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Mola di Bari

UN’INFANTILE LETTERA DALLA MINORANZA CONSILIARE A “MOLA LIBERA”

data:

Prendendo a pretesto un rilievo del nostro giornale rivolto congiuntamente al Sindaco, alla Giunta comunale e alla Minoranza consiliare, i consiglieri comunali di opposizione operano un’immatura e controproducente “ritorsione” politica nei confronti del nostro giornale, confermando così indirettamente la libertà e l’indipendenza di “Mola Libera”. Ecco la lettera e la nostra risposta.

Riceviamo dai consiglieri comunali di minoranza e pubblichiamo:

Al preg.mo dott. Andrea Laterza

Mola Libera

A seguito del suo commento a margine della nostra proposta rivolta all’Amministrazione comunale di istituire una task force per la riapertura delle scuole, da Lei etichettata come “ricerca di visibilità”, riteniamo opportuno chiarire, senza alcuna vena polemica, che nessuna delle nostre azioni politiche e/o proposte fin ora avanzate è stata fatta con l’intento di ricavarne visibilità.

La visibilità non è mai stata per noi una priorità.

Anzi, di contro, pensiamo che in un momento particolarmente complicato e doloroso come quello che stiamo vivendo, più che apparire occorre operare e agire per il meglio, in maniera rispettosa e discreta, al di fuori di “riflettori ” e set cinematografici.

Ed è proprio in quest’ottica che come opposizione, ci siamo mossi coagendo, pur nella nostra diversità, proponendo diverse soluzioni a problemi che il nostro paese si troverà ad affrontare nell’immediato.

Inoltre non le sarà sfuggito che, nonostante la grave situazione in atto, non si è tenuto, ad oggi, alcun consiglio comunale dove avremmo potuto riferire le nostre proposte e dato conto ai cittadini del nostro operato.

Ma tant’è, e per evitare ogni ulteriore equivoco ed imbarazzo, abbiamo deciso, chiedendo già da ora scusa ai suoi lettori, di non inviare più alcun nostro documento al suo giornale, privandoci così autonomamente della visibilità del suo giornale.

Distinti saluti.

I consiglieri comunali:

Vitantonio BATTISTA, Michele DANIELE,  Sebastiano DEL RE, Stefano DIPERNA, Giangrazio DI RUTIGLIANO, Michele PALAZZO.   

***************

NOSTRO COMMENTO

Fin qui la lettera dei consiglieri comunali della minoranza. Ora è opportuno ricordare ai lettori cosa ha scritto “Mola Libera” a commento iniziale della proposta di tali esponenti politici. 

La titolazione che precede la lettera pubblicata in data 20 aprile 2020 è stata la seguente:

COVID-19. RIAPERTURA SCUOLE A SETTEMBRE: LA MINORANZA CHIEDE UNA “TASK FORCE”

E’ quanto chiedono i consiglieri comunali di opposizione che continuano a rivolgersi agli Assessori e ai funzionari comunali, ma non al Sindaco. Intanto, il Consiglio comunale non si riunisce da mesi, neppure via streaming, e ognuno suona da solo il suo spartito: il Sindaco in splendida solitudine (la Giunta è solo una pallida s-comparsa) e la variegata minoranza con un controcanto in cerca di visibilità.

Come ben si può leggere, è evidente l’intento del nostro giornale nell’evidenziare alcuni elementi di fondamentale importanza politica:

1) I consiglieri di minoranza, come ormai da tempo, non si rivolgono al Sindaco, bensì solo agli Assessori e ai funzionari competenti per materia. Una decisione senz’altro politica, ma che è assolutamente anomala. Infatti, è il Sindaco ad essere a capo degli Assessori (che nomina e che può revocare). Ed è sempre il Sindaco che fornisce ai funzionari le linee guida programmatiche dell’azione amministrativa, sebbene essi siano autonomi nell’esplicazione della concreta attività. Pertanto, non rivolgersi al Sindaco da parte dei consiglieri comunali, di maggioranza o di minoranza che siano, significa disconoscere il massimo potere politico-amministrativo di un Comune. Una posizione sui generis che denota disprezzo istituzionale, al di là di ogni possibile divergenza politica.

2) Il Consiglio comunale non si riunisce da mesi. E’ questa una semplice constatazione e, nonostante l’emergenza sanitaria in atto, sono numerosi i consigli comunali, in tutta Italia, che si riuniscono via web presentando interrogazioni e interpellanze e approvando delibere e, quindi, svolgendo appieno la loro funzione istituzionale. In questo caso, la critica è rivolta a chi ha l’onere di convocare le sedute: il Presidente del Consiglio comunale su impulso del Sindaco e della Giunta comunale.

3) E’ abbastanza ovvio che, in assenza di una regolare vita istituzionale, ogni componente “suoni da solo il suo spartito”. E qui i nostri rilievi vanno: a) al Sindaco che, nel suo pur doveroso ruolo di primo responsabile della salute pubblica nel territorio amministrato, sta tuttavia personalizzando eccessivamente la comunicazione istituzionale; b) alla Giunta comunale che, nei suoi Assessori, è sostanzialmente scomparsa dalla scena politica, lasciando al Sindaco ogni rapporto diretto con i cittadini; c) alla minoranza che, in assenza di sedute di Consiglio comunale, non trova gli spazi, in sede istituzionale, per far conoscere le proprie posizioni e, quindi, legittimamente formula proposte che devono trovare visibilità presso i cittadini attraverso i canali della stampa.

Pertanto, “Mola Libera”, nel giudicare anomala la vita istituzionale in questo pur critico ed eccezionale periodo, ha messo in risalto come sia necessario riprendere i ruoli di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale nelle sedi istituzionali, anche al fine di riportare nell’alveo di una naturale e corretta dialettica democratica i rapporti tra Amministrazione e minoranze.

Un ragionamento logico e lineare che, nel pieno esercizio costituzionale della libertà di stampa, “Mola Libera aveva e ha tutto il diritto e il dovere di formulare, è stato invece travisato in maniera clamorosa dai consiglieri di minoranza.

Delle due l’una: a) l’italiano che adopera “Mola Libera” non è sufficientemente chiaro; b) i consiglieri di minoranza hanno volutamente strumentalizzato una legittima considerazione giornalistica per una “ritorsione” nei confronti di un giornale libero e indipendente, non appaltato a nessuno: nè alla maggioranza, nè alla minoranza. Nè al centro, nè a destra, nè a sinistra.

Se i consiglieri di minoranza sono in cerca di sponsor in ambito giornalistico, devono rivolgersi altrove: “Mola Libera” non è in vendita. Non richiediamo nè accettiamo “contributi” da nessuno.

Peraltro, la ritorsione, oltre che infantile, è controproducente per le stesse parti politiche che l’hanno formulata.

Evidentemente, i consiglieri di minoranza ignorano che “Mola Libera” è il giornale on line di gran lunga più diffuso nella nostra città, con ormai circa 1700 invii in tempo reale, in contemporanea (dietro libera richiesta), degli articoli pubblicati sul nostro sito, e con decine di migliaia di interazioni settimanali sulla nostra pagina Facebook, di gran lunga superiori a quelle dei nostri “competitor”. E ignorano, o fingono di ignorare, che “Mola Libera” è il giornale molese più tempestivo e più aggiornato, sempre in presa diretta sulle notizie.

Purtroppo, dispiace dirlo, ma la minoranza consiliare, nella sua variegata conformazione, non riesce a cogliere il “segno dei tempi”: fa una politica neppure novecentesca, ma ottocentesca, baronale, scarsamente in sintonia con la cittadinanza e con i nuovi bisogni che emergono in tempi così complessi e drammatici.

Naturalmente, “Mola Libera” è sempre aperta al ripensamento della minoranza (la rappresaglia e la “vendetta” non appartengono al nostro stile) e, in ogni caso, continuerà a fornire il punto di vista della minoranza quando questa potrà tornare ad esprimersi in Consiglio comunale.

A tal proposito, i consiglieri firmatari di questa immatura lettera “dimenticano” la puntualità e l’ampia risonanza che ogni loro intervento nell’assise comunale ha sempre ricevuto sulle pagine di “Mola Libera”, in maniera immediata ed estremamente oggettiva e imparziale.

Ma tant’è, la considerazione arriva spontanea: la “quarantena” fa male, molto male, alla politica locale.

I banchi della minoranza. In basso, da destra, i consiglieri di centrodestra: Sebastiano Delre, Stefano Diperna, Michele Palazzo, Vitantonio Battista. In alto, in piedi, Michele Daniele (M5S) e Giangrazio Di Rutigliano (Liste civiche)

3 COMMENTI

  1. PIU` CHIARO DI COSI`, NON VI E`……..l`ho sempre detto :sono li per ostacolare tutto, NON per aiutare a risolvere i problemi del paese, compatti per una soluzione comune

  2. Credo che la quarantena faccia male a chi crede di essere sempre nel giusto e di essere impunibile. La verità è che le penne non hanno resistito all’attacco sferrato dalle tastiere e qui nascono problemi. I leoni da tastiera non sono solo gli haters. Sono anche quelli che non leggono e rileggono ciò che scrivono. Sono quelli che quindi non danno peso alle parole. Non posso neppure immaginare che un dovere istituzionale possa essere scambiato per un “peccato” legato alla vanesia bramosia di trarre utilità dalla visibilità. Quindi sostegno assoluto al libero e democratico confronto fra le forze politiche ed i loro rappresentanti in seno al consiglio comunale e, laddove questo viene impedito da cause di forza maggiore, si ricirra a qualsiasi mezzo o sistema legale che possa vedere realizzato il dettato costituzionale non per “esercizio di un solo censurabile bisogno di visibilità” ( cosa non riscontrabile nei fatti on esame) ma legittimo esercizio di un diritto-dovere.

  3. Sig. Rotondi, è infatti quello che ha chiesto “Mola Libera”: cioè che il Consiglio comunale torni a riunirsi. E’ proprio questa assenza che genera confusione di ruoli e incertezza politica e mediatica.
    I consiglieri comunali di minoranza, nella loro estrema suscettibilità, hanno travisato le considerazioni del nostro giornale, peraltro rivolte non solo ad essi, ma anche a Sindaco e Giunta e hanno tratto conclusioni fuorvianti.
    D’altra parte, non inviare più comunicati stampa a questo giornale sembra dettato da un capriccio ancor prima che da un curioso modo di intendere la libertà di stampa che, ricordiamolo, è garantita dall’art. 21 della Costituzione e che “Mola Libera” esercita con scrupolo e attenzione, tuttavia senza zone franche per nessuno.

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