giovedì, 10 Settembre, 2026
35.8 C
Mola di Bari

UN MEGA FINANZIAMENTO EUROPEO PER UN PARCO RURALE… SENZA VERDE… E UN CANILE RIMASTO COM’ERA. STORIA DI 3,7 MILIONI DI EURO SPERPERATI, CON IL RISCHIO DI RESTITUZIONE DEI FONDI ALL’UNIONE EUROPEA

data:

Doveva essere il fiore all’occhiello della Giunta Colonna 2, e invece, al 30 giugno, data di ultimazione lavori per le opere realizzate con i fondi europei del PNRR, il parco rurale di nuova realizzazione in contrada Brenca, con annesso il canile da rigenerare, è soltanto una distesa di terra brulla e pietrosa, con il corollario della cementificazione di alcuni nuovi edifici. Della grande forestazione promessa, solo pochi miseri alberelli, mentre il canile è rimasto com’era: tuttora con la fossa biologica, senza allaccio alla fogna, e con gli ambienti destinati agli animali e agli operatori tutti ancora da ristrutturare. Intanto, nonostante il termine sia scaduto a fine giugno, non risulta emesso il certificato di ultimazione lavori e si continua a lavorare in maniera irregolare, se non debitamente autorizzata dalle autorità statali di vigilanza. Il Comune di Mola rischia il definanziamento, almeno parziale dell’opera, e di dover comunque pagare con fondi comunali tutti i lavori eseguiti fuori tempo massimo.

La storia che stiamo per raccontare è una storia di ordinaria follia.

Sì, la follia dei fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), ottenuti all’indomani della pandemia del Covid-19 dal Governo di Mario Draghi, attingendo ai cospicui fondi riservati all’Italia dall’Unione Europea.

Una montagna di denaro sceso per mille rivoli dallo Stato fino ai più piccoli comuni

Il termine ordinario e perentorio per l’ultimazione dei lavori, dei servizi e delle forniture da parte dei Comuni (in qualità di soggetti attuatori) è stato fissato al 30 giugno 2026.

Come definito dalle linee guida della Struttura di Missione e dai decreti attuativi ufficiali, la chiusura degli appalti segue una cronologia rigida:

  • 30 giugno 2026 (Fine lavori): Rappresenta la scadenza entro cui deve avvenire la chiusura fisica degli interventi, certificata dall’emissione del Certificato di Ultimazione Lavori.
  • 31 agosto 2026 (Rendicontazione): È il termine invalicabile entro cui i Comuni devono caricare tutta la documentazione contabile e amministrativa di chiusura sulla piattaforma informatica ministeriale ReGiS. Superato questo termine, le spese non saranno più riconosciute dalla Commissione Europea.

In sostanza, l’orologio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha superato il suo traguardo più critico. Il termine perentorio del 30 giugno 2026 per l’ultimazione dei cantieri comunali è ormai scaduto.

Il progetto più cospicuo finanziato dal PNRR a Mola è il “Parco rurale extra urbano per la tutela delle biodiversità in Contrada Brenca”.

Alleghiamo di seguito il progetto come inserito nella procedura di gara con le n. 7 tavole presenti nella piattaforma della CUC (Centrale Unica di Committenza) di Rutigliano, Noicattaro e Mola di Bari.

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [970.71 KB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [1.81 MB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [6.92 MB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [2.40 MB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [4.54 MB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [570.45 KB]

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

Download [564.35 KB]

IL PROGETTO APPALTATO NEL 2023: TRE ANNI PASSATI INFRUTTUOSAMENTE

Questo progetto è finanziato con fondi dei “Piani Urbani Integrati” previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

L’opera del Parco rurale extra urbano di Contrada Brenca è stata ufficialmente appaltata nella seconda metà del 2023.

La cronologia esatta dell’affidamento segue tappe amministrative ben precise:

  • Pubblicazione del Bando: Il bando di gara ufficiale per l’appalto integrato (CIG A00A65863F) è stato pubblicato dalla Centrale Unica di Committenza sulla Gazzetta Ufficiale il 6 settembre 2023.
  • Proposta di Aggiudicazione: La Commissione Giudicatrice ha formulato la proposta di aggiudicazione provvisoria in favore del raggruppamento guidato dall’operatore economico G. Scavi S.r.l. al termine della seduta del 29 settembre 2023.

Questa tempificazione evidenzia come l’impresa abbia avuto a disposizione quasi tre anni interi tra la fine del 2023 e la scadenza perentoria del 30 giugno 2026 per completare le opere. Un lasso di tempo che rende i ritardi sul parco rurale e la mancata ristrutturazione del canile preesistente ancora più difficili da giustificare dal punto di vista gestionale.

Un’opera da 3,71 milioni di euro complessivi che si trova ora nel pieno della decisiva finestra di rendicontazione ministeriale. Tuttavia, l’esame dei documenti progettuali (dalla Tavola 1 alla 7), incrociato con un reportage fotografico sul campo aggiornato a ieri, 7 luglio 2026, fa emergere pesanti interrogativi sulla regolarità dei termini di chiusura e sul rischio concreto di un taglio dei fondi europei.

I rilievi del 7 luglio: ruspe e furgoni ancora in azione

I riscontri visivi raccolti, prima il 24 giugno e quindi il 7 luglio, a una settimana esatta successiva dalla deadline europea del 30 giugno, certificano in modo inconfutabile che il cantiere è in piena attività pesante, rendendo tecnicamente controversa l’ipotesi di un regolare Certificato di Ultimazione Lavori depositato entro il 30 giugno.

Le foto del 24 giugno 2026

Le foto del 7 luglio 2026

In particolare, le immagini del 7 luglio mostrano operai in divisa arancione, furgoni di ditte impiantistiche parcheggiati a ridosso delle strutture, escavatori cingolati e betoniere ancora operativi sullo sfondo. Sotto le tettoie dei nuovi fabbricati si notano persino bancali di materiali edili imballati nel cellofan e ancora da posare.

Fabbricati in piedi, ma intorno è cantiere aperto

Dal punto di vista edilizio, i manufatti previsti dalla Tavola 2 (Punto 4) e dalla Tavola 5 (Planimetria Generale) sono strutturalmente visibili. Spicca l’imponente edificio caratterizzato da una monumentale copertura asimmetrica in legno lamellare, destinato a ospitare i laboratori didattici per la biodiversità e gli spazi per la formazione (un intervento valutato 350.000 euro a base d’asta nella Voce 4 del Computo Metrico). Accanto ad esso, sono stati montati i moduli lineari prefabbricati con tamponature in legno.

Tuttavia, le strutture appaiono come gusci isolati in un perimetro incompiuto. I pali della nuova illuminazione pubblica svettano visibilmente inclinati, storti e non consolidati alla base, circondati da trincee e scavi ancora aperti per il passaggio dei sottoservizi e degli impianti tecnologici (Voce 7, da ben 450.000 euro). Solo di recente l’impresa ha accelerato sulla viabilità interna (Voce 3), completando la pavimentazione dei piazzali di servizio e la stesa di un vialetto ciclopedonale in cemento chiaro che serpeggia nell’area.

Il giallo del bosco e la piantumazione in extremis

La difformità più evidente balza all’occhio analizzando la forestazione rurale e il greening, la voce economica più pesante dell’intero appalto: 800.000 euro netti (Voce 6 del Computo Metrico) per trasformare 30.000 metri quadrati in un fitto bosco di Lecci, Fragni e Carrubi.

Le foto del 7 luglio documentano un tentativo di rincorsa dell’ultimo minuto: nella spianata centrale sono stati interrati alcuni filari di alberelli. Si tratta però di esemplari esili, filiformi e fragili, ancora interamente sorretti da pali di siringamento in legno e tiranti protettivi. Una piantumazione embrionale e d’emergenza che copre solo una minima frazione della densità boschiva originariamente promessa all’Unione Europea, circondata da vaste distese di terra battuta, sterpaie secche e montagne di detriti calcarei ancora da spianare.

La prova regina: il canile esistente non è stato ristrutturato

Il dato amministrativamente e politicamente più dirompente emerge però dall’inquadratura del canile comunale preesistente. La Tavola 2 (Punto 1) vincolava tassativamente 350.000 euro del PNRR per la “Riqualificazione delle preesistenze”, finalizzata al risanamento igienico-sanitario di 1.500 mq complessivi tra rifugi e fabbricato servizi del rifugio esistente.

Le immagini del 7 luglio mostrano il vecchio canile sullo sfondo, rimasto intatto nella sua consistenza originaria e non sfiorato da alcun intervento edilizio o di manutenzione straordinaria. L’amministrazione comunale ha scelto di concentrare i fondi PNRR sulla costruzione ex novo dei più esibibili laboratori didattici e dei piazzali, escludendo nei fatti il nucleo sanitario e il benessere degli animali dai benefici del finanziamento.

In particolare, fanno molto riflettere le dichiarazioni del Sindaco avvenute nel tempo.

In particolare, Colonna così ha dichiarato sulla sua pagina Facebook istituzionale il 1° ottobre 2023:

“Sono felice di annunciare l’aggiudicazione dei lavori per la creazione di un grande parco urbano pubblico con spazi collettivi per le famiglie nel cuore di Brenca e San Materno, insieme alla riqualificazione del canile comunale, che da troppo tempo attendeva una risposta concreta per offrire agli animali randagi un posto più accogliente e sicuro.”

E, quindi, il 19 maggio 2025:

“Hanno preso il via i lavori per un progetto ambizioso, che porterà alla nascita di un grande parco, con spazi pensati per le famiglie, la socialità e il benessere di tutta la comunità. Parallelamente, parte anche la riqualificazione del canile comunale, un intervento atteso da tempo per garantire agli animali randagi un ambiente più sicuro, dignitoso e accogliente.”

Pertanto, come si evince dalle dichiarazioni del Sindaco, i lavori furono aggiudicati a fine settembre 2023, ma iniziati soltanto nel maggio 2025, cioè ben venti mesi dopo. Perchè si è indugiato così tanto nell’avvio concreto dei lavori? A cosa si deve questa incredibile inefficienza politica, burocratica e gestionale?

Nel frattempo, nel marzo 2025, il canile ha ricevuto soltanto alcune attività di manutenzione, prevalentemente nella sua parte “sanitaria”, per superare il provvedimento di sospensione delle attività da parte dei NAS e della ASL, ma dei lavori programmati con il progetto PNRR in discorso, sul canile sanitario, sul canile rifugio e sull’impianto fognario, nulla è stato realizzato.

In ogni caso, è stato lo stesso Sindaco Colonna ad ammettere in Consiglio comunale che, all’interno dei lavori previsti per il parco rurale, non risultano tuttora eseguiti quelli relativi alla ristrutturazione del canile comunale.

IL FINANZIAMENTO E’ IN BILICO

Il Comune si gioca ora l’intero finanziamento nella finestra contabile che si chiuderà il 31 agosto 2026, termine ultimo per caricare le fatture sulla piattaforma ReGiS del MEF.

Se gli ispettori ministeriali rileveranno che la continuità dei lavori sul campo a luglio inficia la regolarità dei target fisici di giugno, lo Stato potrebbe revocare i fondi. Per evitare un’incompiuta in Contrada Brenca, il Comune sarebbe costretto a coprire i costi con risorse proprie, esponendo il bilancio molese al rischio concreto di un grave squilibrio finanziario.


Le 10 domande all’Amministrazione Comunale

Al fine di garantire il diritto di cronaca e la massima trasparenza istituzionale, si attendono risposte pubbliche e documentate su questi 10 precisi quesiti:

  1. La Tavola 2 inserisce al punto 1 la riqualificazione di 1.500 mq di canile esistente: per quale motivo alla data del 7 luglio 2026 la struttura preesistente non mostra alcun segno di intervento edilizio, risultando esclusa dai lavori?
  2. Il Computo Metrico (Tavola 6) stanziava 350.000 € per la riqualificazione del canile rifugio e sanitario esistente: perchè non si è data la giusta priorità al benessere degli animali?
  3. In base a quali criteri di conformità è stato eventualmente possibile formalizzare l’ultimazione dei lavori al 30 giugno 2026, laddove le immagini del 7 luglio documentano ruspe in azione, operai sul campo e scavi ancora aperti?
  4. La Tavola 7 assegna 363.075 € a spese tecniche e 48.410 € a incentivi per le funzioni tecniche interne: tali somme sono state liquidate interamente nonostante l’evidente parzializzazione delle opere sul campo?
  5. Considerando la rigida regola europea del “tutto o niente” sui target del PNRR, la quasi nulla realizzazione della forestazione e il mancato avvio del canile non espongono l’ente alla revoca totale dei 3,7 milioni di euro?
  6. In vista della chiusura definitiva della piattaforma governativa ReGiS fissata al 31 agosto 2026, qual è l’esatto ammontare della spesa che l’Ufficio Tecnico comunale ritiene validabile e ammissibile?
  7. Per quale scelta strategica l’amministrazione ha ritenuto di dare priorità alla costruzione ex novo dei laboratori didattici rispetto al risanamento igienico-sanitario urgente del canile rifugio esistente?
  8. Qualora i fondi europei per le parti non ultimate entro i termini venissero tagliati dal Ministero, con quali risorse del bilancio comunale l’ente intende pagare l’impresa e completare l’opera di Contrada Brenca?
  9. Le foto del 7 luglio mostrano i pali della nuova illuminazione pubblica ancora storti, inclinati e non cablati: quando è previsto il collaudo tecnico-funzionale impiantistico dell’intera area?
  10. L’eventuale necessità di finanziare con fondi propri i capitoli rimasti incompiuti (impianti tecnologici e forestazione) rischia di trascinare il Comune di Mola di Bari verso il dissesto finanziario?

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Condividi l'articolo:

spot_imgspot_img

I più letti della settimana

Leggi anche
Altri articoli