giovedì, 10 Settembre, 2026
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Mola di Bari

UNA ROTONDA SUL MARE… NON BALNEABILE. BOCCIATO DALLA REGIONE L’INVASIVO PROGETTO DI SPIAGGIA URBANA. PER LA SOPRINTENDENZA SI PUO’ FARE, MA SOLO CON UNA STRUTTURA LEGGERA, ECOCOMPATIBILE E AMOVIBILE

data:

Pubblichiamo la seconda parte del nostro Dossier dedicato alla spiaggia urbana-solarium alla Rotonda, con tutti i documenti ufficiali, in particolare con le precise prescrizioni emanate dalla Regione e dalla Soprintendenza per l’esecuzione dell’opera che, dopo la prima bocciatura, richiedono in sostanza un cambiamento progettuale radicale: niente cemento armato, no alla piattaforma piantata sul fondale, solo materiali ecocompatibili. Ecco tutto quello che c’è da sapere. “Mola Libera” continuerà nel suo impegno per il rispetto dell’habitat costiero e della legalità.

L’intricata vicenda della spiaggia urbana in zona non balneabile – mascherata poi da “solarium” proprio per trovare la scappatoia formale, al fine di non incappare nella dichiarazione di un lido in un’area interdetta ai bagni in mare – sta arrivando al suo epilogo finale.

Qui il link alla Prima parte del nostro Dossier dedicata alla complessa questione:

Come abbiamo scritto più volte – sfidando lo scetticismo di quanti ritenevano che quest’opera fosse solo una trovata propagandistica della precedente Giunta Colonna-Berlen – la spiaggia urbana ubicata alla Rotonda del fronte mare si farà.

E si farà per un motivo molto semplice: la voglia di stupire ad ogni costo che, prima il tandem Colonna-Berlen aveva, e ora Colonna, uomo solo al comando, ha.

Una spiaggia urbana non si realizza in una zona non balneabile lo capiscono anche i bambini. Eppure i politici che curano soprattutto l’estetica e non la sostanza funzionale di un’opera pubblica, fanno finta di non capirlo, ostinandosi in ogni modo a perseguire un obiettivo confliggente non solo con le normative in vigore, ma con il semplice buon senso.

ECCO PERCHE’ LA ZONA DI MARE DELLA ROTONDA NON E’ BALNEABILE

Vediamo quindi, innanzitutto, perchè il tratto di mare antistante alla Rotonda del fronte mare – prescelto nella progettazione sottoposta agli organismi decisori in materia ambientale, paesaggistica e demaniale – NON è balneabile.

A tal proposito, non basta richiamare il solo cartello di non balneabilità che, da decenni, a più riprese, campeggia sulla Rotonda, ma vanno riportate le norme che giustificano la presenza di quel divieto.

Infatti, la normativa regionale in materia è molto chiara.

Ecco in proposito cosa viene riportato in una lettera dell’ARPA Puglia del 17 agosto 2013 in risposta ad una richiesta presentata, dall’Ufficio Locale Marittimo di Mola (Capitaneria), in data 31/07/2013, affinchè si eseguissero analisi delle acque nella zona di mare antistante la Rotonda (denominato nel linguaggio comune “il sabbione”), a seguito di uno dei tanti sversamenti di acque reflue verificatisi dal canalone di Sant’Antonio e che si sono ripetuti nel corso degli anni, fino a tempi molto recenti, e comunque anche nel corso del primo quinquennio amministrativo del Sindaco Colonna.

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Come ben si può leggere dalla risposta, l’ARPA esclude a priori di poter effettuare analisi delle acque in zone NON balneabili perchè il compito che è stato demandato a questo ente dalla normativa regionale è quello di effettuare i campionamenti delle acque in tratti di mare balneabili.

Peraltro, come ben evidenzia l’ARPA, la normativa regionale esclude che le aree balneabili possano trovarsi in corrispondenza di aree portuali, aree urbane, presenza di scarichi, corsi d’acqua, ecc..

A tale scopo, l’ARPA allega una cartina nella quale indica in arancione le aree balneabili, quindi con esclusione di quelle non evidenziate, che, come ben si può notare, vanno da Portecchia fin oltre il punto di scarico in mare della condotta del depuratore cittadino (zona dell’ex macello comunale).

Pertanto, una lunga fascia di litorale, comprensiva anche del tratto di mare antistante alla Rotonda è inibito dalla normativa alla balneazione, tanto più che proprio in quell’area insistono il porticciolo di Portecchia (tutti gli approdi portuali e il loro intorno per alcune centinaia di metri non sono comunque balneabili) e lo scarico a mare del canalone di Sant’Antonio, classificato dal PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) ad Alta Pericolosità Idraulica e, comunque, interessato da frequenti rilasci di liquami di fogna.

In sostanza, per normativa regionale, NON è possibile realizzare alcun tipo di spiaggia, che sia pubblica o per concessione ai privati, nella lunga fascia costiera che comprende tutto il litorale urbano che va da Portecchia fino all’ex macello comunale, perchè vi insistono attività non compatibili con la balneazione: porticciolo di Portecchia, canalone di Sant’Antonio, area antistante al Porto peschereccio, quindi area portuale fino al molo di levante, successivo tratto di vincolo, e infine scarico del depuratore cittadino in mare. Su questo non esiste alcun tipo di dubbio.

D’altra parte, come si è già detto, esistono nel tempo, da oltre dieci anni, numerosissimi episodi documentati dalla stampa locale e da privati cittadini, con foto e video, di scarichi di liquami, anche di rilevante entità, trasportati attraverso il canalone di Sant’Antonio fino in mare, sia provenienti da monte che confluenti nel tratto finale, con probabile tracimazione dal sistema fognario.

Un grave sversamento di liquami si è verificato in passato, periodicamente, nel tratto alto della lama di Sant’Antonio, situato tra Via XXIV Maggio e l’area alle spalle di Via Rosmini – Via Regina Margherita. I liquami scendevano poi a valle, finendo a mare dal canalone, nei pressi della Rotonda.

Pubblichiamo di seguito alcuni reportage fotografici apparsi sulla pagina Facebook di Mola Libera che testimoniano, al di là di ogni ragionevole dubbio, come anche di recente, nel corso del 2023, vi siano stati sversamenti di liquami fognari nel canalone Sant’Antonio.

Sversamento fognario del 25 luglio 2019
Sversamento fognario del 30 luglio 2020
Sversamento fognario del 26 maggio 2023

Peraltro, lo stesso canalone non a caso è classificato ad Alta pericolosità idraulica dal Piano di Assetto Idrogeologico regionale: infatti, in esso scorre l’acqua piovana che confluisce nell’omonima lama di Sant’Antonio fin da oltre ferrovia, per poi incanalarsi nel centro abitato e raggiungere il mare. E non sono pochi gli episodi di trabocco del canalone con allagamento dei piani bassi delle abitazioni e del lungomare, fino a trascinare in mare detriti e materiale inquinante, anche di recente.

16 aprile 2023. Una copiosa pioggia provocò l’allagamento del sottopassaggio di Via Manzoni e un notevole flusso di acque piovane dal canalone di Sant’Antonio in mare, evidenziandosi l’odore nauseabondo che emanava da quelle acque. Una puzza dovuta molto probabilmente al mischiarsi di acque di fogna, per troppo pieno, alle acque piovane che scendono dalla lama, provenienti fin dalle aree scoperte tra le Vie Regina Margherita, Toti, Marconi e Carlo d’Angiò.

Sono tutte ragioni e motivazioni che, al di là delle norme regionali di divieto, fanno ben capire come la sola ipotesi di collocare una spiaggia urbana in quel tratto di costa sia sostanzialmente un’idea priva di senso, ma addirittura progettarla e perfino affidarne l’appalto sia un’assoluta incoscienza politico-amministrativa.

Ma tant’è. Il duo Colonna-Berlen, pur consapevole di violare le normative regionali e l’evidenza storica ed empirica, decise comunque di commissionare il progetto di spiaggia urbana alla Rotonda, sebbene nel tempo gli sversamenti fognari siano stati numerosissimi, oltre ai copiosi flussi di acqua piovana recapitati nel canalone dalla lama che raccoglie un ampio bacino pluviale, ma anche dalla condotta che, raccogliendo le acque piovane del Cozzetto finisce al centro di filtraggio di Viale Europa Unita, angolo Via Padre Pio, e quindi attraversa Viale Piero Delfino Pesce per confluire nel tratto finale del canalone.

IL PROGETTO DEL DICEMBRE 2022

A riprova di questa pervicace e ostinata volontà vi è il progetto che fu commissionato dal Comune di Mola alla Società FINEPRO per conto della MBM ARQUITECTES SLP di Barcellona (Spagna) capogruppo mandatario del RTP (Raggruppamento Temporaneo tra Professionisti) affidatario dell’incarico di progettazione. Tale progetto definitivo/esecutivo fu consegnato al Comune di Mola il 21/12/2022.

Seguì immediatamente dopo una gara multilotto, assegnata il 31/12/2022, cioè alla data di scadenza del finanziamento, nella quale fu affidato l’incarico di realizzazione del progetto a UNYON CONSORZIO STABILE SCARL, con sede in Scafati (SA).

Il 9 gennaio 2023 venne convocata dal Capo settore Lavori pubblici ing. Marco Mezzapesa una conferenza di servizi, invitando tutte le autorità e gli enti interessati a rendere pareri, autorizzazioni, nulla osta, ecc., sebbene la gara d’appalto fosse già stata assegnata, in ciò contravvenendo a tutte le normative in materia di appalti che, infatti, devono essere dotati preliminarmente di tutte le autorizzazioni necessarie a priori, non dopo l’assegnazione.

Di tutto (progetto con ogni dettaglio, gara multilotto, conferenza di servizi, ecc.), Mola Libera ha pubblicato un dettagliato Dossier (prima parte) in data 29 gennaio 2023, allegando tutti i documenti utili a comprendere l’intera e complessa questione, il cui link è stato richiamato all’inizio di questa seconda parte.

Dopo l’indizione di quella conferenza di servizi, la cui data di conclusione fu fissata al 9 aprile 2023, scese una cappa di oblio.

Nel frattempo, Mola Libera aveva inviato alle Autorità interessate alla conferenza di servizi, e all’Autorità di Bacino (non invitata alla conferenza di servizi), nonchè alla Procura della Repubblica, una specifica lettera che evidenziava tutte le incongruenze nella scelta della localizzazione (non balneabilità per norme regionali, oltre agli sversamenti periodici di liquami e all’alta pericolosità idraulica della lama), nonchè alle evidenti violazioni in materia ambientale che il progetto recava con sè (cementificazione della costa con piloni in cemento armato, infissi perfino nel fondale marino, messa in opera di una pesante orditura di travi di ferro, copertura del tratto finale del canalone Sant’Antonio, assenza di parcheggi e di servizi igienici di prossimità idonei a supportare il prevedibile afflusso massiccio di persone, ecc.).

Qui di seguito il link per leggere integralmente l’articolo del 21 febbraio 2023, contenente le due lettere, oltre alla determina di convocazione della Conferenza di servizi, inviata alle Autorità in indirizzo il 09/01/2023 per richiedere pareri, autorizzazioni, nulla osta, e inoltre la determina di assegnazione dell’appalto per la realizzazione dell’opera, avvenuta addirittura prima della convocazione della conferenza di servizi, cioè il 31/12/2022, ultima data utile per evitare la perdita del finanziamento di 2 milioni di euro erogati dalla Città Metropolitana.

SILENZIO ASSOLUTO DOPO LE NOSTRE LETTERE ALLE AUTORITA’ INVITATE ALLA CONFERENZA DI SERVIZI E ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

Purtroppo, le nostre lettere sono cadute nel vuoto. Nessuno ha risposto alle nostre missive, tranne la Soprintendenza con una lettera di riscontro di circostanza del 11/04/2023, ma senza alcun contenuto riferibile agli intendimenti dell’Ente. Ecco la risposta:

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Dalla risposta della Soprintendenza si comprende soltanto che i lavori della conferenza di servizi, alla data di invio della risposta a Mola Libera, non erano stati ancora conclusi.

Il tema viene praticamente rimosso dall’agenda politica: semplicemente non se parla in Consiglio comunale, e neppure viene chiesto riscontro dell’esito della conferenza di servizi, con scadenza il 09/04/2023, che, nella determina di convocazione, veniva fissato come termine dopo il quale, come si legge nel provvedimento del Comune di Mola, “questa Amministrazione procedente provvederà ad adottare la determinazione motivata di conclusione positiva della Conferenza, qualora abbia acquisito esclusivamente atti di assenso non condizionato anche implicito, ovvero qualora ritenga che le condizioni e prescrizioni eventualmente indicate dalle Amministrazioni/Enti ai fini dell’assenso o del superamento del dissenso possano essere accolte senza necessità di apportare modifiche sostanziali al progetto.”

Neppure alcuna associazione ambientalista, sebbene il nostro articolo ne invocasse l’intervento, prendeva posizione nonostante il dettaglio della nostra analisi, la copiosa documentazione pubblicata e le nostre lettere alle Autorità competenti e alla Procura.

L’OCCULTAMENTO DEL PARERE NEGATIVO DELLA REGIONE PUGLIA E LA SORDINA ALLA VICENDA: NEPPURE LA CAMPAGNA ELETTORALE SMUOVE L’INTERESSE PER UNA QUESTIONE AMBIENTALE DI PRIMARIA IMPORTANZA

La vicenda sembra sprofondare nei meandri della politica e della burocrazia comunale. Le richieste di Mola Libera a numerosi politici locali cadono sempre nel vuoto: se ci sono pareri, così ci viene risposto, si trovano ben chiusi nei cassetti del Sindaco, dell’Assessore Berlen e del Capo settore ai Lavori pubblici ing. Mezzapesa, come se non si trattasse di documentazione avente rilevanza pubblica.

Un fatto è certo: il termine del 9 aprile 2023 decorre infruttuosamente, come ben chiarisce la lettera della Soprintendenza. In sostanza, a quella data, la conferenza di servizi non viene conclusa e questo rappresenta indubbiamente un’anomalia.

Si arriva alla campagna elettorale e nessun candidato a sindaco ne parla. Ovviamente, e tra un attimo i lettori capiranno perchè, il Sindaco uscente Giuseppe Colonna se ne guarda bene dall’affrontare il tema, ma neppure i candidati che gli si oppongono ne fanno tema dei loro comizi.

Insomma, una cappa di oblio scende sulla vicenda, fino a quando il Comune di Mola, con una recente comunicazione a tutte le Autorità già convocate nella Conferenza di servizi datata 09/01/2023, ne riapre i termini un anno dopo, in data 22/01/2024, fissandone la data di chiusura al 21/02/2024, entro cui gli enti coinvolti devono rendere le proprie determinazioni o confermare quanto già trasmesso.

Ecco la lettera del Capo Settore Manutenzioni – Demanio – Paesaggio e VAS, ing. Giorgio Palmiero, in sostituzione dell’ing. Mezzapesa, collocato in aspettativa:

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Dalla lettura di questa nuova convocazione si apprendono alcune informazioni finora taciute dal Sindaco Colonna e dalla sua Amministrazione:

1) in data 30/03/2023 si è tenuta, presso la residenza municipale del Comune di Mola di Bari, riunione in forma simultanea e in modalità sincrona (cioè con la presenza fisica dei rappresentanti degli enti convocati). In tale sede è stata evidenziata, da parte della Regione Puglia, l’INAMMISSIBILITA’ del progetto, invitando il proponente, cioè il Comune di Mola, a presentare modifiche progettuali.

2) Trascorrono però diversi mesi e soltanto il 15/09/2023 il Comune di Mola di Bari, dopo comunicazioni intercorse con gli uffici regionali, trasmetteva alla Regione Puglia le modifiche progettuali.

3) Quindi, in data 01/12/2023 la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città Metropolitana di Bari rilasciava il parere con prescrizioni.

4) Successivamente, con Atto Dirigenziale n. 171 del 11/12/2023 la Regione Puglia rilasciava, con prescrizioni, Autorizzazione Paesaggistica per la realizzazione del progetto.

Pertanto, siamo ora in grado di pubblicare sia il nuovo progetto elaborato dai progettisti incaricati dal Comune di Mola che il parere della Soprintendenza e l’autorizzazione paesaggistica regionale con le relative prescrizioni.

Vedremo quindi quali sono state le effettive modifiche progettuali elaborate dai progettisti e quali sono le prescrizioni imposte da Soprintendenza e Regione, e se queste indicazioni sono presenti nel nuovo progetto ed eventualmente in quale misura.

LA PRIMA BOCCIATURA REGIONALE DEL 30 MARZO 2023

Innanzitutto, si deve partire dalla bocciatura della Regione Puglia nel suo Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana – Sezione Tutela e valorizzazione del paesaggio – Servizio Osservatorio e Pianificazione Paesaggistica, citata dall’ing. Palmiero, Capo settore Manutenzioni – Demanio e Paesaggio del Comune di Mola, nella sua lettera di riapertura dei termini della conferenza di servizi. La sua lettura è molto importante e istruttiva. Vedremo come invece verrà sostanzialmente disattesa nei successivi passaggi amministrativi. Ecco il documento:

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Come è del tutto evidente, dopo l’ampia disamina, l’Ufficio regionale così conclude sancendo l’inammissibilità del progetto: La realizzazione di una spiaggia su una piattaforma in legno e alluminio, posata su un’orditura principale e secondaria di travi HEA poggianti su pali, non è tra gli interventi ammissibili dalle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) che viceversa auspicano solo interventi di facile amovibilità senza materiali cementati e fondazioni.
Pertanto è necessario provvedere ad una modifica progettuale che preveda l’amovibilità della struttura senza compromettere lo strato roccioso e il substrato di terreno, con sostegni semplicemente appoggiati al suolo senza scavo o movimento terra.”

La bocciatura è ovviamente sonora: ecco perchè il Sindaco Colonna e l’Assessore Berlen tacciono accuratamente l’informazione al Consiglio comunale, alla stampa e alla cittadinanza.

ZONA BALNEABILE O CON DIVIETO DI BALNEAZIONE?

Innanzitutto, prima di passare a verificare se le prescrizioni della Regione si sono tradotte in concrete modifiche progettuali da parte del Comune di Mola, ritorniamo su un presupposto fondamentale, cioè: l’area dell’intervento è balneabile oppure non lo è?

A questo proposito, oltre al documento dell’ARPA che abbiamo pubblicato all’inizio di questa seconda parte del Dossier, e che sancisce la NON balneabilità dal tratto di mare interessato dal progetto, esiste un ulteriore documento del Servizio Demanio Costiero e Portuale della Regione Puglia che, nel rendere il proprio parere nella conferenza di servizi indetta il 09/01/2023, mette bene in evidenza come lo stesso Comune di Mola abbia dichiarato in una nota del 07/02/2023 che l’intervento rispetta la classificazione dell’area del Piano Comunale delle Coste come “costa urbana destinabile ad usi pubblici per l’accesso al mare”, specificando che l’area rientra nei tratti di costa con divieto assoluto di balneazione dallo stesso Piano.

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Tuttavia, la Relazione Tecnica Generale del progetto aggiornato al Giugno 2023, come poi vedremo, riporta la duplice funzione: quella di lido/spiaggia urbana e quella di area prendisole (“solarium“).

Peraltro, la stessa missiva di riscontro del Servizio Demanio Costiero e portuale regionale, così evidenzia nella parte finale:

A margine, in alcuni elaborati di progetto, si rileva la presenza di scalette di risalita che risultano in contrasto con il divieto assoluto di balneazione, come affermato nella nota in rif. c)“. Si tratta della Nota del Comune di Mola di Bari prot. n. 4929 del 07/02/2023 con la quale appunto il Comune di Mola chiarisce la NON balneabilità assoluta della zona dell’intervento.

Quindi, da una parte il nostro Comune dichiara, coerentemente alla normativa regionale vigente e allo stesso adottato Piano comunale delle coste, la non balneabilità del tratto di mare interessato dal progetto, mentre dall’altro, negli elaborati progettuali … spuntano le scalette di immersione e di risalita per la balneazione!

Ai lettori ogni opportuna considerazione in merito.

Peraltro, il Servizio Demanio Costiero e portuale regionale ci tiene a precisare, con enfasi (testo sottolineato nell’originale) quanto segue:

“Resta in ogni caso il Comune di Mola di Bari responsabile dell’intervento proposto in relazione all’adeguatezza dello stesso per le finalità prefissate in progetto e alla tutela e salvaguardia del bene demaniale marittimo interessato; pertanto, questa Amministrazione regionale deve intendersi manlevata da ogni possibile modifica/danneggiamento all’ambito demaniale marittimo e da ogni possibile danno che possa scaturire dalla realizzazione dell’intervento in esame, anche per effetti non valutati”.

LE MODIFICHE PROGETTUALI

Non potendo, per ragioni tecniche, rendere disponibili tutte le articolazioni del progetto rivisitato, pubblichiamo la Relazione Tecnica Generale, scaricata insieme a tutto il contenuto progettuale, dal link indicato dal Capo settore Manutenzioni e Paesaggio nella sua lettera di riapertura dei termini della conferenza di servizi.

In ogni caso, il link per quanti volessero accedere alla documentazione completa è il seguente, con l’avvertenza che i file, per essere letti, dovranno essere convertiti preliminarmente con un convertitore (se ne trovano on line e gratuiti) dal formato p7m a quello pdf:

https://areaclienti.vianova.it/drive/download/eO2E8RLJBmnt0IYP/

Come è facile verificare, la Relazione Tecnica Generale (RTG) scaricabile dal link, e allo stesso modo tutta la documentazione contenuta nella revisione progettuale, porta la nuova data di GIUGNO 2023, rispetto alla precedente versione datata dicembre 2022:

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E’ molto importante notare, alla luce delle prescrizioni richieste dalla Soprintendenza e dalla Sezione paesaggistica della Regione Puglia, quanto contenuto alla pag. 8 della Relazione. Qui, infatti, è riportata l’unica modifica sostanziale al progetto. Come però vedremo si tratta di ben altro rispetto a quanto richiesto dalle due Autorità. Ecco cosa viene riportato nella nuova versione del Giugno 2023:

AREA “LIDO” (oggetto del presente finanziamento “Patto per lo sviluppo della Città
Metropolitana di Bari”)
La creazione di una grande spiaggia artificiale in corrispondenza della baia antistante il Lungomare Dalmazia e la cosiddetta “rotonda” con lo scopo di dare alla cittadinanza
un’area nuova da utilizzare come lido nonché zona prendisole. La spiaggia artificiale sarà realizzata con una piattaforma sopraelevata in doghe di legno montate su telaio in alluminio, che poggerà su una orditura principale di travi HEA 280 e una orditura secondaria di travi HEA 220. Le travi HEA poggeranno su pali su plinto in corrispondenza dei massi rocciosi posti più in superficie e su pali su casseri riempiti grazie al getto subaqueo di calcestruzzo in corrispondenza del fondo sabbioso. In corrispondenza del fondo sabbioso quindi, sarà creata una trincea caratterizzata da casseri delle dimensioni di 1,50×1,5×1,5 metri in corrispondenza dei pali e di 1,2×1,2×1 m a collegamento, con l’intento di creare una salda e inamovibile trincea.

La precedente versione della Relazione Tecnica Generale, del dicembre 2022, sempre alla pag. 8, così invece riportava:

AREA “LIDO” (di cui una porzione oggetto del presente finanziamento “Patto per lo
sviluppo della Città Metropolitana di Bari”). La creazione di una grande spiaggia artificiale in corrispondenza della baia antistante il Lungomare Dalmazia e la cosiddetta “rotonda” con lo scopo di dare alla cittadinanza un’area nuova da utilizzare come lido. La spiaggia artificiale sarà realizzata con una piattaforma sopraelevata in doghe di legno montate su telaio in alluminio, che poggerà su una orditura principale di travi HEA 280 e una orditura secondaria di travi HEA 220. Le travi HEA poggeranno su pali su plinto in corrispondenza dei massi rocciosi e su pali infissi in corrispondenza del fondo sabbioso.

Quindi, come ben si può leggere:

1) NON si tratta soltanto di un’area solarium (cioè “zona prendisole”) ma anche di un’area lido, come spiaggia artificiale.

2) A differenza della prima versione progettuale, i plinti (cioè le fondazioni) sui massi rocciosi esistenti rimangono, mentre quelli da posizionare nel fondale marino vengono sostituiti da casseri riempiti con getti di calcestruzzo. La cassaforma, (o cassero), in edilizia, individua l’involucro dentro cui viene effettuato il getto del calcestruzzo allo stato fluido, associato alla realizzazione delle opere in calcestruzzo armato. Nella sostanza, la soluzione non cambia di molto: si evita soltanto di radicare i plinti con una perforazione del fondale marino, sostituendoli con i casseri (in pratica dei cubi di cemento armato che poggeranno sul fondale) collegati tra loro per renderli inamovibili al moto ondoso e alle variazioni del fondale. Sia dai casseri (in mare) che dai plinti (blocchi in calcestruzzo a forma di parallelepipedo), spunteranno dei pali di una certa altezza che reggeranno un’armatura composta da due orditure (cioè di strutture portanti) di travi in acciaio sovrapposte di diversa sezione, che a loro volta reggeranno un telaio in alluminio sul quale poggerà la pavimentazione realizzata in doghe di legno sintetico. Una spiegazione più accurata del sistema previsto nella prima progettazione (questa seconda non varia di molto) è contenuta nel nostro primo dossier, al quale rinviamo per gli opportuni approfondimenti.

In sostanza, in questa versione del Giugno 2023 non ci sono variazioni sostanziali se non la rinuncia a perforare il fondale marino per alloggiarvi i plinti in calcestruzzo, sostituiti da casseri (comunque sempre in calcestruzzo) poggiati sul fondale.

Vediamo ora quali sono state invece le PRESCRIZIONI della Regione e della Soprintendenza per capire se la nuova versione progettuale del Comune risponde ad esse oppure semplicemente, in qualche modo, le aggira o le rispetta solo apparentemente.

SOPRINTENDENZA E REGIONE: ECCO LE SPECIFICHE PRESCRIZIONI

In sostanza, dopo la dichiarazione di inammissibilità della Regione del 30 marzo 2023, e la rielaborazione progettuale del Giugno 2023 limitata, sostanzialmente, alla sostituzione delle palificazioni infisse nel fondale marino con i casseri in calcestruzzo poggiati sul fondale, la Regione e la Soprintendenza si esprimono nel Dicembre 2023, accordando le autorizzazioni ma con una serie di prescrizioni (cioè di norme alle quali il Comune di Mola deve attenersi) che, come vedremo, vanno ben al di là di quanto contenuto nella modifica progettuale elaborata a Giugno 2023 dal gruppo di professionisti che hanno lavorato su incarico del Comune di Mola.

IL PARERE DELLA SOPRINTENDENZA DEL 01/12/2023

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Considerazioni

Come ben si può leggere dal parere della Soprintendenza del 01/12/2023:

– Coerentemente a quanto indicato al co. 3 dell’art. 45, tutte le strutture per la balneazione e altre attività connesse al tempo libero dovranno risultare di “facile amovibilità” e “realizzate con materiali ecocompatibili, senza l ‘utilizzo di materiali cementanti di qualsiasi genere e fondazioni nel sottosuolo e, nel rispetto delle specifiche norme di settore e purchè siano installate senza alterare la morfologia dei luoghi”, per tanto la struttura in esame dovrà risultare esclusivamente in appoggio;

– allo scopo di limitare e ridurre le trasformazioni del contesto costiero, sia per come lo stesso risulta percettibile dal mare (ovvero rivolgendosi verso la litoranea e il castello angioino), sia per come lo stessa risulta percettibile percorrendo la litoranea, la piattaforma volta ad ospitare le nuove funzioni, oltre a rispondere a quanto indicato al punto precedente dovrà essere ridimensionata, escludendo la porzione eccedente la scogliera artificiale.

Invece, il progetto rielaborato dal Comune di Mola nel Giugno 2023 dopo la prima bocciatura della Regione Puglia, NON presenta affatto le prescrizioni stabilite dalla Soprintendenza il 01/12/2023. Infatti:

  1. NON è assicurata la facile amovibilità: come potrebbe essere facilmente amovibile una struttura che poggia su due trame di travi di acciaio pesanti decine di tonnellate?
  2. NON risulta l’utilizzo di materiali ecocompatibili (legno, pietra naturale, ecc.), mentre è previsto largo uso di cemento armato e di acciaio.
  3. NON risulta affatto che la struttura sarà esclusivamente in appoggio, come prescritto. Infatti, i plinti in calcestruzzo, che reggeranno le due trame di travi di acciaio, avranno fondazioni sugli scogli e i casseri saranno riempiti di getti di calcestruzzo e, quindi, collegati tra loro per realizzare “una salda e inamovibile trincea“, come è chiaramente riportato nella Relazione Tecnica Generale del progetto modificato nel Giugno 2023 dai progettisti ingaggiati dal Comune di Mola.
  4. NON risulta che la piattaforma si presenti ridimensionata nel progetto del Giugno 2023, anzi continua ad estendersi nella porzione eccedente la scogliera e, quindi, ad occupare una porzione di specchio acqueo.

In definitiva, la nuova progettazione del Giugno 2023, non solo non rispetta queste prescrizioni arrivate a Dicembre 2023, ma non rispetta comunque quelle emesse nel parere di inammissibilità del 30 Marzo 2023, che molto chiaramente specifica:

La realizzazione di una spiaggia su una piattaforma in legno e alluminio, posata su un’orditura principale e secondaria di travi HEA poggianti su pali, non è tra gli interventi ammissibili dalle NTA del PPTR che viceversa auspicano solo interventi di facile amovibilità senza materiali cementati e fondazioni.
Pertanto è necessario provvedere ad una modifica progettuale che preveda l’amovibilità della struttura senza compromettere lo strato roccioso e il substrato di terreno, con sostegni semplicemente appoggiati al suolo senza scavo o movimento terra.

Quindi, davvero non si capisce perchè la Soprintendenza esprima parere favorevole alla proposta di rilascio di autorizzazione paesaggistica della Regione Puglia, se TUTTE le prescrizioni iniziali, in sede di bocciatura avvenuta nella conferenza di servizio del 30/03/2023, NON sono state adempiute nella modifica progettuale del Giugno 2023.

Vedremo se, a seguito della riattivazione della conferenza di servizi, con la nuova missiva dal Capo settore Manutenzioni e Demanio, avente scadenza 21 febbraio 2024, la Soprintendenza si riterrà soddisfatta dalle modifiche apportate al progetto nel giugno 2023, oppure bloccherà sul nascere i lavori, con un ulteriore parere definitivo, questa volta negativo.

IL PARERE DELLA SEZIONE PAESAGGISTICA DELLA REGIONE PUGLIA

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Considerazioni

Come si evince dal documento sopra riportato, la Sezione Paesaggistica della Regione Puglia, in data 11/12/2023, richiamando il parere del 01/12/2023 rilasciato dalla Soprintendenza, ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica alla realizzazione dell’opera, tuttavia con precise prescrizioni che si sommano a quelle della Soprintendenza, già esaminate:

  1. La struttura della spiaggia sia realizzata esclusivamente con struttura leggera e metallica a carattere amovibile, è consentita l’eventuale realizzazione di plinti in c.a. sui massi rocciosi frangiflutto, in quanto opera antropica e non naturale;
  2. Siano previsti idonei accorgimenti tecnici per non ostacolare il deflusso delle acque del vicino “canalone Sant’Antonio”;
  3. Non siano realizzate opere di impermeabilizzazione.

Anche in questo caso, l’autorizzazione paesaggistica, che riporta pure le ulteriori prescrizioni di maggiore dettaglio espresse dalla Soprintendenza nel suo parere del 01/12/2023, non tiene conto che le blande modifiche, introdotte dal Comune di Mola con la revisione progettuale del Giugno 2023, NON soddisfano affatto le condizioni già evidenziate a norma di legge dalla Regione in sede di inammissibilità del 30 marzo 2023 e tanto più le prescrizioni più specifiche evidenziate con l’autorizzazione in discorso del 11/12/2023.

Infatti, nel progetto iniziale del Dicembre 2022 e anche in quello del Giugno 2023:

  1. NON risulta la previsione di una struttura leggera amovibile, trattandosi, come si è detto più volte di una struttura portante il telaio di alluminio e le doghe in legno, costituita da due orditure di travi in acciaio da decine di tonnellate di peso;
  2. NON risulta che i plinti in cemento armato possano andare solo in appoggio sui massi della scogliera, ma debbano comunque essere dotati di fondazioni;
  3. NON risulta che il canalone di Sant’Antonio sia lasciato libero da copertura e, quindi, il deflusso delle acque, trattandosi a maggior ragione di una lama classificata nel Piano di Assetto Idrogeologico ad Alta pericolosità idraulica, NON risulta assicurato nella progettazione del Giugno 2023.

VALUTAZIONI FINALI

Non ci resta a questo punto che attendere la conclusione della conferenza di servizi, riavviata dal Capo settore Manutenzioni e Demanio ing. Palmiero il 22 gennaio scorso e che si concluderà il 21 febbraio 2024.

Nel corso del mese, nuovi pareri o modifiche di quelli già rilasciati potrebbero essere acquisiti dal Comune di Mola.

Alla fine, la conclusione della conferenza si avrà con una determinazione positiva oppure negativa.

Se si tratterà di una determinazione positiva, è chiaro che in ogni caso il Comune di Mola sarà tenuto, in fase di esecuzione del progetto, con la realizzazione dell’opera, ad ottemperare alla prescrizioni contenute nell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Regione Puglia il 11/12/2023, che contiene anche quelle di maggiore dettaglio della Soprintendenza.

Questo presuppone che – sebbene in maniera probabilmente illegittima i lavori siano già stati appaltati il 31/12/2022 – in fase di progettazione esecutiva (l’attuale del Giugno 2023 viene curiosamente definito “progetto definitivo/esecutivo”, pur non esistendo una tale classificazione nel Codice degli appalti) TUTTE le prescrizioni emanate dalla Sezione Paesaggistica della Regione Puglia e dalla Soprintendenza debbano essere pienamente ottemperate.

In sostanza, il rispetto delle prescrizioni, che vanno ben al di là dell’attuale livello di progettazione, è assolutamente inderogabile e deve essere osservato con una radicale modifica progettuale che incide sulla natura stessa dell’opera.

  1. Innanzitutto, l’opera NON può essere realizzata con materiali pesanti e non ecocompatibili, quindi non con cemento, calcestruzzo e acciaio, deve solo andare in appoggio e deve essere facilmente amovibile.
  2. NON deve spingersi in mare andando oltre la struttura dei massi che si trovano sotto la Rotonda. E quindi non si possono installare i casseri in calcestruzzo.
  3. Anche se non specificato nell’autorizzazione paesaggistica (ma è chiarito in un parere del Settore regionale del Demanio costiero e portuale), NON può presentare caratteristiche di utilizzo ai fini balneari poichè quel tratto di mare, come è stato ben accertato con i documenti ufficiali, NON è balneabile per disposizioni regionali (insieme a tutto il lungo tratto che da Portecchia va fino all’ex macello comunale), oltre che per gli evidenti e ricorrenti sversamenti abusivi di liquami fognari (documentati da decenni con foto e video) e di scarico delle acque piovane collettate nella lama, oltre che della fogna bianca proveniente dall’impianto di filtraggio di Viale Europa Unita angolo Via Padre Pio.
  4. NON può andare, in sostanza, in copertura del canalone di Sant’Antonio per questioni di sicurezza idraulica, trattandosi di lama ad Alta pericolosità idraulica.

CONSEGUENZE PENALI IN CASO DI MANCATO RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI REGIONALI E DELLA SOPRINTENDENZA

Se in ogni caso il Comune di Mola decidesse di procedere senza ulteriori modifiche progettuali di recepimento delle prescrizioni regionali e della Soprintendenza, e quindi consentendo l’esecuzione dei lavori in loro violazione, gli Amministratori comunali e i Funzionari preposti si esporrebbero ai rigori della legge penale, comportando una pena ordinaria per opere compiute in assenza di autorizzazione paesaggistica o difformità da esse.

In questi casi si applica la stessa pena prevista dall’art. 44 comma 1 lettera c) del Testo Unico Edilizia ovvero l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 a 51.645 euro (Art. 181 c.1 del D.Lgs. 42/2004); la pena è maggiorata, per opere “rilevanti”, come nel caso di specie.

LA NECESSITA’ DI UN DIBATTITO PUBBLICO

Come nel nostro Comune è ormai abitudine inveterata da decenni, le opere pubbliche si decidono nel segreto delle stanze del potere, NON vengono mai portate in via preventiva alla luce del sole per essere discusse apertamente e liberamente tra Amministratori comunali e cittadini, ascoltandone il giudizio, le osservazioni, le proposte, le soluzioni alternative.

Anche in questo caso si è ripetuto il solito abusato e deleterio copione.

E’ ora di voltare pagina.

Il Sindaco Colonna, che somma anche gli incarichi ad interim di Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici, dia immediatamente conto al Consiglio comunale dello stato dell’arte di questo progetto, e quindi convochi un’assemblea cittadina, a norma dello Statuto comunale, per consentire ai cittadini di esprimersi liberamente al fine di addivenire, al di là del dovuto rispetto delle norme ambientali e paesaggistiche e delle prescritte autorizzazioni e dei pareri di rito, ad una soluzione alternativa all’inutile e dannosa spiaggia urbana alla Rotonda.

Infatti, esistono da tempo ipotesi alternative, molto più praticabili, ecosostenibili e lungimiranti, e Mola Libera se ne è fatta anche promotrice. Ne parleremo ancora.

Intanto, l'”avviso ai naviganti” già lanciato dal nostro giornale è più che mai attuale: il rispetto della legalità va al di sopra di tutto e di tutti.

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