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URBANISTICA: LA FRUSTA DI MICHELE DANIELE SI ABBATTE SULLA TROIKA BERLEN -BARBANENTE – BERARDI

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Il provvedimento di importante valenza urbanistica, portato ieri sera, lunedì 14, all’esame del Consiglio comunale, vede ancora una volta oggi all’opera – come già a partire dal 2003 e per i successivi 19 anni – il terzetto BBB Berlen – Barbanente – Berardi, tuttavia, senza risultati tangibili. Ecco il forte intervento tenuto dal consigliere Michele Daniele.

Riceviamo dal consigliere comunale Michele Daniele e pubblichiamo il suo intervento tenuto nella seduta del Consiglio Comunale di ieri, lunedì 14 febbraio 2022, dedicata al seguente ordine del giorno: “Piano Urbanistico Generale / Adeguamento PRG al PPTR. Aggiornamento documento programmatico preliminare (DPP). Indirizzi.”

Il consigliere comunale Michele Daniele (M5S)

Ecco il testo:

Le cose da dire su questo provvedimento richiederebbero ore. E il regolamento lo  consentirebbe perchè su questioni di piani urbanistici non ci sono limiti di tempo. Ma cercherò di limitarmi a due soli interventi: uno  sugli aspetti amministrativi e l’altro sugli aspetti contenutistici. 

– ASPETTI AMMINISTRATIVI

— Sono  interessato all’efficacia dell’azione amministrativa oltre che dell’efficienza. Cioè sono interessato alla capacità di raggiungere un obiettivo prefissato, oltre che a raggiungerlo impiegando le risorse minime indispensabili.

— Chiedo scusa ma sarà necessario un minimo di percorso storico: perchè chi ignora la storia è condannato a ripeterla.

— EFFICACIA: CAPACITÀ DI RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO  PREFISSATO

— 28 febbraio 2003, quindi stiamo parlando di 19 anni fa, ripeto: diciannove anni fa; in consiglio comunale intervengono la consulente prof.ssa Barbanente e l’assessore Berlen per illustrare un Primo Documento di  Riflessione Urbanistica e responsabile del settore Urbanistica era l’ing. Berardi.

barbanente

La prof.ssa Angela Barbanente, responsabile del Politecnico di Bari per la convenzione con il Comune di Mola per la redazione del PUG (Piano Urbanistico Generale)

— no, non stiamo parlando della riunione di oggi, ma di una riunione di 19 anni fa.

— cosa si asserisce in questo provvedimento? Ecco:

—- il Piano Regolatore Vigente (quello di allora, ma che è anche quello in vigore oggi) ha quasi completamente esaurito le previsioni espansive di edilizia abitativa

—- il Piano Regolatore risulta privo di input di indirizzo strategico per lo sviluppo della “Città Pubblica”

—- i mutamenti avvenuti, in corso e previsti dei settori economici tradizionali e innovativi impongono una verifica e una attualizzazione delle previsioni urbanistiche relative

—- la gestione delle risorse Comunitarie disponibili richiede una valutazione pianificatoria degli interventi da realizzare.

— anche qui, sembra di essere nel film “Il giorno della marmotta” in cui il protagonista è condannato a rivivere eternamente la stessa giornata, con gli stessi medesimi avvenimenti

— ma cosa dispone quel provvedimento del 2003? ecco: “invita la Giunta a redigere il Piano Urbanistico Regionale ai sensi della legge 20/2021 , rimandando la definizione dei contenuti di merito e di sostanza alla valutazione di  un Secondo documento di lavoro” , sempre a cura della prof.ssa Barbanente come previsto dalla Convenzione di collaborazione tra Comune e Politecnico attivata con delibera di Giunta del 13.9.2001

— sono passati 19 anni e la situazione è assolutamente identica: stessa consulente, stesso responsabile politico, stesso responsabile tecnico, solita convenzione col Politecnico in atto.

— In sostanza, il PRG è stato adottato nel 1986: in questa delibera del 2003 si asserisce che il PRG è obsoleto, e quindi in 17 anni  un piano urbanistico esecutivo e che produce degli effetti fa in tempo a divenire obsoleto, mentre dopo 19 anni siamo ancora alle prese con il documento preliminare al PUG.

— morale della favola: l’obiettivo prefissato (redazione del PUG) non è stato raggiunto e siamo  ancora ai nastri di partenza: incapacità di raggiungere gli obiettivi prefissati: EFFICACIA ZERO

— Per inciso, la suddetta delibera del 2003 asseriva con solennità: “il  Consiglio Comunale assume i principi di trasparenza, partecipazione, e perequazione quali  principi imprescindibili di riferimento per ogni atto o provvedimento di natura urbanistica prodotto dalla giunta Comunale e/o dal Consiglio Comunale”.


L’atto che stiamo approvando è di natura urbanistica? Sono stati rispettati i principi di trasparenza e partecipazione? Considerando che diversi consiglieri hanno  ricevuto questo provvedimento poco più di 48 ore fa, lo scorso venerdì, che le associazioni che farebbero parte del progetto di partecipazione (su cui il Comune ha preso anche  soldi) non hanno  nemmeno ricevuto il provvedimento;

Inoltre, stendo un velo di pietoso silenzio su quella diretta Facebook di qualche giorno fa, dove la partecipazione della cittadinanza era limitata ad un like o a un commentino nella finestrella su quanto veniva comunicato durante la diretta, senza neanche poter accedere al provvedimento.

La diretta Facebook di ieri sera, mercoledì 9 febbraio 2022, tra (dall’alto in senso orario) la prof.ssa Barbanente, l’Assessore Berlen, il Sindaco Colonna e l’ing. Berardi

—- Ah, sempre per inciso: la famosa delibera del 2003 deliberava la “predisposizione di uno strumento d’indirizzo e/o prescrittivo ed incentivante per la parte storica della città (zona bianca) ossia un abaco di buone pratiche d’intervento sul tessuto edilizio storico cittadino abbinate a pacchetti incentivanti fiscali e finanziari”; Questo strumento è stato mai approntato?

— 21 luglio 2009: viene adottato il DPP, il Documento Programmatico Preliminare alla redazione del PUG, a distanza di 5 anni dal documento conclusivo di riflessione urbanistica che in realtà aveva in nuce tutti gli elementi del DPP.

—- manco a dirlo, anche questo documento è ad opera della collaborazione tra Comune e Politecnico.

—- Quindi, nel 2009 l’iter approvativo del DPP viene formalmente concluso e il DPP è a tutti gli effetti approvato e può essere dato il via alla redazione del PUG.

—- In realtà, a distanza di 13 anni, ciò non è ancora avvenuto e siamo qui a ripetere i soliti aruspici e riti propiziatori affinchè il PUG possa essere avviato.

—- Infatti, un ennesimo provvedimento di  riavvio della redazione del PUG viene adottato nel dicembre 2018, qualche mese dopo l’insediamento di questa consigliatura, cioè oltre 3 anni fa, senza che alcunchè avvenisse nel frattempo.

—- Ci ritroviamo oggi a discutere e ad approvare in fretta e furia un provvedimento pasticciato, approssimativo, elusivo, per niente condiviso e partecipato, a dispetto di quanto la norma prescrive (ma dei contenuti ne parliamo dopo)

—- Già, perchè dalle riflessioni urbanistiche preliminari che avevano condotto all’approvazione del DPP precedente sono passati quasi 20 anni, periodo in cui un piano urbanistico diventa obsoleto figuriamoci un documento preliminare alla redazione di un piano urbanistico e che quindi è necessario aggiornare pesantemente.

—- E logica vuole che, trattandosi di  una quasi riscrittura, si adottasse la procedura prevista per la stesura del DPP; in ogni caso, il consiglio aveva deliberato che qualsiasi provvedimento urbanistico deve prevedere la partecipazione della comunità, cosa che non è avvenuta per questo documento, partecipazione peraltro prevista per legge.

— EFFICIENZA: RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO IMPIEGANDO IL MINIMO DI RISORSE INDISPENSABILI

— Assodato che a distanza di  19  anni, l’obiettivo della redazione del PUG non è stato raggiunto, ho provato a capire quanti e quali risorse ha speso e sta spendendo la cittadinanza per il non raggiungimento dell’obiettivo.

— Per la verità l’avevo chiesto in una delle tante interrogazioni fatte in questi anni, ahimè, come al solito senza ottenere risposte.

— Ci sto riprovando e questa volta ho protocollato una richiesta  di accesso agli atti per provare a scalfire questo segreto: speravo di ottenere qualche risposta entro questa seduta consiliare ma le congiunzioni astrali non l’hanno permesso: speriamo di averla al più presto

— per ora posso fare solo delle congetture molto approssimative, in attesa di avere qualche dato certo

— considerando che ci sono state almeno tre convenzioni sui documenti pianificatori, quella del 2001, quella del 2006 e quella del 2010, considerando almeno 40mila a convenzione e includendo anche contributi regionali, direi che il nulla sinora prodotto sia costato alle casse pubbliche almeno 120mila euro.

— Senza contare che ulteriori contratti sono stati avviati sempre con il Politecnico di Bari per studi fattibilità di cui non sappiamo ancora granchè.

 

— E quelli che ancora ci saranno: ad esempio anche con questa delibera si prevedono ulteriori spese quali quello per l’affiancamento di un professionista al RUP.

— concludendo anche dal  punto di vista dell’efficienza un disastro: risorse ingenti impiegate per risultati modesti se non nulli; e al momento non sappiamo alla fine quanto  ci costerà questo fantomatico PUG.

— Però sappiamo quanto ci è costato un altro capolavoro di questa meravigliosa attività pianificatoria del Comune: quella relativa al Piano Regolatore del Porto, costato alla comunità circa 200 mila euro, mai entrato in vigore e dichiarato obsoleto dallo stesso assessore Berlen che l’aveva sponsorizzato, attraverso  il solito coinvolgimento del Politecnico.

— Tra l’altro, di questi soldi spesi non c’è alcuna traccia nel DPP e neppure nel suo aggiornamento: perchè è obsoleto e come si integra il PRP nel DPP e nel futuro PUG?

— Il quadro è completo? Ovviamente no. Ma non posso concludere questa carrellata senza citare che in tutto questo periodo non è mai stato aggiornato il PRG agli strumenti urbanistici sovracomunali, neanche al PUTT, questione che avevo sollevato più volte nel corso di questa consigliatura cui l’assessore non ha mai risposto. Ma possibile che nessuna attività di consulenza abbia mai fatto rilevare al Comune che era inadempiente?

Concludo questo mio intervento su cui la cittadinanza, non io, vorrebbe qualche risposta. Per comodità di tutti riassumo  i punti salienti:

  1. Qual è stato il costo sinora dei vari incarichi affidati per la redazione di questi studi preliminari associati a DPP e PUG?
  2. Quale sarà il costo complessivo per giungere alla approvazione del PUG?
  3. Il pronunciamento del consiglio comunale del 2003 che tutti i provvedimenti amministrativi devono essere partecipati è stato rispettato per questo provvedimento?
  4. Sono mai stati varati pacchetti fiscali e finanziari per incentivare il recupero edilizio del centro storico?
  5. Ma soprattutto, considerando che gli attori sono gli stessi (stesso assessore, stesso responsabile urbanistica, stessi consulenti, stessa struttura comunale forse addirittura depotenziata) che non sono riusciti a produrre strumenti urbanistici adeguati, cosa ci fa pensare che risultati non ottenuti in 19 anni saranno ottenuti nei prossimi 14 mesi?

 

– ASPETTI CONTENUTISTICI

— Partecipazione

— Sullla (mancata) partecipazione della cittadinanza è stato già ampiamento discusso

— L’amministrazione ha scelto di differire la fase di partecipazione della cittadinanza a quando si discuterà del PUG, escludendola dalla partecipazione alla redazione del DPP: scelta totalmente infelice ma soprattutto illogica.

— Il PUG è molto più specialistico e dovrebbe solo mettere in atto le scelte e gli obiettivi, specifici per Mola, definiti in fase di DPP, fase in cui si dovrebbe delineare l’idea di città che si ha per Mola, e come indirizzare il suo futuro nel lungo  periodo.

— La valenza “strategica” del DPP deriva giusto dalla costruzione collettiva di una visione condivisa del territorio

— Non è una scelta banale che non può essere demandata nè ad un luminare nè ad un assessore nè ad un consigliere per quanto competenti ed illuminati possano essere ma c’è bisogno del contributo da parte di tutta la cittadinanza.

— Questa mancata partecipazione è il primo motivo che rende invotabile questo provvedimento.

— Mancanza di visione condivisa, obiettivi specifici, scelte e indirizzi per il PUG

— Un secondo motivo di non votabilità del provvedimento è costituito dalla mancanza di una visione condivisa, di obiettivi specifici, di scelte e di  indirizzi per il PUG

— Tali obiettivi devono essere specifici per Mola e non generici: perequazione fondiaria, sostenibilità e compatibilità ambientali, riduzione del consumo di suolo, disinquinamento e tutela ambientale, conservazione e incremento della biomassa e della biodiversità non sono obiettivi ma principi sanciti dalla legge e quindi non andrebbero neanche menzionati ma andrebbero declinati nella specifica realtà molese.

— A titolo di esempio, e solo a titolo di esempio, queste sono solo alcune delle tematiche eluse dal DPP; le cito non perchè abbia la soluzione in tasca ma perchè dovrebbero essere oggetto di discussione con la cittadinanza e pervenire ad una visione condivisa:

  1. Questione Variante SS 16 e conseguente dismissione del vecchio tracciato

– cosa a proposito della riduzione del consumo di suolo? 148 ettari di suolo espropriati

– cosa a proposito di conservazione del paesaggio e dell’identità? 51 ettari di uliveti abbattuti

– cosa a proposito della già fragile economia molese? Circa 30 ettari di vigneti sottratti all’economia molese

– cosa a proposito della ecosostenibilità? Chi si accolla i costi di questa dismissione e trasformazione? In mancanza diverrà un relitto come la bretella che abbiamo lato sud dell’attuale tracciato.

– cosa a proposito di sviluppo economico? Cosa succede dei suoli tra il nuovo e vecchio tracciato? Qual è l’idea della cittadinanza al riguardo?

– Si obietta che queste sono decisioni nazionali e che quindi Mola può fare poco al riguardo:

— Intanto questa amministrazione ha appoggiato entusiasticamente il progetto di nuova variante unilateralmente, senza che fosse previsto nel suo programma elettorale su cui ha avuto  il consenso dell’elettorato e senza che fosse tantomeno nelle linee programmatiche del mandato e, soprattutto, senza mai coinvolgere la cittadinanza e provare non dico ad arrivare ad una scelta condivisa, ma neanche a illustrare quali sono i vantaggi per Mola da questa nuova arteria.

— Peraltro, non è assolutamente vero che sono decisioni nazionali ineluttabili perchè la scelta era stata demandata agli enti  locali; e chi vuole, fortissimamente vuole questa variante, è il sindaco di  Bari Decaro, sindaco di un altro comune che ha interessi conflittuali con quelli di Mola considerando i suoi piani edilizi per Torre a Mare, dove risiede, ai quali interessi il sindaco di Mola non è in grado di opporsi per la sua nota posizione di subordinazione al sindaco di Bari, così come è in posizione di sudditanza politica nei confronti del governatore della Regione Emiliano.

  1. Disequilibrio tra capoluogo e provincia e con Mola in particolare

– Il tema del ruolo  di Bari è dirimente per le questioni molesi, a causa del ruolo accentratore del capoluogo nei confronti dei Comuni della provincia, e di Mola in particolare che viene considerata la sua pattumiera dove scaricare ciò che è sgradito a Bari, ad iniziare dai suoi rifiuti che verranno scaricati  a Martucci.

– Per esempio quello dei collegamenti Mola-Bari, considerando la sempre più marginalizzazione delle attività economiche su Mola e che tanti cittadini  sono costretti al pendolarismo su Bari.

– Il vecchio DPP cita come strutturale l’esistenza di una sorta di  metropolitana tra Mola e Bari, cosa non più esistente considerando  la pesante riduzione dei collegamenti tra Mola e Bari, con diversi treni che potrebbero fermare a Mola (25mila abitanti) ma non lo fanno e invece fermano a Torre a Mare (5mila abitanti), tra l’altro senza neanche parcheggi di interscambio.

–  Senza considerare l’assurda sosta di 15 minuti che i convogli Mola-Bari devono subire sempre a Torre a Mare

– Tutto questo in onore della mobilità sostenibile e della lotta all’inquinamento, suppongo…

– E senza aprire il capitolo  di attività più o meno lecite ma non gradite a Bari che verranno spinte verso Mola.

– Insomma il  tema è quello del riequilibrio tra capoluogo e Mola in modo da potenziare l’identità cittadina e far sì che Mola non sia un’appendice di Bari.

  1. Disequilibrio tra città a valle e a monte della ferrovia

– I quartieri a monte della ferrovia non hanno alcun tipo di  servizio o quasi e gli abitanti sono inevitabilmente costretti a spostarsi nella città a valle della ferrovia per qualsiasi esigenza.

– E quasi l’unico modo per  farlo è spostarsi in macchina, visto l’assoluta mancanza di collegamenti ciclopedonali.

– Come è compatibile questa situazione con l’obiettivo di mobilità sostenibile? Quali scenari al riguardo?

  1. Disequilibrio tra città pubblica e città privata

– Cosa a proposito  di controllo del governo urbanistico? La direttiva sarà di inglobare le attuali  Zone F all’interno del PUG? E come se ne può entrare in possesso senza gravi esborsi per il comune? O si intende abolirle tout court? Insomma ancora una volta: quali scelte strategiche?

  1. Disequilibrio tra città nuova e città vecchia

– Quali scelte per le politiche abitative? A Mola vi sono circa 12mila alloggi per 8mila famiglie: è evidente che c’è una sovrabbondanza di seconde case; che rendono insostenibile la manutenzione e la gestione della città; è evidente che una parte significativa del patrimonio immobiliare molese è disabitato per la quasi totalità dell’anno; cosa si intende fare per incentivare, riutilizzare, trasformare o far vendere questo patrimonio inutilizzato che causa costi elevati e degrado alla città?

  1. Nessuna visione intercomunale, delle relazioni tra Mola e i comuni contermini

– E di cose da discutere in comune ce ne sarebbero tante: per es., con Conversano abbiamo la questione Martucci: cosa succede se, come promesso dalla Regione, nel 2025 viene chiusa definitivamente la discarica incluso l’impianto complesso attuale che passerebbe al comune di Conversano: cosa succede di quell’area, il cui destino riguarda direttamente Mola pur essendo in territorio conversanese?

– E sempre con Conversano, c’è la questione Cozze, in territorio molese ma che viene considerata un po’ la spiaggia di Conversano, tant’è che ne stanno contestando anche la territorialità; ed è risaputo che tante abitazioni a Cozze appartengono a Conversanesi.

– Sarebbe auspicabile una copianificazione su queste problematiche.

– Così come con  Rutigliano: si potrebbe pensare a delle strutture e dei servizi intercomunali forse troppo onerosi per un singolo comune ma che diventano sostenibili a livello intercomunale.

  1. Area portuale e waterfront

– Mancanza assoluta, nel vecchio DPP e nell’aggiornamento, di questa area che, se pur oggetto di piano regolatore specifico, non può non essere armonizzato con le linee di sviluppo che dovrebbero essere definite nel DPP.

— Questione adeguamento PRG a PPTR

Oltre alla mancata partecipazione e mancanza di obiettivi specifici per Mola e linee di indirizzo per il PUG il terzo motivo di invotabilità di questo provvedimento è costituito dall’aver mischiato in un unico provvedimento due provvedimenti di natura differente e che richiedono tempistiche differenti: l’adeguamento del PRG al PPTR e l’approvazione del  DPP.

— Inutile ribadire l’enorme ritardo dell’adeguamento del PRG al PPTR, cosa evidenziata più di una volta, addirittura su sollecitazione di associazioni professionali sin dai tempi della campagna elettorale.

— Personalmente avevo sollevato a più riprese questo tema, evidenziando come da un documento della regione disponibile online, il Comune di Mola risulta inadempiente sin anche nei confronti del PUTT, con la regione che sospende tutte le questioni urbanistiche in attesa di chiarimenti da parte del comune,  chiarimenti mai  fatti pervenire.

– Ora, è evidente che questo adeguamento è colpevolmente tardivo ma se fossero esposte in modo chiaro le argomentazioni che portano alla inevitabilità dell’adeguamento del PRG, a seguito di presentazione di  un cronoprogramma verosimile delle tempistiche necessarie sia per l’adeguamento del PRG che per l’approvazione del PUG, si potrebbe anche convenire sulla necessità della sua approvazione, ma chiedere di approvare contestualmente due documenti di natura e scopi differenti è al limite della provocazione:

– perchè l’adeguamento di un piano urbanistico al PPTR ha una valenza strategica, e ha  validità per diversi lustri; mentre l’adeguamento di un PRG ormai moribondo al PPTR non può che avere valore contingente, forse necessario solo per recepire le norme vincolistiche del PPTR in modo da poterle applicare immediatamente al PRG altrimenti qualsiasi concessione o permesso rilasciato potrebbe essere a rischio di legittimità

– il DPP e conseguentemente il PUG hanno finalità, tempi di partecipazione, di validità e di implementazione di ordine totalmente differenti rispetto al PRG e quindi è una forzatura inaccettabile aver compresso questi due provvedimenti all’interno di un unico provvedimento

 

 

1 COMMENTO

  1. Un consiglio: suggerisco di fornire contesto e semplificare le cose. Non conosco il background ma non ci ho capito una mazza di quello che c’è scritto. Vorrei capire e informarmi, ma è impossibile leggere l’intervento. Elenchi puntati, numerazioni qua e la, grassetti, ecc. Fatece capi!

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