Lo scrittore e semiologo Luigi De Luca scrive: “… Ci sono una produzione culturale e una creativa artistica che rifuggono dall’intrattenimento e dall’imitazione acritica …ci sono una letteratura, un cinema, un teatro, una musica, che si caratterizzano per una sincera ricerca della verità e del bello… Una ricerca che molto spesso non è ripagata neppure dalla notorietà e dalla fama. Come la etichettiamo questa arte, che non è mercato e non è dilettantismo? E quale valore assegniamo ad essa?…”
di Annalisa Boni
Si tratta di un frammento estrapolato dal libro “La Cultura non basta, Contro l’industria della cultura, per un’arte di comunità”, Edizioni dell’asino.
L’autore ci conduce a riflettere sul vero valore che si dovrebbe assegnare ad un processo creativo, dal quale scaturiscono delle opere, oltre al valore economico che andrebbe calcolato in maniera differente.
De Luca scrive che la cultura, come l’arte è trasformazione creativa della realtà, un processo profondo di cambiamento dell’uomo e del suo rapporto con il mondo. Così come la scienza manda i suoi segnali nell’universo ,alla ricerca di nuovi contatti , lo stesso fa l’artista rispetto al futuro del mondo e dell’umanità.
La presentazione del libro “La Cultura non basta“, rientra nella prima iniziativa invernale della Teatroforma, che si è tenuta venerdì 24 novembre 2023, presso il teatro Van Westerhout a Mola di Bari con la partecipazione di alcuni rappresentanti di associazioni locali, insieme alla presenza di Roberto Ricco manager culturale che ha conversato con De Luca, e di Giampiero de Meo facilitatore di sviluppo. L’assessore Rotolo nel suo intervento ha sottolineato il ruolo delle associazioni locali che sono ricchezza aggiuntiva in connessione tra loro a favore della comunità in continua ricerca di radici culturali.
L’idea del titolo del libro” La Cultura non basta” è presa dalla frase del politologo uruguayano Pepe Mujica il quale sostiene che la cultura non basta se non ci aiuta a porci delle domande finché l’uomo resterà l’unica creatura della terra capace di agire contro la propria specie.
“La Cultura non basta “scrive De Luca , perché non è sufficiente a risolvere i problemi dell’industria culturale che sta creando all’umanità gli effetti negativi sulle relazioni umane, chi si arricchisce sono i media, i grandi social i network della comunicazione che poi sono il megafono del capitalismo.
Per questo l’autore sostiene che è necessaria una nuova organizzazione della cultura che deve essere sorretta da una coscienza etica delle cose. L’autore riporta nel libro la testimonianza del saggista e giornalista Goffredo Fofi il quale individua il barlume di un pensiero nuovo nelle iniziative locali, sociali, culturali, artistiche, che sono il “sale della nostra storia. “
Nella serata del 24 novembre è intervenuto Giuseppe Berlingerio per il “Centro Molese Studi Storico Archeologici” , associazione attenta alla tutela e alla ricerca storica del territorio, a seguire Giambattista Bello Caporedattore di” San Michele e la Civetta “il quale ha affermato che il libro di De Luca suscita riflessione e questa va fatta in condivisione. Ha molto apprezzato in particolare due frammenti.

Il primo, introduttivo: “il crescente desiderio di comunità non è dovuto al solo riflesso della paura che investe l’umanità alle prese con una minaccia senza precedenti, ma è un chiaro riferimento alla pandemia COVID.”
L’altro frammento, riguarda il capitolo dal titolo “Un seme sotto la neve,” dove l’autore propone e suggerisce soluzioni per il ringiovanimento della cultura e dell’arte a livello delle comunità locali: i musei, i siti archeologici, le biblioteche i monumenti, proprio come i teatri, hanno bisogno di persone che si riconoscono come comunità che crea valore generato dalla partecipazione come adesione a un progetto globale .
Il vice presidente della Pro loco Gianni Russo afferma che la Pro loco è proprio nella dimensione di comunità locale che vuole coinvolgere persone e altre associazioni affinché diventino ,promotori del territorio in cui abitano e primi attori dei progetti locali. Sostiene che la cultura e il turismo permettono di conoscere genti e luoghi diversi e dialogare con gli altri..
La docente Anna Maria Mossa ha sottolineato che la cultura è la vita per il benessere e per l’evoluzione , deve poter arrivare ed essere accessibile a tutti. Afferma l’importanza dell’arte nelle scuola dove, i laboratori di pittura, teatro, musica, danza e cinema arricchiscono e sviluppano la parte creativa ,manuale e immaginativa degli alunni come via alternativa alla solitudine, alla violenza, alla malinconia.
Giampiero De Meo moderatore della serata, sostiene che l’intento del libro è quello di “non rassegnarsi al declino” della cultura, dell’arte e delle arti, degli artisti, della comunità.
In riferimento al libro verde sull’industria culturale e creativa del 2010 della Commissione Europea al quale è seguito il libro bianco italiano del Mic deve integrarsi con la Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa del 2005 che prevede la centralità dei cittadini e la creazione di Comunità di patrimonio.
“La cultura è l’arte per contribuire alla conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte,decisioni e azioni sia nell’ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica e sociale”.
Le comunità patrimoniali come insieme di persone che attribuiscono valore a tratti particolari e identificativi del patrimonio culturale che si ritengono rilevanti e si impegnano nel quadro di un’azione pubblica a sostenere e trasmettere i contenuti e le espressioni patrimoniali alle generazioni future.





