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Mola di Bari

VARIANTE SS 16: ECCO I NOMI DEI MOLESI DA ESPROPRIARE NELLA COLOSSALE SPECULAZIONE

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Un’inutile devastazione del nostro territorio rurale, tra le più ingenti nel progetto di realizzazione della variante alla statale 16 approntata dall’ANAS e approvata dalle Amministrazioni comunali di Bari, Triggiano, Noicattaro e Mola. Sono circa 500 i proprietari di suoli ricadenti sul territorio molese che verranno espropriati. Cadranno sotto i colpi delle ruspe 148 ettari di suolo agricolo molese, pari a 212 campi di calcio regolamentari, di cui: 51 ettari di uliveto, 30 ettari di vigneto. Un gigantesco e sterile consumo di suolo nel tratto Mola – Torre a Mare che può essere sostituito dalla valida alternativa dell’allargamento alla terza corsia, come proposto da “Mola Libera”. Eppure i politici vogliono comunque lo scempio: infatti, intorno al declassamento dell’attuale sede stradale, previsto nel progetto, verranno gettate le basi per una colossale operazione di speculazione edilizia…

Per realizzare la devastante strada a 6 corsie tra Mungivacca e lo svincolo Mola-Rutigliano dell’attuale statale 16, solo sul territorio molese verranno distrutti 148 ettari di terreno prevalentemente agricolo.

Per avere un’idea dell’enorme consumo di suolo si tratta di una superficie pari a circa 212 campi di calcio 100×70 (il terreno di gioco dello stadio San Nicola di Bari ha una dimensione di 105×68 mt.).

Sul territorio molese saranno sradicati 51 ettari di uliveti, pari a 73 campi da calcio e 50 ettari di vigneti di uva da tavola, pari a 43 campi da calcio.

I proprietari (persone fisiche) interessati dagli espropri sono 473, oltre ad alcune decine di persone giuridiche, con 222 pratiche di esproprio complessive.

Ecco il Piano particellare di esproprio con i nominativi di tutti gli espropriandi: per visualizzare immediatamente i proprietari di terreni sul territorio molese andare direttamente a pag. 27 del documento per proseguire fino alla fine (pag. 33):

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Di recente il Sindaco di Mola ha dato notizia dell’avvio della procedura di “Dibattito pubblico”, prevista dalla legge e avviata dal Ministero delle Infrastrutture, ma ignorata colpevolmente finora dalle Autorità regionali e locali. 

In particolare, come si legge sul sito istituzionale del Comune di Mola: 

“La variante alla tangenziale di Bari, che sarà realizzata da Mungivacca a Mola, è un progetto di ‘importanza strategica’ che va discusso ‘dal basso’ con i Comuni (e i loro residenti) interessati.
Lo ha deciso il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, che sulla base di quanto stabilisce il Codice dei contratti pubblici ha avviato lo special iter di consultazioni ‘dal basso’ seguite da una commissione di esperti nominata a garanzia della condivisione e della trasparenza.
Il Codice dei contratti pubblici (all’art. 22, comma 2) ha da tempo previsto l’adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, per l’individuazione delle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale che hanno un impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio, per cui è obbligatorio il ricorso alla procedura di “Dibattito pubblico”. La variante della Statale 16 Adriatica (tronco Bari-Mola) rientra tra queste grandi opere.
La Commissione nazionale per il Dibattito pubblico intende essere un “modello di democrazia partecipativa”, relativamente agli interventi infrastrutturali di maggiore rilevanza nel Paese.
Obiettivi della Commissione sono: rendere trasparente il confronto con i territori sulle opere pubbliche, attraverso procedure che garantiscano il coinvolgimento delle comunità interessate. E ancora, “migliorare la qualità delle progettazioni delle opere pubbliche di grande rilevanza e semplificare l’esecuzione dell’opera attraverso scelte ponderate, al fine di ridurre l’aggravio dei contenziosi”.
La Commissione nazionale assicura inoltre la trasparenza di tutti gli atti adottati, la pubblicazione della documentazione e organizza il confronto a livello territoriale, con il coinvolgimento attivo degli enti interessati dalla realizzazione dell’opera. A presiedere la commissione nazionale c’è Caterina Cittadino, manager pubblico della Presidenza del Consiglio dei ministri.”
 
La proposta di “Mola Libera” verrà ripresentata
 
“Mola Libera” aveva già formulato le proprie osservazioni al progetto approntato dall’ANAS e approvato dalla Regione Puglia, dalla Città Metropolitana e dai Sindaci di Bari, Triggiano, Noicattaro e Mola di Bari, pubblicando il 19-11-2019 e inviando contestualmente via posta elettronica certificata una proposta alternativa, basata sulla minimizzazione del consumo di suolo nel tratto Torre a Mare – Mola e viceversa, con l’allargamento dell’attuale sede stradale alla terza corsia nei due sensi di marcia e l’eventuale prolungamento dell’allargamento (con i risparmi di spesa) fino allo svincolo per Cozze-Conversano.
 
La proposta del nostro giornale, sebbene ricevuta da tutte le Autorità competenti, non ha mai ottenuto alcuna risposta.
 
E’ per questo che, aperta la procedura di “Dibattito pubblico”, “Mola Libera” la ripresenterà secondo le norme previste, sperando in un riscontro.
 
Ecco il link alla lettera di “Mola Libera” contenente la proposta di terza corsia tra Mola e Torre a Mare (e viceversa):
 
 
Una colossale operazione speculativa sul territorio molese. Ecco perchè
 
Non ci facciamo illusioni: sappiamo che dietro questa colossale operazione, che ha sicuramente senso in variante fino a Torre a Mare ma non sul territorio molese, si muovono interessi speculativi enormi.
 
Infatti – come affermato dai relatori dell’ANAS e della Regione Puglia, con l’avallo degli amministratori comunali molesi, nel convegno cittadino tenuto dall’Associazione “Futura” l’8 novembre 2019 – l’obiettivo della variante è anche quello di declassare, contestualmente alla nuova statale, l’attuale sede stradale, rendendola a basso impatto di traffico.
 
Un declassamento che si sposerà sicuramente con gli obiettivi della speculazione edilizia, al fine della realizzazione di grandi complessi residenziali tra Mola e Torre a Mare a ridosso della strada declassata e trasformata in percorso urbano.
 
Ma noi continueremo la nostra battaglia fino alla fine, con la consapevolezza che una proposta di buon senso, a bassissimo consumo di suolo e comunque sicuramente molto funzionale agli obiettivi generali di decongestionamento del traffico, potrebbe trovare l’accoglimento delle autorità ministeriali, sconfiggendo la prepotenza e l’arroganza di quelle regionali e locali.
 
 

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