamo convinti/e che la soluzione al problema dell’immigrazione sicuramente non può consistere nell’ innalzare barriere, perché questo oltre a creare situazioni insostenibili dal punto di vista umano, sono anche inutili, perché nessuno può pensare di fermare e respingere la grande massa di uomini, donne e bambini che per sfuggire alla disperazione ( causate anche dalle ‘nostre’ politiche) , affrontano deserti, continenti , mari e oceani in cerca di salvezza , rischiando anche la vita e non teoricamente…
Nei primi sei mesi del 2021 i morti in mare sono stati 1.146, raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2020 . Secondo noi questi sono ‘crimini contro l’umanità’ per i quali in futuro , qualcuno potrebbe essere chiamato a rispondere davanti ad un Tribunale Internazionale. Perché forse non tutti sanno che uno dei diritti umani fondamentali , riconosciuti a livello internazionale è il ‘diritto alla mobilità’, che, in realtà, noi diamo per scontato quando viene esercitato dai nostri giovani che decidono di andare a lavorare e studiare all’estero o in altre regioni d’Italia, o quando ci spostiamo per turismo , anche verso quei paesi dai quali i profughi provengono, ma non lo accettiamo quando si tratta di persone che giungono in Italia e in Europa da aree economicamente depresse.
Insomma accettiamo, anzi invochiamo l’arrivo di stranieri che provengono da paesi ricchi e respingiamo persone che provengono da paesi poveri!
Il Comune di Mola è un piccolo comune, ma come tanti altri comuni italiani ( anche a noi vicini) può fare la sua parte per contribuire a dare una degna accoglienza ai profughi che arrivano in Italia dall’Afghanistan, dalla Siria, dai tanti paesi in guerra , dai tanti paesi colpiti dalle catastrofi naturali, dai tanti paesi dove i diritti umani sono negati.
Per questo noi valutiamo positivamente il fatto che il Comune di Mola abbia avviato il percorso di adesione alla rete del SAI . Del resto l’Associazione Nazionale del Comuni (ANCI) ha dichiarato la sua disponibilità a collaborare nell’affrontare l’emergenza Afghanistan, chiedendo al Ministero di rafforzare la rete dei SAI e il Sindaco di Mola di Bari, che fa parte del direttivo dell’Anci, giustamente si sta muovendo in questa direzione. L’Associazione Alma Terra e l’ADS Vita in cerchio daranno il loro sostegno e la loro collaborazione per questa iniziativa.
ASSOCIAZIONE ALMA TERRA
ASD VITA IN CERCHIO
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