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Mola di Bari

VARIANTE SS 16 E “DIBATTITO PUBBLICO”: FORTE OPPOSIZIONE DEI COMITATI LOCALI. ECCO LA LORO PROTESTA

data:

In un recente incontro, tenutosi a Mola, si sono raggruppati i comitati territoriali contrari alla variante, costituiti nei comuni di Bari, Mola, Noicattaro e Triggiano, interessati dal tracciato. Pubblichiamo integralmente il documento approvato dai comitati e inviato alla coordinatrice del “Dibattito pubblico”, avviato dall’ANAS in base alla legge sulle grandi opere, oltre che alle autorità ministeriali, regionali, metropolitane e comunali, nonchè alla Procura della Corte dei conti e alla Procura della Repubblica.

Riceviamo dai Rappresentanti dei Comitati Territoriali di Bari – Mola di Bari – Noicattaro – Triggiano e pubblichiamo:

Mola di Bari, 08/03/2022

Trasmissione via posta elettronica certificata (pec) a tutte le Autorità in indirizzo:

Al Coordinatore del Dibattito Pubblico SS 16 Adriatica Bari – Mola – Arch. Maddalena ROSSI

Al Ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili – Prof. Enrico GIOVANNINI

Al Vice Ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili – On. Alessandro MORELLI

Al Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti – Dott. Giovanni Carlo CANCELLERI

Al Direttore generale per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali – Ministero alle Infrastrutture e Trasporti – Dott. Felice MORISCO

Al Servizio per l’Alta sorveglianza sulle grandi opere (SASGO) – Ministero alle Infrastrutture e Trasporti – Dott.ssa Loredana Cappelloni

Al Direttore Generale ANAS SpA – Ing. Aldo ISI

Al Responsabile Territoriale Puglia ANAS SpA – Ing. Vincenzo MARZI

Al Presidente della Giunta della Regione Puglia – Dott. Michele EMILIANO

All’Assessore al Bilancio e alle Infrastrutture della Regione Puglia – Avv. Raffaele PIEMONTESE

All’Assessore ai Trasporti e Mobilità della Regione Puglia – Dott.ssa Anna MAURODINOIA

Alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari – Soprintendente – Arch. Giovanna CACUDI

Al Sindaco di Bari e della Città Metropolitana di Bari – Ing. Antonio DECARO

Al Sindaco del Comune di Mola di Bari – Dott. Giuseppe COLONNA

Al Sindaco del Comune di Noicattaro – Geom. Raimondo INNAMORATO

Al Sindaco del Comune di Triggiano – Dott. Antonio DONATELLI

e, p.c.

Al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Bari – Dott. Roberto ROSSI

Al Procuratore Regionale Puglia della Corte dei Conti – Dott. Carlo Alberto MANFREDI SELVAGGI

Agli organi d’informazione

OGGETTO: OSSERVAZIONI DEI COMITATI TERRITORIALI NELLA PROCEDURA DI “DIBATTITO PUBBLICO” (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 maggio 2018, n.76 e decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 30 dicembre 2020, n. 627) relativo al Progetto di intervento elaborato dall’ANAS per un nuovo tracciato in variante alla statale 16 Adriatica nel tratto Bari – Mola di Bari.

Con riferimento all’oggetto, si comunica che in data 3 Marzo 2022,  gli esponenti delle associazioni e Comitati territoriali di Bari, Mola di Bari, Noicattaro e Triggiano, portatori di interesse diffuso e collettivo, riuniti a Mola di Bari, formulano le seguenti osservazioni.

– Evidenziano come l’attuale soluzione proposta al “Dibattito pubblico” (alternativa 3, che parte dal km. 803 per un tracciato di 19,60 km.) appare significativamente diversa dalla soluzione C) che era stata approvata nella Conferenza Servizi dai vari enti partecipanti. Tale soluzione C) aveva invece origine dal km. 805 per un tracciato di km. 17,50. La nuova e non conosciuta, significativa, modifica che a nostro parere costituisce variante sostanziale è dunque una vera e propria Nuova proposta Progettuale che deve ripercorrere tutte le fasi di valutazione e di confronto di cui agli adempimenti di legge. A riguardo si sollevano dubbi sulla legittimità della procedura di “Dibattito Pubblico”.

– Si ritengono del tutto fuorvianti e contestabili i presupposti progettuali delle 3 soluzioni proposte con dati non corrispondenti al vero. Tali in particolare i contenuti della relazione in ordine a tassi di incidentalità e di volume di traffico, nel tratto proposto in variante, millantati come i più alti a livello nazionale.

– Si considera la variante in oggetto un inutile, abnorme e ingiustificato consumo di suolo agricolo con un impatto ambientale che stravolge il territorio. E’ altrettanto ingiustificato l’enorme dispendio di risorse finanziarie pubbliche: attualmente previsti 586 milioni di euro per un tracciato di 19,6 km., pari a circa 30 milioni di euro a chilometro, (cifra che probabilmente non trova riscontro nella costruzione di alcuna opera stradale italiana di pari impegno realizzativo) che certamente va considerata in difetto con costi che lieviteranno fino a superare il miliardo di euro.

– A livello economico l’impatto sul territorio sarà devastante, verranno distrutti centinaia di ettari di terreno agricolo altamente fertile e vocato a coltivazioni ad alta redditività con produzioni da esportazione (vigneti da tavola, oliveti secolari e non, orticoltura di pregio, ecc.), saranno parcellizzate le proprietà lungo l’asse viario generando un elevato numero di ettari di relitti agricoli, si procurerà una diseconomica frammentazione delle terre coltivabili, incentivando l’abbandono dell’attività agricola, favorendo il degrado di terreni oggi produttivi ed una conseguente forte riduzione del reddito e dell’occupazione.

– Si può, purtroppo, già evincere una compromissione del valore identitario dei luoghi. Il nuovo percorso infatti attraverserà, come è ovvio, tratti di territori ricchi di testimonianze storiche e archeologiche, di età preistorica, preclassiche e di epoca romana, tra cui per esempio quelle di Fontana Giulia, tracciato Azetium – Cala Paduano, tratti delle antiche viabilità interne come la Via Appia – Traiana, o successivi come quelli di epoca angioina con la destrutturazione del tessuto viario agrario dei “capodieci”, temi questi assolutamente ignorati e neppure citati nello studio di impatto ambientale. L’opera dunque andrà a compromettere o cancellare un tale prezioso tessuto di storia e testimonianze antiche.

– L’attraversamento delle Lame e delle incisioni naturali, con opere ingegneristiche di notevole dimensione e di grande disturbo degli ecosistemi naturali, produrrà un’ampia compromissione della struttura ambientale delle stesse vie idrauliche in rapporto al territorio circostante, certamente ne modificherà l’importante, ineludibile ruolo, di corridoio ecologico ambientale a salvaguardia degli ecosistemi floro-faunistici, del microclima e dell’habitat paesaggistico rurale, ne traviserà la funzione drenante con un forte impatto sull’equilibrio idrogeologico.

– L’opera non risolverà il problema enunciato dai proponenti, in quanto trasferirà le criticità assunte come motivazioni originarie del progetto nel punto di ricongiungimento della variante alla statale esistente, in corrispondenza dell’unico ingresso/uscita da e per Mola di Bari. Premesso che il tratto iniziale della tangenziale continuerà a mantenere la stessa dimensione attuale delle carreggiate almeno fino all’innesto del nuovo tratto in variante (C.so A. de Gasperi), l’ampliamento del tratto successivo fino a Mola genererà dunque un inutile, incongruo e dannoso “imbuto” veicolare, un “collo di bottiglia” che avrà negative ripercussioni sulla viabilità interna di Mola. Il faraonico progetto non risolverà affatto la problematica del traffico ma ne sposterà gli effetti su altra parte del territorio provocando una traslazione, nel punto di “attacco” alla esistente SS 16, dell’attuale congestione veicolare, vanificando lo snellimento dei flussi veicolari e le concrete attese degli automobilisti.

– Va infine denunciata quella che a nostro parere rappresenta una vera e grave inadempienza progettuale: la mancanza di un’unica verifica nella valutazione di impatto ambientale, che tenesse conto degli effetti dell’opera dell’ANAS sommati a quelli dell’opera ferroviaria nodo Bari-Sud in via di realizzazione, che in ampi tratti del percorso progettato si affianca alla ss16.

PER QUANTO SOPRA, AL MOMENTO, EVIDENZIATO

i sottoscritti  portatori di interesse diffuso e collettivo:

– ritengono la soluzione proposta dall’ANAS al “Dibattito Pubblico” illegittima in quanto difforme dalla soluzione approvata in Conferenza Servizi dai territori;

– considerano priva di efficacia, in mancanza dei necessari supporti motivazionali e di fattibilità, la soluzione proposta da ANAS;

– invitano il Coordinatore della procedura a sospendere il Dibattito Pubblico e a rinviare in Conferenza Servizi la scelta da proporre al Dibattito Pubblico;

– invitano le Autorità in indirizzo a prendere atto di quanto finora esposto e riesaminare le diverse opzioni sulla base dei costi e dei benefici emersi nel frattempo considerando altresì che, in base al Piano Regionale dei Trasporti, sullo stesso territorio si prospetta un ulteriore asse viario, quello autostradale Bari-Brindisi-Lecce, anch’esso ad elevatissimo impatto ambientale;

– dichiarano comunque la disponibilità a ricercare una ragionevole, ottimale soluzione tecnica che garantisca un minor consumo di suolo, un minor spreco di risorse finanziarie pubbliche, una idonea fattibilità tecnico ambientale rispettosa delle vocazioni territoriali.

In fede.

I  portatori di interesse diffuso e collettivo Rappresentanti dei Comitati Territoriali di Bari – Mola di Bari – Noicattaro – Triggiano:

Bepi Ruggiero – Comitato Difesa Territorio Molese

Luca Flace – Comitato per la Tutela del Territorio Area Metropolitana di Bari

Vito Marchitelli – Comitato per la Tutela delle Coste

Francesco Ressa – Presidente Forum A21 intercomunale Triggiano-Capurso-Cellamare

Lorenzo Madio – Comitato Noicattaro

Maria Teresa Fatone – costituendo Comitato di scopo Le Vedette della Lama

Donato Cippone “ONDA VERDE PUGLIA – FACCIAMO RETE” “Coordinamento regionale di Cittadini, Associazioni e Comitati territoriali per la salvaguardia dell’ambiente e del clima, e per la tutela dei territori in Puglia” con sede a Martina Franca (TA)

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