SCANDALOSA, questo è il termine probabilmente più appropriato per definire l’opera: 19,6 Km. al costo di oltre 46 MILIONI di euro a chilometro. Ormai, è diventato evidente a tutti, anche a quanti hanno sostenuto inizialmente l’opera, come il Sindaco di Mola, che si tratta di un progetto devastante per un territorio agricolo condannato inesorabilmente a perire con la distruzione di centinaia di ettari di terreno fertile e ben coltivato. I Sindaci di Noicattaro, Triggiano e Mola hanno finalmente trovato un’unica voce e presentato formalmente la contrarietà dei tre comuni in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Anche “Mola Libera”, come decine di associazioni e cittadini della zona interessata, ha formulato nuove “osservazioni” alla variante ANAS, proseguendo nell’impegno iniziato fin dal 2019, all’indomani dell’infausto convegno organizzato a Mola, che vide il Sindaco Colonna, l’intera maggioranza, accademici e politici regionali plaudire alla variante.
I FATTI
Dopo la procedura di cosiddetto “Dibattito Pubblico”, indetto a norma di legge dall’ANAS nel 2022, si aprì presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) la fase di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per il progetto di variante della statale 16 nel tratto Bari – Mola.
Una valutazione che è rimasta ferma presso il Ministero per diverso tempo, in attesa dei chiarimenti richiesti dagli organi ministeriali all’ANAS.
Dopo un lungo periodo di stasi, l’ANAS ha fatto pervenire i dettagli richiesti e si è così aperta una nuova fase per le “osservazioni” degli enti locali, delle associazioni e dei cittadini.
Ricordiamo che Mola Libera presentò le proprie considerazioni e proposte già nella fase iniziale, precedente all’apertura del “Dibattito pubblico”, a seguito di un convegno di presentazione della variante organizzato a Mola, presso il Castello Angioino, nel novembre 2019, dal movimento “Futura” facente parte, all’epoca, della maggioranza di centrosinistra.
Ecco come andò quel pubblico incontro, che vide il Sindaco di Mola, l’intera sua maggioranza e tutti i relatori, politici, burocrati e tecnici, tra cui la prof.ssa Angela Barbanente, favorevoli alla variante:
Ma di tempo, da allora, ne è passato. Come si è detto, Mola Libera presentò una lettera di proposta alternativa alla variante, inviata a tutti gli organi competenti, con l’allargamento in sede, almeno nel tratto Torre a mare – Mola, che non ebbe alcuna risposta.
Nel frattempo si organizzò un Comitato di difesa del territorio, composto da associazioni e singoli cittadini, che raggruppò le tre realtà maggiormente penalizzate dal progetto della variante: Noicattaro, Triggiano e Mola che avviò dibattiti, riflessioni e proposte, fino ad arrivare, come si è detto, alla fase del “Dibattito Pubblico” indetto da ANAS. Una procedura che si concluse con il ribadire da parte di ANAS la soluzione 3, cioè quella a maggiore impatto ambientale, nonostante le decine di Osservazioni pervenute dal comitato territoriale e da numerose realtà associative e singoli cittadini.
Anche Mola Libera partecipò all’intera fase, con la presenza ad incontri e anche sopralluoghi organizzati da ANAS, e aggiornando la propria posizione con l’invio delle “Osservazioni” formali inserite nel cosiddetto “Quaderno degli attori” stilato da tale ente stradale.
Nel corso di questa fase si affiancò all’azione dei comitati territoriali l’esperienza e la tecnica dell’ing. Marco Martens, progettista di numerose grandi opere stradali e ammodernamenti, che non ha fatto mancare il suo prezioso contributo e la sua sagacia nel proporre la soluzione alternativa dell’allargamento (data sempre come impossibile da ANAS) nel tratto più critico San Giorgio – Torre a mare. Una proposta che ha messo in crisi le certezze sempre sostenute da ANAS.
Si aprì successivamente, come è stato anticipato, la fase della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente (MASE). Una fase che è ancora aperta a seguito di ulteriori chiarimenti forniti da ANAS e che sono stati sottoposti ad una nuova tornata di Osservazioni.
E veniamo quindi all’attualità.
La fase delle osservazioni si è conclusa domenica 19 aprile (in realtà, lunedì 20 trattandosi di scadenza nel giorno festivo).
La novità più importante da registrarsi è il compattarsi dei Sindaci di Noicattaro, Triggiano e Mola intorno ad una posizione unitaria che, finalmente, ha visto il Sindaco Colonna mettere da parte l’adesione iniziale alla posizione del Comune di Bari (fin dal primo momento favorevole alla variante), e le successive ambiguità e oscillazioni nel “dico non dico” del politichese, con un colpo al cerchio della variante e uno alla botte del diniego ad essa.
Il “cerchiobottismo” di Colonna è finalmente venuto meno nei giorni scorsi, quando il Sindaco di Noicattaro, a nome suo e degli altri due Sindaci, ha reso pubblico il seguente documento di accompagnamento alle Osservazioni dei Comuni di Noicattaro, Triggiano e Mola:


Successivamente, il Comune di Mola ha diffuso il seguente comunicato stampa:
Lo scorso 18 aprile i Comuni di Triggiano, Noicattaro e Mola di Bari hanno trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le proprie osservazioni alle controdeduzioni presentate da ANAS nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa al progetto di variante alla SS16. Il documento è frutto di un percorso condiviso e partecipato, che ha visto lavorare fianco a fianco le tre Amministrazioni Comunali, insieme a comitati e associazioni attive sul territorio.
Nelle premesse al documento le Amministrazioni riconoscono l’urgenza di dotare il territorio di un asse viario innovativo, capace di decongestionare il traffico della Tangenziale di Bari, incrementare i livelli di sicurezza e favorire lo sviluppo economico dell’area metropolitana. Non vi è, pertanto, alcuna opposizione preconcetta all’opera, ma la ferma volontà di collaborare per una sua realizzazione efficiente e razionale, oltre che sostenibile sia dal punto di vista dell’impatto su territori di pregio che dal punto di vista economico.
Tuttavia, analizzando il progetto proposto da ANAS, vengono evidenziate criticità e aspetti che fanno scaturire una serie di valutazioni, peraltro espresse da figure professionali specialistiche, che mettono in luce le conseguenze negative che l’opera, così progettata (Alternativa 3), produrrebbe relativamente ai diversi ambiti.
Nelle 12 pagine del documento le Amministrazioni Comunali rilevano una serie di criticità che rendono l’opera “non sostenibile” sotto il profilo economico, ambientale e sociale: esplosione dei costi (dai 250 milioni di euro inizialmente stanziati ai 900 milioni di euro), un costo per chilometro esorbitante (circa 45-50 milioni di euro/km, tra i più alti d’Italia per opere di questa tipologia), il significativo impatto ambientale e le carenze nella tutela della biodiversità.
“La posizione del Comune di Mola di Bari è chiara – ha commentato a margine il sindaco di Mola di Bari, Giuseppe Colonna – Non siamo contrari alla variante in linea di principio ma riteniamo che ogni intervento debba essere valutato con estrema attenzione rispetto all’impatto che produce sul territorio e sul sistema agricolo locale. Per questo motivo abbiamo proposto coerentemente a quanto da sempre sostenuto che nel tratto che va da Torre a Mare fino a Mola di Bari non venga alterato nulla dell’assetto attuale. L’unica alternativa alla soluzione progettata è per noi la “Alternativa 0”: nessun intervento nel tratto da Torre a Mare a Mola”.
“È una richiesta fondata su dati, su valutazioni tecniche e sul rispetto di un territorio che ha un valore ambientale, paesaggistico e agricolo che non può essere sacrificato senza forti motivazioni – ha concluso Colonna – Continueremo a seguire ogni fase del procedimento con la massima attenzione, mantenendo un confronto aperto con ANAS, con i Comuni partner e con la nostra comunità”.
Quindi, Colonna finalmente si allontana definitivamente dalla Soluzione 3 di ANAS, tanto cara a Decaro, già da Sindaco di Bari e della Città Metropolitana di Bari, nonché da dirigente in aspettativa dell’ANAS, per sposare l’opzione “zero”, cioè il rifiuto di interventi sul territorio molese nel tratto Torre a mare – Mola.
Vedremo se e come Decaro accetterà o meno questa posizione di uno dei suoi principali “supporter” in ambito politico su scala metropolitana. E se Colonna si farà o meno condizionare.
Intanto, non c’è che da prendere atto della nuova posizione del Sindaco che, finalmente, fa fronte comune con i suoi colleghi, isolando il Sindaco di Bari Vito Leccese.
In ogni caso, le Osservazioni, non solo dei tre Comuni, in maniera congiunta e singola, sono arrivate nei giorni scorsi al MASE, ma anche quelle di comitati, associazioni e singoli cittadini.
In particolare, al nostro giornale sono apparse molto interessanti quelle formulate dal sig. Vito Tatone, tra i più attenti nel seguire l’intera vicenda, che ha formulato osservazioni molto pertinenti e incisive.
Mola Libera, nel chiederne l’autorizzazione, ha voluto contribuire ulteriormente condividendo, nelle proprie osservazioni, una parte significativa dei rilievi formulati da Tatone.
In particolare, sono due le considerazioni molto importanti che abbiamo rilevato nelle sue controdeduzioni ad ANAS:
1) L’impatto che la realizzazione di un nuovo così devastante asse stradale avrebbe nella diffusione del vettore della Xylella: infatti, autorevoli studi scientifici hanno accertato che tale vettore (la sputacchina) si sposta lungo i più rilevanti tracciati stradali che originano dalle zone infette o le attraversano, diffondendo quindi il batterio a distanze anche ragguardevoli. E ciò è proprio quanto accadrebbe con la variante che andrebbe ad interessare il territorio di Triggiano, dove la Xylella si è già diffusa con una particolare variante che attacca non solo l’olivo ma anche la vite (e quindi l’uva da tavola) e diversi alberi da frutta (ciliegio, mandorlo, ecc.).
2) Al fine di superare la criticità attuale tra San Giorgio e Torre a mare, la proposta di utilizzare l’area di sedime del tracciato ferroviario che è in corso di dismissione tra Bari centrale e Torre a mare (con la costruzione di un nuovo percorso interno), nel tratto tra San Giorgio e Torre a mare, laddove i binari, infatti, corrono paralleli alla strada statale attuale. Si comprende benissimo che in tal modo il consumo di suolo verrebbe ancor più limitato rispetto alla stessa soluzione dell’ing. Martens che aveva già proposto di realizzare uno “sfiocco” dell’attuale statale per passare oltre il tratto critico, ma con alcune opere maggiormente impattanti a monte dell’attuale statale.
Pubblichiamo quindi le Osservazioni di “Mola Libera”, a nome del nostro direttore responsabile, che, nella seconda parte, dettagliano nello specifico l’intuizione del sig. Tatone sull’ampliamento nel tratto San Giorgio – Torre a mare, con una soluzione di bypass già proposta dal nostro giornale nel novembre 2019, ma oggi molto più specifica, puntuale e mirata.
Ovviamente, non si tratta di un’alternativa con modalità ingegneristiche, ma soltanto con carattere funzionale: spetterà ai tecnici del Ministero dell’Ambiente valutarne la fattibilità per evidenziare ad ANAS come non esista una soluzione precostituita, soprattutto nell’ottica di preservare il territorio da una devastazione inutile che, in realtà, è portatrice a livello politico di ben altri obiettivi territoriali. Ma di questo parleremo in una successiva occasione.




