L’associazione Teatroforma, in continuità con i percorsi culturali/artistici già avviati dal 2021, dedicati a Ricciotto Canudo, personaggio multiforme, riconosciuto dalla sfera intellettuale per la sua instancabile ricerca e sul significato di “Arte Assoluta“, ha commemorato, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura di Mola, i cento anni dalla sua morte avvenuta a Parigi nel 1923.
di Annalisa Boni
Le Centenaire Seventh Art 1923-2023
La programmazione dal titolo Le CENTENAIRE SEVENTH ART 1923-2023 si è svolta nel Teatro VAN WESTERHOUT di Mola di Bari sabato 9 domenica 10 e lunedì 11 dicembre 2023 con ingresso alle ore 20.15.
Le tre giornate si sono susseguite con la presenza di studiosi, docenti ,musicisti ,artisti e professionisti del settore culturale, storico e scientifico. Un programma attento e mirato che ha previsto docufilm, video, performance, danza ,letture sceniche ,seminari, fotografia, musica.
Il teatro è stato allestito internamente con fotografie documentate storiche e all’esterno sulle colonne di ingresso sono stati posizionati degli stendardi realizzate dal regista designer Giuseppe Alberto Aversa anche direttore artistico del Centenario.
Il pittore Franco Mannarini ha esposto nel foyer del teatro una sua opera pittorica “ Omaggio a Canudo” . Atmosfera della bella Epoque con riferimento al Plein Air.
Giandonato Disanto, pronipote di Ricciotto Canudo e promotore del Comitato, ha esposto documenti e libri antichi affiancati a quelli in mostra ,scritti dal Professore Dotoli tra cui uno proveniente dalla biblioteca Dellegrazie marito di Crescenza Caputo.
Nella programmazione si è voluto inserire sia un omaggio al compositore Ottone Pesce (1889-1966) con il brano musicale” Notte di luna a San Materno” eseguito dal maestro Andrea Gargiulo, che lo scritto di Canudo” la Raccolta delle Mandorle” pubblicata su Humanitas.

Ricciotto Canudo e Piero Delfino Pesce condividevano i loro interessi culturali.
Il Centenario dalla morte di Ricciotto Canudo è la migliore opportunità per verificare la sua attualità e la lungimiranza che ancora ai nostri tempi si rivela profetica per il prossimo futuro. In riferimento alle sue modernissime teorie estetiche del suo messaggio culturale, gli scritti , la vita, come afferma Giovanni Dotoli Professore Emerito dell’ Università’ di Bari, Aldo Moro, “suonano come un’apertura sulle verità e sulle sole riconversioni che potrebbero incamminarci sulla via della salvezza ,quella della cultura, in una epoca come la nostra, di avvilente mercificazione dell’arte “
La maggiore parte dell’opera di Canudo è in francese anche se lui ha sempre dichiarato di non essere né francese e né italiano ma “mediterraneo” e” latino” figlio del sud che lo ha obbligato ad emigrare prima a Firenze poi a Roma e poi a Parigi per realizzare i suoi sogni culturali.
L’arte per Canudo non è godimento soggettivo ,ma essenza di vita, sintesi turbolenta dei fenomeni più incomprensivi che ci circondano, osservazione attiva e utile del tessuto sociale.
Lui è in primo luogo l’uomo dell’incontro ,colui che tenta di unire l’inconciliabile sotto il segno della cultura, e dell’arte totale che in essa annovera tutte l’espressioni artistiche.
Per Canudo l’arte è liberazione, conquista di libertà ed unica e preziosa occasione offerta all’uomo per conciliare arte, ignoto, scienza e ricerca.

L’attualità delle ricerche del Canudo sta nell’aver capito per primo l’enorme potenzialità delle immagini in movimento che restano a supporto del fruitore che in qualsiasi momento può rivivere e rivedere le stesse immagini con sempre differenti emozioni .La narrazione “video” è sempre viva perché sempre diversi sono gli stati d’animo di chi osserva.
La professoressa Crescenza Caputo Dellegrazie sottolinea in una sua esposizione l’importanza del concetto sistemico di cui il Ricciotto è anticipatore di questa analisi moderna ,ne parla il Professore Giovanni Dotoli nell’introduzione del suo libro dal titolo “Bibliografia critica di Ricciotto Canudo 1983, Schena Editore.

Il concetto sistemico in ogni ambito culturale e di scienza determina connessione di interdipendenza tanto che modificato un elemento vengono a modificarsi tutti gli altri per cui vediamo un cambiamento nel tempo di ciascuna arte che influenza e si ripercuote su le altre arti.
Bisogna rivalutare l’intera opera del Ricciotto ,tutta della stessa importanza , espressione più viva della nostra tradizione meridionale inserita in un largo contesto di civiltà mediterranea ed europea.





