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Mola di Bari

UNO SGUARDO DI QUALITÀ È QUEL CHE SEMPRE CI VORRÀ

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Cambio della guardia alla direzione responsabile di “Mola Libera”. Andrea Laterza si avvicenda a Marino Pagano, che continua la collaborazione al nostro giornale. Ecco il suo saluto ai lettori, con il suo nuovo impegno.

Da oggi “Mola Libera” ha il suo nuovo direttore responsabile. E lo ha in Andrea Laterza, che di questo giornale è da sempre l’anima.

Grazie ad Andrea per la stimolante occasione professionale. Lascio una rivista seguita sul territorio, non solo molese.

Continuerà la nostra collaborazione, con la stessa lena e con la stessa visione: quella di legare un luogo alle sue storie e di saperlo proiettare altrove, autore e figlio della sua stessa inverata esperienza.

Dobbiamo vivere, amare, in un certo senso anche soffrire i nostri luoghi, pensandoci per quel che dobbiamo o dovremmo essere: cittadini, principio che si incarna ovunque, anche lontano, ma senza dimenticare le radici, le origini, quel dove in cui tutto nasce.

Il giornalismo dei territori e dai territori sia anche questo, sempre di più. L’occhio alla cultura sia sociale, legga la realtà in cui essa vive. Nondimeno, la cronaca faccia lo stesso.

Tutto è cultura, purché però la stessa scaturigine di ogni fatto ci porti ad interrogarci sul suo senso. Cultura e società sono sorelle siamesi, altrimenti parliamo solo di erudizione e ‘presentismo’ senza acume.

Scongiuriamo quel giornalismo della quantità e del dettaglio compulsivo ed insignificante, che tanto male fa. Approfondiamo la capacità dei nostri sguardi, anche perché è solo con gli occhi che si può essere realmente intelligenti, dunque anche cittadini, dunque anche giornalisti.

Resto a dare il mio contributo, ancora una volta con un’attenzione particolare per la cultura del territorio della Città Metropolitana.

Bene così! Sarà bellissimo continuare. Mutano le forme e i ruoli, non viene meno l’incanto per quel che si è scelto di fare ed essere nella vita. E che l’incanto diventi pure, talvolta, voce di indignazione, elemento che i nostri territori non di rado chiedono ed impongono al giornalista ed al cittadino.

Una sana rabbia civica nulla toglierà al piacere della dimensione professionale opzionata, permettendo anzi la necessità di un tratto più cristallino e trasparente: verso la relazione con gli altri e persino dentro di sé.

Un cittadino nasce in sé e vive per le strade. Il giornale racconta tutto, cercando di alzare l’asticella di qualità. Anche “Mola Libera”, ne sono certo, andrà avanti così, dunque con la stessa passione.

Grazie a tutti.

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