sabato, 12 Settembre, 2026
23.5 C
Mola di Bari

UN INUTILE MINI DRAGAGGIO. L'”OPERAZIONE SALSICCIOTTI” NON E’ NEPPURE STATA COMPLETATA: ASPORTATI APPENA 40 CENTIMETRI DI SABBIA DAL FONDALE DEL PORTO

data:

Si è conclusa con un evidente insuccesso, e peraltro oltre i tempi stabiliti nelle autorizzazioni rese pubbliche, l’attività di spostamento dei sedimenti all’interno del bacino portuale, aspirati dal fondale insabbiato su una superficie di appena 3.000 metri quadri (meno di un terzo di ettaro), sebbene l’insabbiamento copra intorno ai 15 ettari di specchio acqueo. L’attività si è conclusa all’80% dei lavori stabiliti. Infatti, la sabbia e il fango asportati sono stati “insaccati” all’interno di quattro (anzichè nei previsti cinque) geotubi (i cosiddetti “salsicciotti”) da 300 metri cubi ciascuno, per un volume di appena 1.200 metri cubi, rispetto ai preventivati 1.500 metri cubi, che sarebbero stati comunque ben poca cosa. La parziale attività si traduce in un aumento presumibile della profondità, lungo il canale percorso dai natanti, di soltanto 40 centimetri, rispetto ai già esigui 50 centimetri stabiliti nel contratto d’appalto. “Mola Libera” pubblica in esclusiva i documenti pubblici in versione integrale.

Cosa sia successo nello specchio d’acqua del porto di Mola in queste ultime settimane, probabilmente resterà un mistero.

Nessuna autorità lo ha spiegato alla popolazione, innanzitutto ai pescatori molesi.

E soprattutto non è chiaro perchè, nell’eseguire i pur incompleti lavori, si è andati oltre i tempi stabiliti dalla Regione Puglia che, come si vedrà dal documento allegato, imponevano la conclusione delle attività (rendicontazione finanziaria compresa) entro il 27 novembre 2023, con un’ultima e indifferibile proroga a quella data.

Riepiloghiamo brevemente i fatti, con i documenti allegati.

Di fronte all’evidente incapacità politico-amministrativa della sua prima amministrazione nel mettere a frutto la ragguardevole cifra di 8,8 milioni di euro, stanziati nel 2020 dalla Giunta Emiliano per il dragaggio del porto di Mola, il Sindaco Colonna, nella campagna elettorale della scorsa primavera, promette nei comizi che si è pensato ad una soluzione transitoria che permetterà il ripristino delle ottimali condizioni di navigabilità all’interno del bacino portuale.

Successivamente, nel corso di una seduta di Consiglio comunale, il Sindaco, una volta rieletto, sia pure con la nota percentuale da prefisso telefonico, nello spiegare il prossimo avvio di tale soluzione, parla di “salsicciotti”, con riferimento ai geotubi, cioè a contenitori cilindrici di materiale sintetico estensibile, che verranno riempiti della sabbia e del fango estratti dal fondale per stoccarli all’interno del porto di Mola, poichè non è consentito il trasporto al di fuori di esso, dovendosi trattare di spostamento in loco dei sedimenti.

Perchè non si possono movimentare tali “salsicciotti” (geotubi) al di fuori del porto di Mola? Perchè dalla “caratterizzazione” dei fondali, cioè dall’analisi a campione dei sedimento, condotta nella fase di progettazione delle attività di dragaggio, è risultato che le “carote” estratte sono tutte pesantemente inquinate da idrocarburi per il probabile scarico delle sentine dei pescherecci e delle imbarcazioni da diporto.

E, pertanto, la normativa in materia di trattamento dei sedimenti portuali vieta la movimentazione della sabbia e del fango asportati al di fuori dei porti, se non ci si vuole sopportare ulteriori oneri per la loro depurazione.

Passano le elezioni e accadono i seguenti fatti e atti amministrativi:

  1. Anzichè a Fincantieri – come il Sindaco Colonna aveva promesso in campagna elettorale, magnificandone una nuova tecnologia molto versatile per il dragaggio portuale – tramite un convenzionamento tra la Regione Puglia e la società regionale ASSET – Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, viene dato un incarico, a seguito di affidamento diretto, alla società molese STES srl, esperta in attività di lavorazioni subacquee.

Infatti:

  1. Il finanziamento regionale concesso alla ASSET è basato sulla deliberazione della Giunta regionale n. 1183 del 08/08/2023 con la quale veniva approvato il progetto “Metodo sperimentale di ripristino delle condizioni di navigabilità del porto di Mola di Bari” (APPESCA 3.0)”.
  2. A sua volta, si era già proceduto ad un Accordo di collaborazione quadro  tra il Comune di Mola di Bari e ASSET del marzo 2023.
  3. Quindi, in data 29/09/2023 con determina del Direttore Generale dell’ASSET veniva aggiudicata, all’operatore economico S.T.E.S. srl di Mola di Bari, l’appalto per l’esecuzione dei lavori di spostamento dei sedimenti all’interno del bacino portuale di Mola di Bari, per un totale di euro 191.027,53, con un’anticipazione del 20% corrisposta alla ditta esecutrice STES srl, il 31.10.2023.
  4. L’inizio dei lavori viene annunciato dal Sindaco Colonna agli operatori della pesca il 21 ottobre scorso, sebbene i lavori debbano concludersi in base al convenzionamento entro il 30.10.23, con rendicontazione di tutte le spese sostenute, come riportato nella delibera di convenzione tra Regione e Asset.
  5. I lavori, in realtà, iniziano dopo il 21 ottobre e vanno oltre il  30 ottobre, tanto che, nel frattempo, la Regione Puglia emette un provvedimento per concedere un’ultima ed indifferibile proroga dei termini di conclusione del progetto “Metodo sperimentale di ripristino delle condizioni di navigabilità del porto di Mola di Bari – APPESCA III“ attuato congiuntamente tra Regione Puglia e l’Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio (ASSET Puglia), al 27/11/2023, con rendicontazione di tutte le spese sostenute, per consentire all’Agenzia stessa di rispettare gli impegni progettuali assunti.
  6. Nel frattempo, i termini scadono mentre le attività proseguono oltre la data del 27/11/23, come da numerose foto acquisite dalla nostra redazione, e anche oltre il 30.11.23, data concessa a sua volta in proroga dalla Capitaneria di porto.
  7. I lavori vanno avanti, probabilmente fino al 4 dicembre e oltre: successivamente, interviene un ultimo atto, quello della ASSET che stabilisce i lavori conclusi dal mini-dragaggio e, in contraddittorio tra la Direzione Lavori e la ditta STES, dichiara che le attività non sono state completate al 100%, ma bensì all’80%, procedendosi comunque al saldo del lavoro svolto.
  8. Nel provvedimento dell’ASSET si precisa che non è stato riempito il 5° geotubo avente una capacità stimata di 300 mc.
Ecco una foto scattata in ambito portuale, con uno dei mezzi utilizzati per l'”Operazione salsicciotti”, in data 02-12-2023, cioè oltre il termine inderogabile fissato dalla Regione al 27/11/23 per il completamento delle attività, compresa di rendicontazione finanziaria. Perchè l’attività è andata oltre quella data? E come mai non è neppure stata completata al 100% ma bensì all’80%? Chi risponderà a questi legittimi interrogativi?

CONCLUSIONI

In sostanza, come si evince dallo schema della lettera di incarico (che verrà poi intestata alla STES srl, una volta ottenuto l’incarico), l’operazione si è svolta su 3.000 metri quadri (meno di 1/3 di ettaro) per asportare una profondità di appena 50 centimetri di materiale, per complessivi 1.500 metri cubi di sedimenti da “insaccare” in geotubi (i famosi “salsicciotti” di cui parlò il Sindaco Colonna), da stoccare comunque obbligatoriamente all’interno del porto.

Un’attività di scarso peso pratico che, tuttavia, come si legge dal documento che abbiamo allegato, non solo è andata oltre i termini di proroga stabiliti come indifferibili dalla Regione Puglia al 27/11/2023, ma che non ha neppure raggiunto l’obiettivo di asportare i 50 centimetri di sabbia e fango, fermandosi all’80% dei lavori, non essendo stato riempito il quinto geotubo da 300 metri cubi, come è scritto chiaramente nel documento che pubblichiamo.

In sostanza, da un banale calcolo aritmetico, non essendosi terminata l’intera operazione, ma fermandosi l’attività al riempimento del quarto geotubo da 300 metri cubi, significa che è stato asportato un volume di 1200 metri cubi (anzichè 1500 mc stabiliti nel progetto) per un corrispondente abbassamento del fondale di appena 40 centimetri: quindi, neppure i 50 cm. (già largamente insufficienti) previsti su una superficie di soli 3.000 metri quadri, mentre la superficie dell’imboccatura portuale è intorno ai 15-16 ettari e servirebbe dragare seriamente almeno 2-3 metri di sabbia e fango sull’intera superficie di ingresso e uscita.

Insomma, l'”operazione salsicciotti”, sebbene conclusa ben oltre i termini previsti da atti pubblici, non ha neppure raggiunto un obiettivo minimale, decretando il fallimento di un’attività sostanzialmente inutile, tenuto conto che le mareggiate invernali si incaricheranno di livellare nuovamente il fondale anche dove si è insufficientemente scavato.

A chi giova tutto questo? Sicuramente non alla marineria molese che, nel giro di pochi mesi, si troverà di fronte a nuovi episodi di incaglio con gravi danni agli scafi.

Quando accadrà, parleranno i marinai? Oppure taceranno ancora? 

Ecco tutti i documenti:                                                                                                                         

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [1.52 MB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [252.31 KB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [300.94 KB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [0.97 MB]

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Condividi l'articolo:

spot_imgspot_img

I più letti della settimana

Leggi anche
Altri articoli