“Mola Libera” continua a seguire, anno dopo anno, la cadenza della memoria: il 14 gennaio scorso è stato l’ennesimo, il 42esimo, anniversario della tragica scomparsa nelle acque del Golfo di Biscaglia della “Tito Campanella”, con 24 marittimi a bordo, tra cui due molesi: Nicola Fiordaliso e Domenico Daniele. A Savona, la città che nel tempo è stata più sensibile al dramma della “Tito Campanella”, anche quest’anno si rinnova la commemorazione dei marittimi caduti sul lavoro. Mola, invece, tace, sebbene sia una comunità che ha perso nel corso dei decenni decine di uomini in naufragi e incidenti a bordo delle navi.
Riceviamo dal “Comitato Tito Campanella”, con sede a Savona, e pubblichiamo:
VERITÀ E GIUSTIZIA PER LA TITO CAMPANELLA
DOPO 42 ANNI LA MEMORIA NON SI ESAURISCE E LA BATTAGLIA CONTINUA
Il 14 gennaio 1984 affondava e scompariva in maniera misteriosa e irrisolta (non vennero recuperati né i rottami del mercantile, né i corpi dei 24 componenti dell’equipaggio, con l’allarme che venne colpevolmente diffuso solo otto giorni dopo il naufragio) nel Golfo di Biscaglia la nave mercantile Tito Campanella, portando con sé le vite di 24 marittimi italiani (siciliani, sardi, pugliesi, campani e toscani), nove dei quali liguri tra cui tre genovesi, tre spezzini e tre savonesi; il radio telegrafista Pier Giovanni Dorati 50 anni, di Albissola Marina, il primo macchinista Antonio Gaggero, 59 anni, di Celle Ligure e il giovane di macchina Marco Incorvaia, 22 anni, di Savona.
Ecco l’elenco completo dell’equipaggio scomparso:
Quarantadue anni dopo il ricordo e la battaglia per la ricerca di verità e di giustizia per quelle persone, vittime di morte sul lavoro, continuano in seguito a indagini e processi che si sono conclusi con una sentenza di proscioglimento degli imputati in appello. Dal 40° anniversario dalla scomparsa della nave in poi sono stati svariati i momenti di commemorazione organizzati dal comitato dei parenti tornati a riunirsi per non dimenticare quello che resta a tutti gli effetti un rompicapo irrisolto, uno dei tanti del nostro Paese: tra gli altri, si ricordano il convegno del 6 aprile 2024 e l’inaugurazione della piastrella raffigurante i nomi dei membri dell’equipaggio della Tito Campanella, avvenuta il 18 gennaio scorso.


Proprio in quel luogo (ubicato sotto la Torretta presso Largo Marinai d’Italia) sabato 17 gennaio alle ore 10:45 il comitato tornerà a riunirsi in presenza delle rappresentanze delle sezioni di Savona dell’Associazione Marinai d’Italia (ANMI) e dei Guardia Marina Nazionale e di tutti quanti vorranno essere presenti nel ricordo e nella testimonianza di una tragedia che tuttora permane senza verità e giustizia.

Sabato sarà anche l’occasione per ricordare un’altra disgrazia parzialmente dimenticata nella quale la gente di mare savonese pagò un duro contributo: quella della motonave Levante, affondata in Sardegna davanti ad Arbatax provocando 12 morti: solo cinque salme vennero recuperate. Tra le vittime savonesi Emilio De Gregori e di un’altra sventura, quella della Marina D’Equa, consumatasi nel 1981 con 30 vittime, sempre nel Golfo di Biscaglia.

La lapide dedicata alla Tito Campanella sarà benedetta da don Angelo Magnano. In seguito ci sarà la possibilità di trasferirsi presso Sala Stella Maris per un piccolo rinfresco, un modo per continuare la mattinata all’insegna della solidarietà in un luogo da sempre “rifugio” della gente di mare.

L’associazione Stella Maris sarà inoltre presente con il presidente Maurizio Turboni, la cui collaborazione è stata fondamentale per la realizzazione dell’evento svoltosi nell’aprile 2024 per il 40° anniversario del naufragio della Tito Campanella e con la “campana” di don Mario Genta, che darà i suoi rintocchi alla lettura di ogni nome dei 24 marittimi della Tito Campanella.
TITO CAMPANELLA, ROMPERE IL SILENZIO CHE DURA DA 42 ANNI.







