Variante statale 16 Bari-Mola, il sindaco di Mola, Colonna: “Parola d’ordine che deve accompagnare il percorso è sostenibilità”. Tuttavia, si tratta di una presa di posizione tardiva, inutile e assolutamente insufficiente. Ecco il nostro giudizio sulle gravi responsabilità del Sindaco Colonna nell’avallo ad un’opera ad altissimo consumo di suolo, fortemente dispendiosa (costerà 30 milioni di euro a chilometro) e che ben poteva raggiungere i suoi obiettivi di maggiore assorbimento del traffico sul nostro territorio con la semplice realizzazione in sede della terza corsia nel tratto Torre a mare – Mola e viceversa.
Comunicato stampa
“Ritengo ci sia una parola che, a mio parere, deve accompagnare tutto il percorso, ed è sostenibilità, nella progettazione ed esecuzione dell’opera, perché condivido le preoccupazioni espresse dalle nostre comunità, in particolare della categoria degli agricoltori, che nel sud est barese vantano una coltivazione intensiva di pregio”.
E’ il punto di vista espresso dal sindaco di Mola, Giuseppe Colonna, nell’ambito dell’evento di presentazione del dibattito pubblico sulla realizzazione della variante del tratto di statale 16 Bari-Mola, che si è tenuto in Regione giovedì 3 marzo.
Il progetto presentato da Anas prevede nel tratto Bari-Mola, una variante di 19,6 chilometri che interesserà anche i comuni di Triggiano e Noicattaro. Sono previsti 4 incontri nei comuni interessati. A Mola si terrà il 28 marzo prossimo nel Castello Angioino dalle 17,00 alle 19,30.
“Lo sforzo che dobbiamo fare – ha detto il sindaco di Mola durante l’incontro di presentazione – anche all’interno del dibattito pubblico, è quello di andare a definire una progettazione dell’opera che tenga conto assolutamente, anche nel particolare, di quelle che sono le legittime esigenze della categorie produttive dei nostri territori, affinché non ci siano conseguenze negative rispetto agli indici di produttività delle nostre aziende. In particolare sul territorio di Mola, il settore è fortemente parcellizzato. Non abbiamo, infatti, sul nostro territorio, latifondisti, ma piccoli e medi imprenditori agricoli”.
“Naturalmente – ha proseguito Colonna – penso che, nel contempo, la sostenibilità ci debba accompagnare anche nei percorsi futuri. Per noi anche questo dibattito pubblico si inserisce in un percorso che il Comune di Mola sta realizzando e che guarda al futuro, dal piano comunale delle coste, la cui approvazione è in via di definizione, all’avvio del percorso di adeguamento al Pptr e di partecipazione al nuovo Pug. L’evento del 28 marzo rappresenta per il Comune di Mola forse uno dei primi eventi pubblici di partecipazione all’interno di questo contesto di pianificazione su cui un intervento così importante assume un valore decisivo. La realizzazione di quest’opera – ha detto Colonna – si riverbererà su tutta la regione, con conseguenze, ovviamente positive sulla sicurezza e sulle vocazioni turistiche. Pensare a liberare tutta la fascia costiera da un bretella attuale come quella della statale 16 e pensare quindi a direttive che vanno verso mobilità sostenibile, spazi collettivi, iniziative private di carattere ricettivo-turistico, deve essere la nostra missione come amministratori, sia pure pro tempore e un punto di discussione fra tutti i cittadini”.
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NOSTRO COMMENTO
Si precisano i contenuti di quest’opera stradale che assume sempre più contorni assolutamente sconcertanti: il costo iniziale di 250 milioni è lievitato ad una previsione di circa 586 milioni di euro previsti per un tracciato di 19,6 chilometri, pari a circa 30 milioni di euro a chilometro, una cifra che è difficile riscontrare nella costruzione di opere stradali analoghe sul suolo nazionale.
Il solo tratto molese, di circa 5 km., costerà intorno ai 150 milioni di euro (pari a 6,5 volte il finanziamento complessivo del Piano Urban): una somma che da sola risolverebbe i nostri problemi più endemici per decenni.
Pertanto, e per gli altri motivi che ora diremo, il nostro commento non può che essere assolutamente negativo alle dichiarazioni del Sindaco riportate nel comunicato stampa che pubblichiamo e che Colonna ha già avuto modo di rilasciare nel corso della conferenza stampa di presentazione della procedura di “Dibattito pubblico” prevista per le grandi opere pubbliche dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 maggio 2018, n.76 e dal decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 30 dicembre 2020, n. 627, ai fini dell’informazione e della condivisione con le comunità locali.
Il giudizio è molto critico per i seguenti fondamentali motivi:
1) In fase di stipula dell’accordo con l’ANAS, la Regione e la Città Metropolitana, avvenuto nel corso del 2019, il Sindaco di Mola non si è assolutamente preoccupato di coinvolgere la cittadinanza con un incontro pubblico nè tanto meno il Consiglio comunale con un atto di indirizzo.
2) Il Sindaco Colonna, in quella fase, ha seguito acriticamente quanto veniva proposto dall’ANAS e fortemente caldeggiato dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dall’Assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Giannini, dal Sindaco di Bari e della Città Metropolitana Antonio Decaro.
3) Un’adesione fideistica che non ha neppure chiesto nè tanto meno ottenuto opere stradali compensative (ad esempio: innesto della variante più a sud, con ingresso/uscita su Via Caracappa, mantenimento di più ingressi/uscite sull’attuale tangenziale, ecc.) a vantaggio della comunità molese come, invece, ad esempio, ha ottenuto il Sindaco di Noicattaro. In sostanza, si è operata una svendita del nostro territorio e delle nostre infrastrutture a tutto vantaggio del capoluogo, senza tangibili vantaggi per la nostra comunità.
4) Tale atteggiamento è perdurato successivamente con l’atteggiamento politicamente subordinato al diktat dell’Assessore regionale Giannini (“quest’opera si farà ad ogni costo“) declamato nel corso del dibattito organizzato l’8 novembre 2019 presso il Castello Angioino dall’associazione politico-culturale di maggioranza “Futura”. La legge del contrappasso ha riequilibrato l’arroganza di Giannini, che infatti non è stato rieletto nelle elezioni regionali del 2020.
https://www.molalibera.it/2019/11/10/un-convegno-in-variante-a-senso-unico/
5) Il Sindaco Colonna non si è neppure preoccupato di rispondere alla lettera indirizzata dal nostro attuale direttore responsabile a lui e al Comune di Mola nelle sue diverse articolazioni, nonchè a tutte le autorità statali e regionali coinvolte nel processo di definizione della variante. Detta missiva conteneva una significativa proposta alternativa: evitare il devastante consumo di suolo sul territorio molese semplicemente allargando l’attuale tracciato stradale alla terza corsia nel tratto Torre a mare – Mola (e viceversa). Eccola ancora una volta, a futura memoria:
6) L’attuale dichiarazione del Sindaco Colonna, assolutamente tardiva e intempestiva, tende a minimizzare le sue responsabilità, chiedendo, a posteriori ad ANAS, di intervenire in maniera sostenibile sull’agro molese, pur ben sapendo che l’opera in questione è devastante per sua stessa natura e che il consumo di suolo sarà gigantesco, oltre a ripercussioni fortemente negative che si avranno sulla viabilità cittadina interna a causa di un unico punto di ingresso/uscita della variante alla tangenziale di Mola. E non solo: la nuova inutile opera comporterà la cancellazione definitiva di importanti testimonianze storico-archeologiche di epoca romana e angioina che andrebbero invece recuperate e valorizzate, non distrutte definitivamente: la Fontana Giulia, il collegamento Azetium – Cala Paduano, la struttura viaria dell’agro molese a “capodieci”.
7) Peraltro, il Sindaco omette di spiegare ai cittadini che, sullo stesso territorio molese, più a monte, il Piano Regionale dei Trasporti prevede anche il passaggio della bretella per la realizzazione autostradale Bari-Brindisi-Lecce, questo tracciato senz’altro utile all’economia regionale, e pertanto con la variante alla statale 16 si avrà un’inutile e dannosa duplicazione di grandi percorsi stradali che interesseranno il già piccolo e sacrificato agro molese, con un’agricoltura che andrà a picco per la devastazione dei terreni che ne seguirà, con l’emersione di decine di ettari di relitti fondiari che comporteranno la chiusura di decine di aziende agricole, con forte calo occupazionale e compromissione dell’habitat e della salubrità dell’aria e del suolo, aggiungendosi alla perdurante emergenza ambientale provocata dalla discarica Martucci.
8) Da non dimenticare che alla variante alla statale 16 prevista si aggiunge il declassamento dell’attuale tratto stradale Mola – San Giorgio, con un restringimento della carreggiata e, pertanto, tutti i molesi che non vorranno utilizzare nè la variante, nè ovviamente il tratto autostradale aggiuntivo (probabilmente a pedaggio), si troverebbero ad uscire da Mola Nord, per recarsi o provenire da Bari, e a percorrere una strada a due corsie, dismessa dall’ANAS e affidata alla manutenzione dei comuni contermini, con quali evidenti conseguenze è facile prevedere. E nemmeno è difficile ipotizzare che al declassamento farebbero seguito politiche urbanistiche finalizzate all’insediamento di strutture abitative, con un continuo urbanistico sulla fascia costiera Mola-Torre a mare a tutto beneficio della speculazione edilizia e con un forte carico insediativo che graverebbe sulla fascia costiera.
In definitiva, la posizione difensivista e tardiva del Sindaco Colonna non assume alcuna discontinuità rispetto al suo aperto consenso politico all’opera e ai politici che la promuovono (Emiliano e Decaro): serve solo a diffondere una cortina fumogena e uno sviamento dalle sue reali e pesanti responsabilità politiche.




