Un lettore, residente nella storica strada, ci scrive esasperato dall’incessante flusso veicolare che percorre una via inibita al traffico, senza che la Polizia Locale intervenga e nell’assenza di provvedimenti concreti del Sindaco e della Giunta comunale. Ecco il suo accorato appello e le nostre considerazioni.
Riceviamo da un nostro lettore (della cui identità siamo a conoscenza), residente in Via Crispi, e pubblichiamo:
Buongiorno “Mola Libera”,
per favore aiutateci almeno voi.
In via Crispi macchine che vanno e vengono addirittura in senso opposto, parcheggi selvaggi che non ci permettono addirittura di aprire le finestre e le porte delle abitazioni.
Fu detto dal Sindaco che ci sarebbero state le telecamere per multare chi non ha il diritto di passare, ma dopo due anni nulla si è concluso.
Vigili assenti perché ogni volta che vengono chiamati la pattuglia non è disponibile.
Vi prego segnalatelo almeno voi con la speranza che si muova qualcosa.
Noi tutti i residenti di via Crispi stiamo pensando di bloccare la strada con dei blocchi di cemento, perché siamo esasperati!!!
Grazie.
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NOSTRO COMMENTO
Che dire? Quando i cittadini esasperati non trovano riscontro nel Comune e nei suoi Amministratori e sono costretti a rivolgersi alla stampa quale ultima spiaggia, significa che la situazione è gravissima.
Ed in effetti tutta la viabilità molese è in condizioni assurde e deprecabili e, ancor di più, lo sono casi come quello di Via Crispi, nel cuore di Mola.
Una storica strada, realizzata molti secoli fa, per rispondere ai bisogni della civiltà contadina, e che vede oggi i suoi residenti maltrattati dalla prepotenza di automobilisti che se ne infischiano altamente di divieti e codice della strada.
Residenti, allo stesso tempo, ignorati da decenni e, pertanto, maltrattati due volte dalle Amministrazioni comunali che si sono succedute.
Via Crispi è una di quelle arterie con un divieto di transito assolutamente misconosciuto, con l’aggravante dell’offesa arrecata ad abitazioni situate a stretto ridosso del percorso veicolare, inibito solo di facciata.
E così i gas di scarico penetrano nelle abitazioni, in specie al pian terreno, inquinando gravemente gli ambienti in cui si soggiorna, ci si alimenta, si dorme. I rumori del traffico aggiungono inquinamento acustico. Perfino la libertà di uscire e di entrare nelle abitazioni viene meno, come testimonia il nostro lettore.
Cosa attende il Sindaco ad intervenire; cosa attende il suo delegato al Traffico, l’Assessore Orlando; cosa aspetta il Comandante della Polizia Locale?
Non chiacchiere, ma provvedimenti concreti.
Non apparizioni episodiche dei Vigili per qualche contravvenzione pro forma, per poi lasciare che l’andazzo continui indisturbato, magari fino alla prossima protesta.
Come chiedono i residenti, servono telecamere di controllo per multare in maniera automatica e informatizzata i trasgressori non autorizzati.
A Mola, si è parlato delle tecnologie di controllo delle zone a traffico limitato (ZTL) fin dal 2004: chi dirige questo giornale (all’epoca in veste di consigliere comunale) organizzò un incontro pubblico nella saletta del Palazzo Roberti, invitando il prof. ing. Mario Binetti, docente al Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti al Politecnico di Bari, a parlare del cosiddetto “vigile elettronico”, una normativa che era stata da poco approvata dal Parlamento e che già vedeva grandi e piccole città dotarsi dei primi controlli informatizzati per tali ambiti urbani.
Le risultanze del convegno furono sottoposte all’Amministrazione pro-tempore: fu risposto che si trattava di una normativa in odore di incostituzionalità… (sic!) e che comunque il Comune di Mola aveva appena fatto un investimento per l’acquisto dei dissuasori mobili (i cosiddetti “pistoni a scomparsa”).
I risultati si sono poi visti nel tempo: comuni anche più piccoli di Mola si sono dotati degli accessi informatizzati alle ZTL, con telecamere di controllo, mentre Mola è rimasta, come al solito, al palo… e per giunta senza che i dissuasori mobili siano mai entrati in funzione (diventati quindi… “immobili”).
Ora, a distanza di 17 anni, siamo al punto di partenza: nessun varco elettronico è mai stato implementato nel nostro Comune, nonostante la tecnologia abbia fatto nel frattempo passi da gigante, mentre si sprecano le continue e stucchevoli dichiarazioni di “faremo”, rilasciate via web senza che nulla costi.
Tutto mentre si annuncia un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), in poche parole il Piano del Traffico, che definire “aria fritta” significa dare sostanza agli ectoplasmi.
Quando verranno messi al primo posto i bisogni concreti dei molesi? Quando si smetterà di produrre solo quintali di carte inutili e mucchi di bit che girano in rete senza costrutto, e si darà invece spazio alla vera sostanza delle decisioni operative?
I residenti di Via Crispi (e non solo loro) attendono FATTI, non chiacchiere che i “social” si portano via.
(Andrea G. Laterza)






Andate in Comune per chiedere un appuntamento col Sindaco, o se può ricevervi subito e ricordategli la sua affermazione sulle telecamere, è la vostra esasperazione dopo anni e anni. Affermare sempre che non ci sono pattuglie disponibili vuol dire negare l’esistenza del problema, è quindi anche inerzia degli stessi. Chiudere la strada con blocchi di cemento non è conveniente neanche per voi, come fate a passare voi stessi con la spesa e quant’altro. Poi incorrereste in sanzioni e non è proprio il caso. Andate dal Sindaco, è vostro diritto è dovere, andate in Comune, è obbligato a sistemare il problema.
Devo ammettere che ho sorriso di gusto nel leggere il seguente periodo – “senza che la Polizia Locale intervenga” – nella lettera di (ormai esasperata) denuncia del mio sfortunato “corresidente”, con il quale condivido purtroppo quel senso di rabbia, che riconosco di non saper più padroneggiare abilmente come una volta. Mi trovo solo in parte daccordo con questa constatazione. Il perchè è presto detto.
Qualche giorno fà, abbastanza inaspettatamente ho ricevuto visita della polizia locale, la quale mi invitava, con impeccabile cortesia e visibile imbarazzo, in seguito a segnalazione, a trovare un metodo per silenziare, in maniera efficace e risolutiva, i miei pappagallini che, parrebbe, rappresentano uno sgradevole elemento di novità nella zona. Conslusione: ho dovuto trovare una nuova sistemazione per i miei cari pappagallini, responsabili di picchi di dB(A) assolutamente inaccettabili, translarli da un luminoso e arioso balcone, ad una meno ospitale stanza.
L’intervento c’è stato, ed è stato pure tempestivo. Di cosa parliamo!?
Ho riflettuto parecchio e dunque giunto alla conclusione che tutto si riduce ad una mera lista di priorità. Non si può risolvere tutto e subito, in poco tempo e con limitate risorse. Si è dunque obbligati ad intervenire attenendosi rigidamente ad una lista delle priorità. Semplice e geniale! Tutti dovrebbero provarlo, funziona! Ad oggi, a me pare, che silenziare la molesta coppia di volatili è più prioritario dell’ annoso problema del traffico. E così sia!
Concludo invitandovi a trovare una risposta alle seguenti domande, alle quali io personalmente ho già trovato risposta: cosa è oggetivamente prioritario? Cosa o chi detta la lista delle priorità? In qualità di quale titolo nobiliare il segnalatore dei pappagalli molesti è riuscito ad ottenere un così tempestivo intervento (potrebbe essere il nostro nuovo fulcro su cui fare leva ai fini di una maggiore considerazione)? Come intervenire attivamente su questa graduatoria? Come sovvertire i singoli pesi specifici di queste priorità? Quando finirà finalmente via Crispi di essere finalmente l’arteria-cloaca del nostro paese?
Questa la mia lista in qualità di residente di via Cripi:
1. CHE SIA REALMENTE UNA VIA A TRAFFICO LIMITATO AD USO ESCLUSIVO DEI SOLI SUOI POVERI RESIDENTI
2. PULIZIA (assente, siamo in una arteria fognaria diprimo’ordine, tra escrementi canini, disgustose pozzanghere paglierine e scariche diarroiche – giuro che non è uno scherzo!!!)
3. PAVIMENTAZIONE (chianche basculanti)
4. COMUNICAZIONI CITTADINI VS POLIZIA LOCALE (una più celere risposta alle PECs, sono al sesto “remider” ma ancora nessuna risposta)
Cara redazione buon lavoro, e grazie dell’opportunità offertaci dal vostro provvidenziale riflettore. Noi, in qualità di residenti, continueremo a dare battaglia con tutti i mezzi possibili! Kopf hoch!!!
Tschüß,