In questo video esclusivo per “Mola Libera”, Domenico Lestingi – che con un gesto coraggioso diede il via all’inchiesta giudiziaria su Martucci e dintorni – spiega come venne realizzato il lotto 3 della discarica. Le sue parole, corredate da precise fotografie degli scavi, contribuiscono ad una lettura concreta della relazione tecnica sulle indagini geoelettriche da poco resa nota. Con successive dichiarazioni al nostro giornale, Lestingi ha chiarito ulteriormente, svelando nel dettaglio come avvenne la realizzazione di un “fondo finto” della discarica, al di sotto del quale si trovano grandi quantità di rifiuti di ogni tipo, anche tossici, a contatto diretto con la roccia della prima falda.
Nel video, girato ieri mattina, domenica 28 novembre 2021, Domenico Lestingi spiega che quell’ampia volumetria, realizzata scavando ben al di sotto della profondità media del lotto, non fu impermeabilizzata nè con argilla nè tantomeno con guaina, ma fu lasciata allo stato di nuda roccia sulla quale furono ammassati rifiuti di ogni tipo, anche speciali e nocivi.
Raggiunto, con l’abbancamento dei rifiuti, il livello medio dello scavo, fu quindi posata una guaina per nascondere il contenuto sottostante. Si tratta di affermazioni che potrebbero contribuire a fornire ulteriori elementi di ragguaglio alla relazione tecnica, da poco consegnata alle Autorità comunali di Mola e Conversano ed illustrata dal geologo dott. Pierpaolo Moretti, della società G2G snc, nella seduta del Consiglio comunale di Mola dello scorso venerdì 26 novembre.
In particolare, anche a seguito di un colloquio con Domenico Lestingi, successivo alla visione del video, per chiarimenti, così l’ex dipendente della ditta Lombardi ha spiegato a “Mola Libera”:
“In sostanza, nella parte ad “elle” della discarica che ho mostrato nel video, fu realizzato uno scavo molto profondo, ben al di sotto del livello di profondità media del lotto 3. Ci siamo fermati quando abbiamo trovato roccia molto friabile dalla quale trasudava acqua. Probabilmente avevamo raggiunto la prima falda. Così ci siamo fermati. Tuttavia, senza realizzare alcuna impermeabilizzazione, abbiamo abbancato, per circa tre-quattro mesi, rifiuti di ogni tipo, anche speciali e nocivi, come amianto e polveri industriali, misti a rifiuti solidi urbani. Raggiunto il livello medio della profondità del lotto 3 (quello che nel video si vede con il tracciamento in gesso di un campo di gioco di calcio), fu quindi creato un fondo “finto”: in poche parole formammo al di sopra di quei rifiuti compattati una massicciata di pietre per consentire al fondo di reggere al peso dei mezzi di movimentazione rifiuti e, quindi, mettemmo uno strato di argilla e poi la guaina. In sostanza, fu creato un fondo artificioso all’altezza di quello del “campo di gioco”, e quindi al di sopra di quel fondo si continuarono ad abbancare i rifiuti. Tuttavia, sotto quella guaina è pieno di rifiuti seppelliti come ho detto prima, a diretto contatto con la nuda roccia friabile e con l’acqua affiorante della prima falda. Se si fa una trivellazione in quella zona che ho indicato nel video, e si va al di sotto della guaina e dello strato di argilla e pietre, si troveranno i rifiuti di cui ho detto prima. E’ ovvio che il percolato che si è prodotto là sotto è finito tutto direttamente nel sottosuolo e nella falda.”
Sono dichiarazioni che raccogliamo da Domenico Lestingi e che dovrebbero essere vagliate immediatamente dalle Autorità competenti, ad ogni livello.
Peraltro, servono senz’altro al Tavolo tecnico intercomunale che ha già commissionato, tramite il Responsabile Unico del Procedimento, dott. Leonardo Lorusso, la realizzazione di piezometri per verificare la presenza del percolato nel corpo della discarica e per avere traccia dei probabili sversamenti al di fuori di esso, e se, in tal caso, detto liquido tossico, nocivo e cancerogeno ha raggiunto la falda.
Insomma, più si va a fondo nella triste e inquietante vicenda della discarica “Martucci” e più vengono a galla particolari molto preoccupanti e gravi.
Chiudere l’intero sito Martucci deve pertanto essere un imperativo morale, ancor prima che politico.
Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’Assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio e tutti i consiglieri regionali che voteranno a favore del mantenimento di Martucci all’interno del Piano Regionale dei Rifiuti, con la riapertura delle vasche A e B di servizio/soccorso all’impianto complesso per il trattamento dei rifiuti indifferenziati, si assumeranno una grave responsabilità al cospetto delle loro coscienze.
Tutti coloro che intendono perserverare in questa condotta politica sciagurata hanno ancora tempo per ravvedersi: la discarica è un corpo unico e ogni parte di essa è in interscambio dinamico con le altre.
Quanto sta ulteriormente emergendo dallo stato di gravissima contaminazione del Lotto 3, vale allo stesso tempo per il Lotto 1 (realizzato senza protezioni, quindi con i rifiuti di ogni tipo a diretto contatto con la roccia nuda, anche tossici, nocivi e cancerogeni) e per il Lotto 2 (le due vasche di servizio/soccorso), peraltro anch’esse realizzate in modo fraudolento, senza le necessarie protezioni ambientali di legge, e per questo sequestrato a suo tempo dall’Autorità giudiziaria.
In sostanza, TUTTO il complesso del sito Martucci è contaminato da lunghi anni.
Chi sceglierà di votare la sua permanenza nel Piano Regionale dei Rifiuti sappia fin d’ora che sceglierà di votare per il grave rischio di future malattie a carico dei residenti nell’Area Vasta che sta soprattutto a valle della discarica.
Infatti, non sono purtroppo un caso le tantissime esenzioni per patologie oncologiche rilasciate ai cittadini di Mola nel tempo, come dimostrano i dati pubblicati da “Mola Libera” nel novembre 2019 (riferiti al 31-12-2018) e confermati di recente con l’aggiornamento al settembre 2021:
https://www.molalibera.it/2019/11/20/nuove-tabelle-codici-048/

La tabella riporta i dati al settembre 2021 forniti ad un consigliere regionale dal Dipartimento Salute della Regione Puglia, come elaborati in percentuale e comunicati dal consigliere comunale Michele Daniele nel corso della seduta del Consiglio Comunale di Mola del 26-11-2021.
Purtroppo, Mola conferma il triste 4° posto nella graduatoria regionale, già evidente nella classifica al 31-12-2018.
Nell’ultima rilevazione, Giovinazzo, dal 5° posto precedente, balza in testa. E non è un caso: infatti, Giovinazzo presenta un problema comune al nostro, cioè una discarica in esercizio per decenni con forte contaminazione ambientale.
Ecco il video di Domenico Lestingi in esclusiva per i lettori di “Mola Libera”:




