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Mola di Bari

VARIANTE STATALE 16: ANCHE “LEGAMBIENTE” ADERISCE ALL’ALLARGAMENTO IN SEDE

data:

Da ultimo, “Legambiente” presenta le sue Osservazioni al Ministero dell’Ambiente nella procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Arrivano dopo quelle di “Mola Libera” e di quelle prive di senso logico, solo un alibi del momento, del Sindaco di Mola. Come i lettori ricorderanno, le osservazioni del nostro giornale sono le uniche presentate, in ambito molese, fin dal 2019, replicate nel 2022 nella procedura di “Dibattito pubblico” indetta dall’ANAS e ripresentate il 13 novembre scorso al Ministero. “Legambiente” propone l’opzione “zero”, cioè lasciare il tracciato a due corsie tra Torre a mare e Mola oppure l’allargamento in sede. Siamo soddisfatti che anche Legambiente, alla fine, aderisca alla proposta più ragionevole e di buon senso, offerta da “Mola Libera” in tempi non sospetti, ben quattro anni fa, cioè molto prima che l’ing. Martens, esperto del settore, ne parlasse, anch’egli senza citarci. Brutta abitudine quella di non citare la fonte, ma tant’è, alla fine, comunque, le buone idee si fanno strada: grazie ing. Martens, grazie Legambiente…

Riceviamo dal Circolo Legambiente di Mola di Bari e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA 
Mola di Bari, 29 novembre 2023

Variante SS16 Torre a Mare – Mola
Non serveNon va fatta come vuole ANAS

La variante della SS16 che ANAS vuole costruire tra Torre a Mare e Mola:

  1. NON È NECESSARIA:
  • nessun impatto ambientale
  • nessun esproprio
  • nessun costo per la comunità
  1. COMUNQUE NON VA COSTRUITA COME VUOLE ANAS:
  • devasta ben 47 ettari di suolo agricolo;
  • trasforma in un relitto destinato all’abbandono e al degrado l’attuale SS16 tra Mola e Torre a Mare;
  • si può allargare l’attuale SS16, come proposto dall’Ing. Martens più di un anno fa con meno impatti e costi.

Il 21/11 Legambiente Mola ha inviato e motivato queste osservazioni al procedimento di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) avviato dal Ministero dei Trasporti (https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/MetadatoDocumento/936977) informando tutti gli interlocutori (inclusi i Comuni di Mola, Noicattaro, Triggiano, Bari e la Regione Puglia).

Chiediamo al Consiglio Comunale di Mola ed all’Amministrazione Comunale di assumere tutte le iniziative necessarie per bloccare questo scempio ed evitare che il progetto proceda come previsto da ANAS, opponendosi in modo deciso come già fatto dai Comuni di Noicattaro e Triggiano.

Chiediamo ai cittadini ed alle associazioni del territorio di mobilitarsi affinché questo sciagurato intervento sia bloccato o comunque modificato per evitare altro consumo di suolo.

Circolo Legambiente “I Capodieci, dalla campagna al mare” di Mola

4 COMMENTI

  1. Come al solito, nel commento al comunicato stampa del Circolo Legambiente di Mola, si sminuisce e fa affermazioni non “precise” su quanto da noi fatto per la SS16 e non coglie le sostanziali differenze tra la nostra e la sua proposta riprese di seguito:
    1. Potenziare la tratta Torre a Mare – Mola della 16 non serve, come dimostrano i dati della stessa ANAS, quindi non va fatta. Costi nulli, impatti nulli. Sappiamo che lo ha già detto Martens, ma per noi non è un problema!
    2. Il tracciato proposto da Laterza è sostanzialmente diverso dal nostro: lui propone di superare in variante Parchitello e poi di deviare verso l’attuale 16, con consumo di suolo e impatti minori rispetto al progetto ANAS, ma comunque più impattante e costoso rispetto al progetto di un professionista di grande esperienza e valenza tecnica come Martens, che prevede un tunnel dalla zona della stazione di Torre a Mare sino all’attuale 16 con allargamento del tratto Torre a Mare – Mola lato monte. Forse siamo stati tra i primi a proporre di costruire il tunnel per evitare di aggirare Parchitello in variante; Martens stesso afferma che proprio confrontandosi con i comitati ha sviluppato idee sempre migliori sul tracciato! Non è per noi importante chi sia stato il primo, ma trovare le cose migliori da fare, mentre per altri c’è un problema di stile…. perché non lo abbiamo citato in un comunicato stampa che, per sua natura, deve essere breve!
    In sintesi: l’atteggiamento di Laterza è il solito: sminuire e denigrare certi altri, per far passare il messaggio che l’unico (o quasi) che si occupa delle problematiche di Mola in modo corretto è lui! Per la cronaca Legambiente ha partecipato alla fase consultazione pubblica sulla 16 (come lui ben sa, visto che ha partecipato con noi a più incontri on line sul tema) ha presentato osservazioni, cui l’ANAS ha risposto in modo assurdo. Abbiamo anche fatto un primo comunicato stampa sul tema il 3/4/22 che chiariva si da allora la nostra posizione.
    Infine, la cosa più importante: perché dividere i pochi che, in modo non strumentale o con fini politici, si danno davvero si danno da fare? Abbiamo certo i nostri limiti, uno dei quali è certamente il poco tempo che, da volontari, riusciamo a dedicare a queste battaglie (visti gli impegni serrati con il lavoro, la famiglia, la vita ..), mentre qualcun altro ha tanto tempo a disposizione ed evidentemente lo sfrutta per costruirsi l’immagine di duro e puro difensore delle cose giuste da fare, progettista, oltre che giornalista solitario.
    P.S.: ho preferito attendere prima pubblicare questa mia nota, perché il momento a Mola non è tranquillo; non volevo quindi innescare ulteriori polemiche prima dell’assemblea di domenica 10/12 sulle querele e la libertà di esprimersi, ma non si può continuare a subire attacchi ingiustificati che altro non fanno se non alimentare il clima di tensione nel dibattito pubblico.

    • Purtroppo, quando non si leggono con attenzione anche gli altrui contributi si incorre in accuse prive di fondamento:

      1) Nessun diritto di esclusiva, come ho sempre precisato, ma quando chi scrive, a nome di Mola Libera, partecipava alla conferenza autocelebrativa per la variante ANAS, indetta nel novembre 2019 al Castello Angioino da una forza politica facente parte della maggioranza, Legambiente dov’era?

      2) Fu a seguito di quella conferenza autoreferenziale, con l’intervento di relatori TUTTI a favore della variante e senza alcuna possibilità di parola per i dissenzienti, che scaturì la prima lettera di Mola Libera indirizzata alle varie Autorità comunali, regionali e nazionali con competenze in materia di ambiente, urbanistica e lavori pubblici, datata 19 novembre 2019, e che conteneva già la proposta di allargamento in sede nel tratto Torre a mare – Mola (e viceversa). Nessun altra proposta alternativa ufficiale alla variante fu presentata in quel periodo, fino al 2022, anche se, ad onor del vero, Legambiente rese noto un comunicato, nel dicembre 2019, di contrarietà alla soluzione proposta da ANAS per eccessivo consumo di suolo.

      3) Anche successivamente, nella procedura di Dibattito pubblico aperta dall’ANAS a norma di legge, intervenni per Mola Libera (e l’intervento si può consultare nel “Quaderno degli attori”, tuttora in rete), in data 14 marzo 2022, aggiornando leggermente la proposta del 2019. Ma di altri cittadini o associazioni molesi che abbiano presentato proposte in quella procedura non c’era e non c’è traccia, se non, all’interno dei Comitati territoriali, del Comitato molese (al quale peraltro collaboravo) che non presentò proposte ma che contestò soltanto la legittimità della soluzione di variante ANAS. Di Legambiente non è presente alcun intervento nel Quaderno degli Attori.

      4) Nel Quaderno degli attori, vi è invece l’intervento dell’ing. Martens, datato 7 maggio 2022, il quale (come ben si può leggere nel suo scritto) non è affatto vero che proponesse l’opzione zero (che, ovviamente, è scontata laddove non si ritenga di dover intervenire, ma che è pleonastica nel momento in cui l’ANAS comunque non la contempla tra le soluzioni). Peraltro, non è neppure vero che Martens abbia proposto il solo tunnel nel tratto San Giorgio – Torre a mare. Infatti, per superare quel tratto, Martens propone due soluzioni: 1) il tunnel, rimanendo adiacente alla ferrovia (che comunque ha costi elevati e richiede molta manutenzione, come lo stesso Martens fa rilevare nella sua Matrice a Multicriteri); oppure 2) in variante con scavalco in viadotto sulla Lama. Mentre nulla dice di specifico sul tratto Torre a mare – Mola, anche se, ad un’analisi più attenta, si comprende dai suoi schemi che egli propone un tracciato in aderenza alla ferrovia Torre a mare – Mola. Quindi, ben diversa dall’opzione zero di Legambiente e dallo stesso allargamento in sede che avevo già proposto e che, da quanto ricordo, poi Martens caldeggiò successivamente, probabilmente solo a voce nel collegarsi da remoto in una seduta del Consiglio comunale di Mola, ma con conoscenze tecniche ovviamente ben più profonde delle mie.

      5) La soluzione da me proposta, fin dal novembre 2019, quindi, ripeto non per primogenitura, ma per chiarezza di verità, prevede l’allargamento in sede nel tratto Torre a mare – Mola, sostanzialmente molto simile alla seconda alternativa di Martens, solo che è meno impattante non attraversando Parchitello, come di fatto fa invece quella di Martens, ma passando più a monte. Il raccordo con l’attuale statale, da allargare alla terza corsia, avviene quindi dopo l’ultima uscita per Torre a Mare – Noicattaro provenendo da Bari e, comunque nella zona dell’Hotel Barion, ovviamente evitando impatti sui residence esistenti. Peraltro, è scontato che, per evitare impatti sul fronte costiero, l’allargamento va fatto prevalentemente sfruttando la complanare lato monte dell’attuale tracciato.

      6) Quindi, come si vede, pur non essendo un progettista, ho semplicemente ragionato in termini di contenimento del consumo di suolo che, sul territorio molese, è praticamente trascurabile con la mia soluzione. E’ ovvio che l’impatto nullo si ha con l’opzione zero, ma che, in prospettiva, può essere irrealistica, in specie se la statale 16 assumerà caratteristiche autostradali per il tratto Bari-Brindisi-Lecce. In tal senso, ho proposto di utilizzare i risparmi di spesa rinvenibili dall’allargamento per prolungare la terza corsia fino all’uscita per Cozze-Conversano, in maniera da snellire il traffico vacanziero e da diluirlo su più chilometri, ma questa ovviamente è un’opzione.

      Questi raccontati sono i FATTI e le DATE.

      Legambiente, quindi, fa la sua comparsa, con interventi formali a termini di normativa, in maniera ben successiva, ma non è questo il punto. Il problema è l’atteggiamento che Legambiente tiene da decenni sul nostro territorio, come se avesse una sorta di diritto di privativa su tutto quanto riguarda le problematiche ambientali: e così non è e non può essere.

      Peraltro, evito di commentare gli attacchi diretti alla mia persona…davvero sarebbe tempo e fatica sprecata precisare che è molto di cattivo gusto credere che quando si è in quiescenza si abbia un tempo libero illimitato… non conoscendo le vite degli altri si dovrebbe avere la bontà di tacere…

      D’altronde, giusto per mia stessa memoria, l’impegno sociale e culturale chi scrive l’ha sempre praticato anche nei momenti di più intensa attività professionale e, ancora oggi, il tempo non mi basta mai per far fronte all’attività giornalistica, alla quale mi dedico come forma di puro volontariato, senza alcun ritorno economico, anzi con notevoli sacrifici e costi personali. Ma questa è un’altra storia.

      • Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! Mi sembra che sia proprio tu a non voler leggere quello che non ti piace! Quelli che hai esposto NON SONO I FATTI, ma le tue opinioni basate su elementi parziali, come si vedrà di seguito.

        Rispondo per punti riportando la numerazione usata da te usata.

        1-2) A fine 2019 alla conferenza al Castello io c’ero, non conoscendo la questione ho ascoltato per capire prima di prendere posizione. Poco dopo a dicembre, come tu stesso riconosci, abbiamo emesso un comunicato stampa in cui prendemmo nettamente posizione contro la variante: “Una variante a senso unico”, non solo per l’eccesso di consumo di suolo (come sbrigativamente dici); dicevamo chiaramente che: “poteva essere presa in considerazione la possibilità di allargare l’attuale statale 16 almeno nel tratto compreso tra Mola e Torre a Mare, lasciando in variante la parte da Torre a Mare a Bari”, dicevamo che è sbagliato continuare a puntare solo sul trasporto su strada, depotenziando contemporaneamente il trasporto ferroviario sul tratto Mola Bari.

        3) Come dovresti sapere, visto che, almeno in un caso, tu ed io eravamo presenti alla stessa videoconferenza del dibattito pubblico, durante la quale abbiamo posto domande dapprima verbalmente, che abbiamo poi formalizzato. Le nostre domande e le risposte ANAS sono contenute nel documento scaricabile dal link del dibattito pubblico http://www.dibattitopubblicobarimola.it/wp-content/uploads/Allegato1_DomandeRisposte.pdf dalla pagina 113 sino a pagina 138; nel testo pubblicato si veda la 1° domanda che inizia con: ”Quanti ettari di terreno saranno consumati nel territorio di Mola optando per il tracciato alternativo n.3, attualmente prescelto?….” ; l’ultimo quesito (pag. 136) avanza l’ipotesi del Tunnel facendo il paragone con quanto realizzato a Scansano Jonico.
        Purtroppo non sono attribuite a noi (come tutte le altre domande in quel file) ma inserite in un documento unico per scelta ANAS. Comunque subito dopo il 3 aprile 2022 abbiamo fatto un secondo comunicato stampa “Una variante troppe domande aperte” in abbiamo ripreso ina parte dei quesiti esposti nel dibattito pubblico.
        Evidentemente non ti sei “accorto” di tutto ciò, e non trovi di meglio che continuare a dire “COLDIRETTI E LEGAMBIENTE, DOVE SIETE??? L’ASSOCIAZIONE “ANTICHE VILLE” DOV’E’? E IL CENTRO RICERCHE STORICHE E ARCHEOLOGICHE? E GLI IMPRENDITORI DEL SETTORE AGRO-TURISTICO?” in un articolo del 23/3/2022 … . In sintesi un giornale tanto attento al territorio, ma evidentemente non ben informato!

        4) L’ipotesi 0 (non modificare l’attuale tratto Torre a Mare Mola della SS16), se si analizzano i dati di traffico e di incidentalità del tratto Torre a Mare Mola lasciare tutto com’è è CORRETTA, altro che, come la definisci PLEONASTICA. Come scriviamo sin dal 2019, continuare a puntare solo sul trasporto stradale depotenziando il trasporto pubblico è una scelta strategicamente ed sbagliata dal punto di vista ambientale! Ti invito a rispondere su questi elementi invece di fare questa affermazione solo perché ANAS non ha contemplato questa ipotesi, o sul fatto che Martens non ne ha parlato nei quaderni!
        Infine l’analisi che fai della proposta Martens si basa sulla vecchia versione della proposta di Martens, quella presente nei quaderni (che è stata successivamente molto cambiata proprio confrontandosi con i comitati e vedendo i luoghi). Nella versione più recente c’è la proposta del tunnel a Torre a Mare e l’allargamento della SS16 lato monte, come è possibile verificare su https://drive.google.com/file/d/1n0DYHqV3pX4kvzZ9vJjTtWoUVZrNjrtw/view?usp=drive_link (ho avuto l’OK da Martens a pubblicare questo documento), infine se riascolti la registrazione dell’intervento di Marco Martens al consiglio comunale di Mola, l’ipotesi 0 la avanza lo stesso Martens.

        5) La soluzione da te proposta è invece comunque impattante sul territorio, anche se meno di quella ANAS, perché prevede una variante (6 corsie + emergenza) per aggirare Parchitello e poi ricongiungersi all’attuale SS16. Invece il tunnel dalla zona della stazione di Torre a Mare sino all’inizio del tratto attuale della SS16 tra Torre a Mare e Mola (per poi allargare lato monte l’attuale SS16) consuma meno territorio, ma consuma meno territorio agricolo ed evita la creazione di relitti costituiti dalle parti dismesse della SS16 come si vede nella figura riportata a pagina 30 delle tue osservazioni ultime inviate ad ANAS.

        6) come si vede dalle mie risposte i tuoi ragionamenti hanno evidenti limiti. Ad esempio il consumo di suolo nella tua ipotesi è tutt’altro che “TRASCURABILE”, perché prevede comunque una parte del tragitto di qualche KM in variante; infine perché fare un potenziamento della SS16 tra Mola e Cozze consumando ulteriore territorio quando dalle previsioni di traffico non è necessaria? Perché continuare a puntare sul potenziamento del trasporto su strada?

        Al termine di tutto questo mio scritto ho solo un obiettivo: SOLO DAL CONFRONTO APERTO NASCONO LE IDEE, come la stessa evoluzione del lavoro di Martens dimostra. Il mio intervento non ha l’obiettivo di attaccarti, come tu invece non manchi occasione di fare nei confronti di Legambiente, ma difendere il nostro operato!

        Infine perché attaccare quelli che, almeno in teoria, dovrebbero stare dalla tua stessa parte della barricata? Ciascuno ha il suo modo di pensare e di fare ed i suoi tempi, proprio da queste differenze si dovrebbe trarre beneficio. Io non ho mai messo in dubbio il tuo impegno, ma non esiste un solo modo di pensare, perché devi avere questo atteggiamento distruttivo?

        Mi scuso per la lunghezza del mio intervento, ma purtroppo è necessario.

        • Rispondo anche questa volta, sperando sia l’ultima:

          1-2) Alla conferenza presso il Castello Angioino del novembre 2019, ricordo che a chiedere la parola fummo soltanto chi scrive e Pino Castellana, ma che ci fu impedito di dire alcunchè perchè nessun intervento fu consentito dagli organizzatori. Fu in base a quella negata possibilità che espressi la mia proposta nella lettera del 19/11/2019 inviata alle varie Autorità e di cui ho già detto nella risposta precedente. Della tua presenza alla conferenza tenuta al Castello non ricordo, nè di altri di Legambiente. Del Vostro comunicato del dicembre successivo ho già detto nella risposta precedente.

          3) Come tu stesso riconosci, anch’io posi domande nel corso della videoconferenza del “Dibattito pubblico” e anche le mie domande sono finite in un file unico. Ma a differenza di Legambiente, chi scrive, a nome di Mola Libera, ha lasciato precisa traccia di una precisa proposta nel “Quaderno degli Attori”, come è ancora rinvenibile in rete, con nome e cognome. Perchè non lo ha fatto anche Legambiente?
          Il comunicato di Legambiente del 3 aprile 2022, o date nello stesso mese, non risulta tra gli articoli da noi pubblicati. E’ stato inviato alla nostra redazione? Peraltro, viene citato il nostro articolo del 23 marzo 2022 che, ovviamente, è precedente al 3 aprile. E quindi di cosa stiamo parlando se non c’è nemmeno una correlazione tra quanto abbiamo scritto prima che venisse alla luce un comunicato successivo, probabilmente neppure da noi ricevuto? Boh…

          4) Sulla questione dell’opzione zero, Mola Libera ha scritto molte volte, a più riprese, che il trasporto su rotaia viene penalizzato dalle scelte di investimento su gomma nella tratta Bari-Mola (e ovunque vi sia traffico pendolare) e lo abbiamo fatto citando un dato molto preciso (ma che in tanti ignorano, evidentemente ancora oggi), e cioè l’appartenenza di ANAS e di RFI-Trenitalia allo stesso gruppo di Ferrovie dello Stato. Tale gruppo privilegia gli investimenti sull’alta velocità ferroviaria (RFI) solo sulle tratte remunerative (Trenitalia), mentre abbandona quelli del trasporto pendolare su rotaia, dove invece entra in scena ANAS, per favorire le infrastrutture per il trasporto su gomma, come nel caso della variante Bari-Mola.
          Ne abbiamo scritto tantissime volte, ma Legambiente è stata evidentemente disattenta…
          Legambiente è stata altresì disattenta quando abbiamo citato, molte volte, il più basso indice di incidentalità, peraltro esposto dalla stessa ANAS nel suo studio sulla variante Bari-Mola, che si registra nel tratto tra Torre a mare e Mola, rispetto agli altri tratti metropolitani della SS 16, compresi tra Molfetta e Monopoli. E proprio a tal riguardo abbiamo scritto più volte che il tratto Torre a mare – Mola non necessita non solo di variante ma neppure di un allargamento in questa fase, presentando basso tasso di incidentalità e traffico fluido ad eccezione di qualche week end estivo, ma come risultante di colli di bottiglia che sono altrove, a nord sulla tangenziale di Bari e a sud lungo il sistema degli accessi al mare da Cozze in giù.
          E’ ovvio che se ANAS non contempla l’opzione zero, bisogna comunque dare una risposta alle sue tre alternative e pertanto rimane pleonastico parlare di un’opzione zero non contemplata nella proposta ANAS. E quindi quella che ho considerato come più realistica tra le tre enunciate da ANAS è l’alternativa 1 (allargamento in sede), anche per esigenze di aumento futuro del volume di traffico, in specie se la SS 16 diventerà la dorsale di un’autostrada Bari-Brindisi-Lecce.
          Quindi, anche in questo caso, di cosa stiamo parlando? Si ha l’impressione davvero di avere a che fare con persone che leggono e rileggono solo se stessi. Inoltre, quanto alle proposte Martens, sempre invocato, spesso in maniera incongrua: a) nel “Quaderno degli attori” del Dibattito pubblico ANAS c’è la sua proposta del maggio 2022, altre non sono state rese pubbliche in maniera formale. E su quella ho basato il mio giudizio. b) In quella proposta si parla di due ipotesi per ovviare all’attuale ingestibile tratto San Giorgio-Torre a mare: un tunnel oppure una circonvallazione che passa attraverso Parchitello con un ponte a scavalco sulla lama. La nuova proposta di Martens non è presente nel Quaderno degli attori e non è mai stata resa nota alla stampa, almeno non a Mola Libera. Successivamente lo stesso Martens ne ha parlato da remoto in una seduta di Consiglio comunale, focalizzando la sua soluzione solo sul tunnel, come dice Legambiente? Non è chiaro. In ogni caso, un tunnel non è affatto vero che non consumi suolo. Anzi! E’ solo apparente il non consumo di suolo, infatti l’impatto ambientale di un tunnel è notevolissimo: tutto il terreno asportato? E l’impatto (come lo stesso Martens avverte) sulla falda acquifera? Che fine fa lo scorrimento della falda che viene impattata da uno scavo notevole anche per profondità? La falda deve comunque trovare uno sbocco al mare, se viene impattata, deviata o comunque ostacolata può creare notevoli problemi strutturali in seguito. Ma intanto ci “innamoriamo” del tunnel… citando addirittura a sproposito Scanzano Ionico dove il tunnel è appena di 450 metri (dati ANAS), mentre la distanza tra San Giorgio e Torre a mare è di 4,2 Km. (Guida Michelin), ma anche se fosse un tratto più contenuto, si parla comunque di almeno 1,5-2 km.. Peraltro, la soluzione con il tunnel non solo è la più costosa da realizzare, ma è anche la più onerosa da manutenere.

          5-6) La soluzione proposta da Mola Libera, che non ha nessuna pretesa di scientificità ma di semplice osservazione del territorio, si basa sulla realizzazione di una circonvallazione tra San Giorgio e Torre a mare per il tratto strettamente necessario ad evitare l’impatto con l’attuale fronte abitativo e a raccordarla poi a valle con l’attuale SS 16 nella zona del Barion, con curvature che devono essere studiate dai tecnici, non certo da me. Inoltre, la mia proposta di eventuale passaggio a tre corsie fino a Cozze, nel caso di allargamento in sede, è solo un’opzione nell’ottica di una trasformazione futura dell’attuale statale 16 nella dorsale autostradale Bari-Brindisi-Lecce, anche con l’obiettivo di decongestionare gli obiettivi picchi di traffico estuvi che si ripercuotono verso nord, partendo da Monopoli-Polignano-Cozze. Ma, ripeto, è solo un’opzione. Sul trasporto su gomma-trasporto ferroviario ho già chiarito ed è inutile ripetersi. Se poi ANAS accetta un tunnel nel tratto San Giorgio-Torre a mare ed è tecnicamente fattibile senza impatto sulla falda, per me va benissimo. L’importante è che non venga toccato il territorio comunale molese con la devastante variante.

          CONCLUSIONI. “Il mio obiettivo non è attaccarti”… scrivi. Infatti… proprio come nel 2005 (ho una buona memoria e soprattutto tanta documentazione), quando Legambiente (addirittura, fu scomodata quella nazionale) emanò un comunicato nel quale, in piena campagna elettorale, venni bollato come provocatore e cose simili solo per aver portato all’attenzione della Vostra associazione lo scempio edilizio che si voleva realizzare, con il Piano Urban, nella zona tra Loreto e la radice del molo di Levante… Furono fatti perfino volantini da parte della coalizione di un candidato sindaco che riportavano questi “lusinghieri” giudizi in mio danno, ripresi da quel comunicato, su chi, come me, aveva chiesto protezione per l’habitat costiero e si trovò invece accusato! Altro che “atteggiamento distruttivo”! Non ci fu ieri, non c’è oggi. C’è solo la ricerca, attraverso l’attività giornalistica, anche in campo ambientale, di portare alla luce le questioni più spinose senza condizionamenti. E se ci sono proposte, come in questo caso, esse non hanno la pretesa di essere il “verbo”, ma un contributo alla comunità.

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