L’impegnativa dichiarazione del Sindaco di Mola è stata rilasciata nel corso del convegno cittadino, organizzato dalla minoranza consiliare lo scorso mercoledì 13 marzo al Castello Angioino, con la presenza, oltre che del primo cittadino molese, dei Sindaci di Noicattaro e di Triggiano e dell’ing. Marco Martens, esperto in costruzioni stradali. Peraltro, Raimondo Innamorato, Sindaco noiano, ha lanciato una proposta precisa agli altri due colleghi: sottoscrivere insieme un appello all’ANAS per chiedere il rinvio dell’avvio della conferenza di servizi, al fine di consentire una piena e adeguata valutazione delle ipotesi alternative alla variante illustrate dall’ing. Martens nel corso della serata.
Come abbiamo anticipato sulla nostra pagina Facebook con foto dell’incontro, mercoledì scorso, 13 marzo, a partire dalle ore 20:00, nel Castello Angioino di Mola, con grande partecipazione di pubblico, si è svolto l’incontro sulle possibili alternative alla soluzione 3 ANAS per la variante alla statale 16, organizzato dai consiglieri di minoranza, coordinato da Giangrazio Di Rutigliano.
La serata ha visto la partecipazione al tavolo dei relatori dell’ing. Marco Martens, esperto in costruzioni stradali, e dei Sindaci di Mola, Giuseppe Colonna, di Noicattaro, Raimondo Innamorato (sostituito nella fase iniziale dall’ing. Vito Santamaria, Assessore all’Urbanistica e LL.PP.) e di Triggiano, Antonio Donatelli. Assente il Sindaco del Comune di Bari, Antonio Decaro.

In apertura, l’ing. Martens, che da tempo segue in maniera, oltre che competente, appassionata e disinteressata la complessa vicenda, ha illustrato in maniera ampia, documentata dalla proiezione di numerose slides, le possibili alternative (ben quattro) alla soluzione proposta dall’ANAS che, come è noto, consiste in un nuovo percorso stradale.
Tale percorso, originando dalla tangenziale di Bari, all’altezza di Mungivacca, si sviluppa all’interno delle campagne di Triggiano, di Noicattaro e di Mola, impattando peraltro fortemente sulle lame San Giorgio e Giotta, che costituiscono un unicum dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
L’ingegner Martens ha fatto una precisazione molto importante, mettendo bene in evidenza come la soluzione di allargamento in sede tra Mola e Torre a mare, potendosi eseguire sulle complanari, in prevalenza a monte, non impatterà assolutamente sulla viabilità ordinaria nel corso dei lavori, fugando così una delle principali avversità del Sindaco Colonna a tale proposta alternativa.

Peraltro, Martens ha avuto modo di confutare le controdeduzioni di ANAS alle sue proposte di alternativa progettuale, evidenziandone l’inconsistenza tecnica e la strumentalità. L’esperto in opere complesse di ingegneria stradale ha portato numerosi esempi di tecniche alternative alle soluzioni in variante, già utilizzate in numerosi casi lungo la penisola, a cominciare dalla Toscana.
Ricordiamo che l’allargamento in sede tra Mola e Torre a mare fu proposto da “Mola Libera” fin dal novembre 2019 e ribadito con le “Osservazioni” formali sia nel corso della procedura di “Dibattito pubblico”, organizzato da ANAS in base alle disposizioni di legge, che in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) promossa dal Ministero per l’Ambiente, non ancora conclusa. E’ per questo motivo che il nostro giornale ha avuto diritto di intervento programmato nel corso dell’incontro, dopo quelli dei rappresentanti istituzionali, insieme a Legambiente: anche questo sodalizio ha presentato osservazioni.
Dopo l’intervento di Martens, prima il Sindaco di Triggiano Donatelli e poi quello di Noicattaro Innamorato hanno ribadito a chiare lettere il deciso No dei rispettivi Consigli comunali alla variante.
In particolare, Antonio Donatelli, con un discorso molto chiaro, razionale e che denota una preparazione politico-amministrativa di livello ben apprezzabile, ha evidenziato come il No alla variante della Giunta e del Consiglio comunale sia scaturito dalle riunioni, a Triggiano, di un Osservatorio cittadino istituito per affrontare la questione. In particolare, la comunità triggianese si è dimostrata molto sensibile al tema ambientale della lama San Giorgio, unica risorsa naturalistica di un territorio comunale che risulta essere il più piccolo tra quelli dell’Area metropolitana, e quindi l’Osservatorio si è espresso nettamente contro.
Il punto di svolta politico dell’incontro si è avuto quando il Sindaco di Noicattaro Innamorato – dopo aver rimarcato la contrarietà della sua comunità cittadina alla variante, sia per ragioni ambientali (il territorio noiano è attraversato da due lame: San Giorgio e Giotta) che per la distruzione e il depauperamento di un’ampia fascia di pregiata produzione agricola – ha invitato gli altri due Sindaci a firmare un documento congiunto da inviare all’ANAS per chiedere di rinviare la convocazione della conferenza di servizi al fine di giungere ad un esame approfondito delle soluzioni alternative offerte dall’ing. Martens, che possa trovare la condivisione tra tutti gli attori coinvolti (Comuni, ANAS, Regione, Città Metropolitana, Ministero).
Peraltro, l’invito di Innamorato a formulare congiuntamente la nota è altresì finalizzato a respingere qualsiasi ipotesi di commissariamento governativo dell’opera. La nuova fase, assolutamente decisiva, si aprirà una volta che il Ministero dell’Ambiente avrà terminato la procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
Il Sindaco Donatelli si è detto subito favorevole, senza condizioni, mentre il Sindaco Colonna è apparso più problematico, pur dicendosi favorevole a proseguire l’iniziativa con gli altri Sindaci, Decaro compreso.
Colonna, con una posizione ondivaga, ha prima sottolineato che la soluzione dell’allargamento confligge con gli interessi della comunità molese (non spiegando però cosa ci differenzia dagli altri due contesti territoriali), poi ha specificato che anche un’ulteriore possibilità offerta da Martens, e cioè il tracciato di un “corridoio” stradale parallelo alla linea ferroviaria, andrebbe ad impattare sulle colture agricole della zona, in particolare sui tendoni di uva da tavola numerosi lungo il tracciato ferroviario.
Tuttavia, Colonna ha dimostrato in questo caso, come spesso gli accade, di essere di memoria corta…insomma, un Biden in salsa molese, sia pure l’età dovrebbe giocare a suo favore.
Infatti, quella di realizzare un tracciato in variante parallelo alla linea ferroviaria, è un’ipotesi riportata nelle sue Osservazioni, in qualità di Sindaco, nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del Ministero dell’Ambiente… Quindi, Colonna smentisce se stesso… e non è la prima volta!
Ecco infatti cosa ha riportato il Sindaco di Mola, a nome del Comune, nelle sue Osservazioni alla procedura ministeriale di VIA: “Per quanto sopra esposto si chiede di verificare la possibilità di definire un nuovo tracciato, anche parallelo
alla ferrovia, che non suddivida il territorio comunale e ne modifichi il suo aspetto”.
Inoltre, Colonna ha pure parlato dell’impatto che una delle soluzioni dell’ing. Martens avrebbe sulla zona industriale molese, e in particolare sullo stabilimento della SITAEL.
Tuttavia, dall’evidenza della mappa satellitare si evince molto chiaramente che un allargamento in sede dell’attuale tracciato (per il quale, in quella zona, esistono spazi notevoli ai suoi margini) non potrebbe che fare, invece, molto bene allo sviluppo dell’intera zona industriale molese (ora in realtà ben poca cosa) e, ovviamente, alla stessa SITAEL, che ne avrebbe vantaggi immediati, a differenza del tracciato ANAS in variante. Un percorso, infatti, penalizzante per l’area produttiva, poichè si innesta sull’uscita per Rutigliano, tagliando quindi fuori le uscite sia di Mola Nord che di Mola Zona Industriale.
E un Sindaco che non sa queste cose, evidentemente non conosce il proprio territorio…
Ma veniamo alla parte più “compromettente” delle dichiarazioni, ormai sempre più politicamente scottanti (come nel caso della questione Martucci), di Colonna.
Il Sindaco di Mola, infatti – pressato dall’orientamento chiaramente negativo alla variante dei suoi colleghi di Triggiano e Noicattaro e dalla proposta di Legambiente, formulata nel corso dell’incontro dal suo rappresentante molese Ronnie Berlen, per una soluzione alternativa alla variante che lasci inalterato l’attuale tratto Torre a Mare – Mola – si è lasciato andare nel dichiarare che – tenuto conto delle notevoli complicazioni generate, a suo parere, anche dall’allargamento in sede – l'”opzione zero” potrebbe essere la soluzione migliore.
Si è trattato di una dichiarazione indubbiamente molto impegnativa dal punto di vista politico, probabilmente dettata in chiave retorica, ma che i presenti hanno valutato con estremo favore, chiedendo a Colonna di far seguire una siffatta dichiarazione di principio dai fatti, a cominciare dalla firma della nota congiunta con gli altri Sindaci proposta da Innamorato.
Cosa farà ora Colonna?
Nel corso dell’incontro ha risposto al suo collega di Noicattaro che ha bisogno di tempo per decidere, sebbene Maria Teresa Fatone, rappresentante dell’Associazione ambientalista “Le vedette della lama“, lo abbia incalzato ad aderire all’invito e, comunque, a portare avanti la sua dichiarazione favorevole all’opzione zero.

Ora, il Comitato inter comunale, che raggruppa le associazioni locali contrarie alla variante, attende che i tre Sindaci si muovano, mantenendo fede alla promessa, entro una settimana dall’incontro, come è stato dichiarato tra le mura dell’antico maniero.
Il tempo sta già per scadere, ma si sa che in politica le scadenze temporali e gli impegni si misurano in anni luce…
Il problema in realtà più serio si pone per la tangibile ipotesi di un commissariamento governativo dell’opera, che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha già chiesto al Governo centrale, sapendo che in conferenza di servizi non ci sarà l’unanimità e che i Consigli comunali di Noicattaro e Triggiano voteranno sicuramente contro la variante urbanistica che recepisca, nei rispettivi Piani regolatori, la nuova opera stradale proposta, e finora imposta, dall’ANAS, dalla Regione e dal doppio ruolo del solito convitato di pietra, il Sindaco in “doppioassetto”, cioè Antonio Decaro, primo cittadino di Bari e della Città Metropolitana, enti che sono entrambi favorevoli alla soluzione più impattante.
Un commissariamento che “Mola Libera“, nel suo intervento al Castello Angioino con il direttore responsabile Andrea G. Laterza, ha invitato i Sindaci ad evitare assolutamente, tenuto conto di quanto, nella stessa serata, ha dichiarato l’avv. Filippo Colapinto, del Gruppo di Intervento Giuridico. Per Colapinto, infatti, il commissariamento governativo implica l’esercizio sostitutivo nell’azione dei Consigli comunali. In sostanza, il Commissario governativo potrà approvare anche la variante urbanistica ai singoli Piani regolatori dei comuni interessati, introducendo così nella strumentazione programmatoria comunale la nuova mega arteria stradale.
Un tratto viario che presenta, in ogni caso, come è stato rilevato nel corso dell’incontro, costi esorbitanti. Infatti, il costo dell’opera è lievitato, in corso di valutazione progettuale, fino a raggiungere 580 milioni di euro, per appena 19 chilometri, dagli iniziali 250 milioni. In poche parole, con un costo di circa 30 milioni di euro a chilometro: valori che si possono trovare, e non sempre, soltanto nei nuovi percorsi stradali sugli Appennini, laddove interessati da trafori e gallerie.
E, inoltre, come ha detto il Sindaco di Noicattaro, chi pagherà la differenza di circa 330 milioni, attualmente non coperti da finanziamento? Innamorato è stato chiaro: se qualcuno crede di sottrarre risorse ai fondi comunitari del PNRR destinati alla solidarietà sociale, come egli ha paventato, per destinarli alla variante, ha fatto male i suoi conti e troverà una ferma opposizione nelle comunità locali.
Peraltro, l’inutilità dell’opera nel tratto Mola – Torre a mare è assolutamente conclamata dagli stessi dati pubblicati dall’ANAS, come hanno fatto rilevare Legambiente e Mola Libera nel corso dell’incontro.
Infatti, non solo i volumi di traffico in quel tratto sono i più bassi dell’intero percorso da sottoporre a variante, e non si prevedono in aumento (Legambiente), ma prendendo in considerazione l’attuale segmento di statale 16 tra Molfetta e Monopoli, è l’ANAS a dichiarare che nel tratto Torre a mare – Mola si verifica il più basso tasso di incidentalità, come ha fatto rilevare “Mola Libera”.
E quindi? A chi giova quest’opera?
Se si esclude l’oggettiva necessità di dare una soluzione ai pochi chilometri della tratta San Giorgio – Torre a mare, l’unico vero imbuto esistente, tutto il resto non si giustifica. O forse sì, se si guarda ad un’ottica che va oltre la variante.
E qui entriamo in un altro campo minato, e cioè il declassamento a due corsie dell’attuale tratta Mola – Bari della statale 16, che il progetto ANAS di variante si propone di realizzare immediatamente dopo, anche se non esistono, almeno al momento, fonti di finanziamento.
Un declassamento apparentemente inspiegabile, ma che trova un fondamento in una gigantesca operazione di speculazione edilizia e immobiliare della quale cominciano ad arrivare le prime avvisaglie.
Ma di questo avremo modo di riparlarne.
Intanto, le associazioni del territorio aspettano che il Sindaco Colonna faccia seguire le parole ai fatti: l’opzione zero non può attendere.





