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TORNA A MOLA “DEL RACCONTO, IL FILM”: OGGI, GIOVEDI 11, PRIMO APPUNTAMENTO

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Dopo alcuni anni, fa il suo ritorno a Mola (dove è nato), il Festival di letteratura e cinema ideato e condotto dal giornalista e scrittore Giancarlo Visitilli. Oggi, giovedì 11 luglio, alle 19:30, nel Chiostro di Santa Chiara, l’avvio della rassegna.

Festival Cinema&Letteratura

“Del Racconto, il Film”  

Del Racconto,  la ‘famiglia’ 

Giovedì 11 luglio – Corte Monastero Santa Chiara -Mola di Bari  

Con gli appuntamenti di questo fine settimana termina il lungo pre-festival di “Del Racconto, il Film”. Per questa decima edizione, la manifestazione, organizzata dalla cooperativa sociale “I bambini di Truffaut” sotto la direzione artistica del giornalista e scrittore Giancarlo Visitilli, ha ampliato l’offerta culturale dividendola in due momenti diversi:la prima parte si è avuta a partire dal 15 giugno con degli incontri nelle piazze dei comuni aderenti alla “rete del Festival”, mentre il cuore della rassegna, il vero e proprio Festival, si terrà a partire dal 18 e fino al 21 luglio a Mola di Bari, città in cui è nato tutto.

E sarà proprio Mola di Bari, dando un assaggio di ciò che sarà la prossima settimana, ad ospitare l’incontro di giovedì 11 luglio. A partire dalle 19,30, nella Corte del Monastero di Santa Chiara si parlerà di famiglia con la presentazione del libro “Esercizi di sepoltura di una madre” (Mondadori) dove l’autore Paolo Repetti, racconta con ironia e sagacia, delle vicende e degli inevitabili scontri interni, di una famiglia allargata e sgangherata, composta da personaggi sui generis, a partire dalla nonna ultranovantenne e guerrafondaia che vive in Israele. L’autore dialogherà con Silvia Godelli, docente presso l’Università degli studi Aldo Moro di Bari.

A seguire il film “Non ci resta che il crimine” di Massimiliano Bruno, che sarà presente in piazza per parlare con il pubblico e raccontare anche qualche aneddoto del film in cui il cast eccezionale (da Gianmarco Tognazzi ad Alessandro Gassmann, per citarne due) interpreta un gruppo di amici animati dalla voglia di migliorare il proprio presente. Il gruppo  si ritroverà catapultato nel 1982, l’anno dei Mondiali, a ripercorrere le strade battute dalla banda della Magliana. Serata in collaborazione con Coop Alleanza 3.0. 

 Per la decima edizione il Festival di Cinema&Letteratura Del Racconto, il Film presenta alcune novità: anticipato da una serie di incontri pre-festival in programma nelle piazze dei comuni aderenti alla “rete del Festival”, arriva al cuore della rassegna dal 18 al 21 luglio a Mola di Bari, proprio nella città in cui è nato.  Inoltre è stato introdotto un concorso: 8 film e 5 libri gareggeranno per essere eletti “Miglior film” e “Miglior libro”, nell’ambito di 3 diverse sezioni: I quattrocento colpi (film di carattere prettamente sociale); La terra vista dalla luna (film di carattere generale) Non ci resta che leggere (letteratura), da parte delle tre

giurie presenti: una popolare e due di esperti – una di Cinema presieduta dall’attrice Francesca Inaudi e una di Letteratura presieduta dalla scrittrice Nadia Terranova

Per il secondo anno, poi, il festival ritorna nelle carceri a Turi, Bari e Trani per coinvolgere ogni tipo di pubblico.

La manifestazione è patrocinata da Regione Puglia (Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali), Città Metropolitana, Comuni di Bari, Bitonto, Mola di Bari, Sannicandro di Bari, Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Garante regionale dei diritti del minore, dell’infanzia e dell’adolescenza, Coop Alleanza 3.0., Carcere femminile di Trani, Carcere di Turi, Istituto penale per i minorenni di Bari.  Con il sostegno di Fondo speciale cultura e patrimonio culturale L.R. 40/2016 – Art. 15, comma 3 della Regione Puglia e Piiil Cultura Puglia. Con la collaborazione di Notte bianca dei Giovani di Mola di Bari. Partner: Apulia FilmCommission, associazione La Giraffa onlus, Caritas Bari-Bitonto, Save the Children, Agedo Puglia-sezione Bari, Unicef, Ordine dei Giornalisti di Puglia, Lo Scrittoio, Sindacato SNCCI sindacato critici cinematografici italiani di Puglia.

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero.

SINOSSI

“Esercizi di sepoltura di una madre” (Mondadori) di Paolo Repetti

Le cronachette pensierose e spensierate di una famiglia allargata messa in scena seguendo il copione di uno svagato cabaret intellettuale e morale. Una saga che si dipana in una serie di sketch irriverenti. Il lessico famigliare di ebrei fanatici, cattolici convertiti, atei cinici.

La matriarca ultranovantenne è nonna Sara, un’ansiosa guerrafondaia che vive in Israele e telefona in continuazione. La sua interlocutrice preferita è Saretta, la più piccola dei nipoti, sagace e sfrontata, dolcissima e imprevedibile, una via di mezzo tra Franny Glass e Giovanna D’Arco. Poi ci sono i fratelli di lei: il maggiore, Isaac, genio della matematica ed epistemologo in formazione, e Davide, maniaco sessuale e juventino compulsivo. Lo zio, il narratore, Paolo. Il gatto Ettore. Il padre: assente. Ha abbandonato Ester, la cugina di Paolo, quando Saretta aveva due anni.

Lo zio è obbligato, suo malgrado, a farne le veci, per lo più al telefono. Da lì cerca di educare i ragazzi, dà consigli, risponde a domande surreali, scappa. È nevrotico, ipocondriaco e immaturo come loro, un adolescente vegliardo, un puer aeternus e anchilosato che i nipoti hanno eletto a guida sciamanica, salvo prenderne in giro l’immaturità. È l’idiota sapiente, impaurito e tentato dal ruolo di pater familias.

“Non ci resta che il crimine” di Massimiliano Bruno

Moreno e Sebastiano sono due sfaccendati, anzi, come li definisce l’amico Gianfranco che invece è diventato un uomo di successo, due “poracci”. Ma i tre sono cresciuti insieme, e Moreno e Sebastiano da bambini bullizzavano il piccolo Gianfranco, soprannominandolo “il Ventosa”. Con loro c’era anche Giuseppe, che ora fa il commercialista precario e subisce le angherie del suocero, che lo paga solo quando gli pare. Sebastiano peraltro è intrappolato in un matrimonio infelice e Moreno, pur cercando da sempre il modo di “fare i soldi con la pala”, non riesce neppure a pagare gli alimenti arretrati alla ex moglie. Nel tentativo di sfuggire a Gianfranco, Moreno, Sebastiano e Giuseppe si infilano in un cunicolo spaziotemporale che li catapulta all’epoca in cui erano bambini: il giugno 1982, per la precisione. E poiché l’ultimo grande progetto per “fare i soldi con la pala” di Moreno era guidare un tour dei luoghi frequentati dalla Banda della Magliana, è proprio fra i componenti di quella banda criminale anni ’80 che i nostri eroi si ritrovano all’uscita del cunicolo.

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