Il cittadino Nicola Lucente – inascoltato da Colonna e da Berlen, dopo aver segnalato pubblicamente più volte il disastro al quale si stava andando incontro, e chiesto immediati correttivi in corso d’opera – commenta severamente le recenti e incredibili dichiarazioni dell’Assessore Berlen, effettuate nella seduta consiliare dello scorso 28 febbraio. In sostanza, i lavori dovranno essere eseguiti nuovamente per chiari errori progettuali ed esecutivi. Ma si confida in nuovi finanziamenti… Chi pagherà i danni alla collettività?
Riceviamo dal sig. Nicola Lucente e pubblichiamo:

Non posso, non possiamo continuare ad essere presi in giro.
Durante il consiglio comunale del 28,02,2022 ho seguito l’intervento del consigliere Diperna relativamente all’annosa problematica di via Giovanni e Vito Laterza.
Perché annosa e perché problematica? Semplice! Quando i lavori pubblici vengono eseguiti con superficialità, si è costretti a “ritornarci”, cioè a rimetterci le mani, dunque soldi.
L’intervento del consigliere Diperna si è articolato su numerosi aspetti che ha portato a definire l’oggetto dello stesso una “strada sbagliata”.
L’assessore Berlen, rispondendo al consigliere, giustifica l’opera, cioè il rifacimento della strada con annesso marciapiede monolaterale, quale azione momentanea per mettere in sicurezza quel tratto di strada, per poi pensare ad ottenere fondi atti a realizzare ciò che da decenni è ormai ovvio quando si realizza ex novo un tratto di strada, ossia: larghezza sufficiente ad includere marciapiedi a norma – è importante sapere che siamo in assenza di limiti architettonici essendo di fronte campagna libera nonché già in possesso al Comune di Mola come hanno voluto precisare i consiglieri comunali Diperna e Daniele durante il medesimo consiglio comunale (l’assessore definisce a norma quello realizzato solo da un lato della strada il quale non consente di contenere due pedoni che per esempio, incrociandosi non potrebbero rimarrebbe sullo stesso, figuriamoci se parliamo di carrozzine. Altro che sicurezza.

Stiamo parlando ripeto di un marciapiede presente solo su un lato della strada, pertanto è necessaria la larghezza minima di 1,50 metri! – decreto MIT 6792-2001-, careggiate illuminate (abbiamo ancora un tratto di via G. e V. Laterza sprovvisto di illuminazione), pista ciclabile (che avrebbe aggiunto un pezzo al famoso anello ciclabile che Mola di Bari sta aspettando da tre decenni) e marciapiede su ambo i lati di larghezza legale.


Se teniamo per buona la giustificazione della messa in sicurezza, tra l’altro ampiamente richiesta dal sottoscritto anni fa e a più riprese, la stessa varrebbe se la strada fosse stata messa in sicurezza appunto in concomitanza con la presenza di fabbricati già agibili dal 2005 (quartiere San Giorgio), cioè da quando il sottoscritto e altre 35 famiglie ci abitano.
Ma se la strada viene realizzata dopo 16 anni, dovremmo discutere sulla realizzazione una volta per tutte di una strada costruita in maniera responsabile, virtuosa e sicura per davvero, non come è stato fatto.
Qualcuno afferma oggi: vabbè meglio di prima è. Questo è anche il problema comune, a cui i nostri amministratori ci hanno come dire, abituati. Un conto è fare un’opera a prescindere un altro è realizzarla veramente per il bene della comunità.
L’intervento dell’assessore ai lavori pubblici ha voluto precisare due punti: “1- la necessità di mettere immediatamente in sicurezza l’area” (è vero, ha detto proprio immediatamente!); – In realtà questa immediatezza ha un lasso di tempo di 16 anni. Alla faccia dell’immediatezza.
Non sarà invece che il sig. Lucente Nicola, dopo numerosi richiami, il 5 dicembre 2020 porta all’attenzione la pericolosità di quel tratto di strada ricevendo una risposta dal comando della Polizia municipale a conferma della stessa segnalazione e l’amministrazione si vede costretta ad intervenire nel febbraio 2021?
2- “non considerare risolutivo l’intervento perché contestualmente l’amministrazione (comunale) ha candidato un progetto per la realizzazione definitiva di quella strada al bando regionale Abitare Sostenibile ”.
Cioè in altre parole si sta dicendo che abbiamo speso dei soldi, poi romperemo in parte ciò che abbiamo realizzato per fare ciò che era ovvio fare, ma identificando l’intervento fatto come (l’immediata) messa in sicurezza (dice sempre l’assessore) “non possa configurarsi come danno erariale”.
E come si identificherebbe? E’ altrettanto ovvio che stiamo parlando di una candidatura di un progetto, ergo forse e non si sa fra quanti anni vedremo via G. e V. Laterza come dovrebbe essere: una strada normale realizzata al giorno d’oggi.
Purtroppo nella nostra Mola siamo così abituati a veder, grazie ad alcuni amministratori, l’elefante che partorisce il topolino (es. Urban vs urban2, contratto di quartiere vs contratto di quartiere 2) che faccio fatica insieme a tanti concittadini a credere che questa volta si andrà in controtendenza, cioè verrà fatto fedelmente quello che si asserisce.
A tal proposito continua l’assessore: “Non ritengo possa considerarsi un danno prodotto se nel frattempo abbiamo garantito la sicurezza a chi percorre quella strada (si, ha detto proprio cosi “nel frattempo”!).
Ancora una volta mi dispiace contraddire con fatti alla mano che quel “frattempo” citato dall’assessore Berlen è compreso tra l’anno 2005 e l’anno 2021, e quella che nel consiglio comunale del 28.02.2022 viene definita messa in sicurezza ha avuto inizio lavori nel febbraio del 2021.
Da ciò si evince un “buco” di mancata sicurezza stradale di ben 16 anni. Lui conosce bene tutta la vicenda, infatti per cinque anni (2005-2010) si è occupato della questione in qualità di sindaco.


Quindi se nell’anno 2022 stiamo ancora discutendo della medesima questione va da se che una “quota” di responsabilità è anche sua.
Non continuo nel contestare altre affermazioni dell’intervento per non tediare il lettore ma lo invito ad ascoltare con senso critico (ovviamente obiettivo) tale intervento.
Non intendo ripercorrere la cronistoria sintetizzata in due mie segnalazioni che codesta testata giornalistica ha giustamente pubblicato il 09 aprile e 01 maggio 2021.
Ringrazio il consigliere Stefano Diperna dell’esposizione dei fatti relativi alla vicenda (da egli più volte portati all’attenzione) in consiglio comunale, anche se avrei preferito che tale intervento fosse stato più incisivo e concomitate all’errore in cantierizzazione, tanto da poter far intervenire per tempo la variante in corso d’opera.
Stessa considerazione faccio per gli interventi, sempre relativi al medesimo argomento, dei consiglieri comunali Daniele e Gallo: battere i pugni sul tavolo dinnanzi ad un madornale errore al fine di riparare il riparabile è sempre meglio di qualsiasi commento, critica o richiesta che sia a posteriori.
Il sindaco che non ho citato pur essendo in primis responsabile di tale azione, ritengo che in questa vicenda ha assunto per ovvie ragioni (per coloro che conoscono il modus operandi dei nostri amministratori degli ultimi trent’anni) un ruolo marginale altresì mediatico.
Scusate la franchezza ma ascoltando certe affermazioni non so voi, io mi sento come un cittadino ritenuto appartenente a quella specie di persone da prendere per i “fondelli”.
Che brutta la democrazia rappresentativa quando la comunità e chi la rappresenta assiste passivamente ad azioni malfatte, tutto ciò per pigrizia, per impossibilità varie, per connivenze, per obblighi di partito, per convenienze, per amicizie o legami vari, lasciando così lo stesso ambiente ove la comunità risiede riconsegnargli sotto tante forme il maltolto.




