Vittoria al fotofinish del Sindaco uscente Giuseppe Colonna, con un vantaggio di 70 voti accumulato esclusivamente nelle ultime due sezioni scrutinate. E’ stata una sfida davvero incredibile, come mai se ne sono viste nella storia elettorale di Mola, a partire dal 1993, anno della prima elezione diretta del Sindaco. In trent’anni di elezioni è la prima volta che un Sindaco vince con uno scarto così risicato, appena lo 0,27%, una percentuale da prefisso telefonico. Ecco il risultato finale estratto dal sito del Ministero dell’Interno e l’attribuzione dei seggi in Consiglio comunale con i nomi degli eletti.
Il paese è spaccato letteralmente a metà, perchè 70 voti equivalgono ai residenti di un paio di grossi condomini, più che agli appartenenti di una coalizione politica.
Tutto si è consumato nelle battute finali di questa kermesse elettorale al cardiopalma.
L’avvio dello scrutinio ha subito fatto capire che non ci sarebbe stata la valanga Colonna, che pure era possibile: l’appello alla “continuità” politico-amministrativa invocato dal Sindaco ricandidato sembrava aver attecchito trasversalmente nell’elettorato molese. E quindi, in tal senso, era prevedibile che Colonna potesse fare incetta di voti anche nell’altro schieramento.
Invece, il pezzo forte della campagna elettorale “colonniana” non ha fatto presa nelle urne e, quindi, lo scrutinio ha visto appaiati, fin dall’inizio, i due contendenti con una leggera prevalenza di Brunetti.
Tale andamento rispecchiava la sommatoria dei voti conseguiti al primo turno dalle liste di Colonna (6265), rispetto al totale dei voti della nuova coalizione di Brunetti con Di Rutigliano e i 5 stelle (6236 voti), a dimostrazione che anche la discussa alleanza politica dell’ultimo momento con Michele Daniele stava dando i suoi frutti.
La leggera prevalenza di Brunetti in certi momenti, sui siti ufficiali della Prefettura e del Ministero dell’Interno, con il progredire dello spoglio definitivo delle sezioni ha raggiunto e superato in alcune fasi anche il 51%. Ecco la videata dal sito della Prefettura all’esatta metà dello spoglio, con 14 sezioni scrutinate su 28:
Ed ecco il risultato parziale fornito dalla Prefettura, con 19 sezioni scrutinate sulle 28 esistenti. Come si nota, Brunetti era ancora in vantaggio:
L’inversione di tendenza si è annunciata quando, con i dati ufficiali di 26 sezioni su 28, Colonna passava in vantaggio per appena 6 voti.
Lo spoglio delle ultime due sezioni, probabilmente quelle allocate nei locali della Scuola Materna di Via Moro, è però stato fatale per Brunetti.
Quello che sembrava impossibile per l’andamento fino a quel momento tenuto dallo spoglio è invece accaduto: Colonna guadagnava altri 64 voti (con un evidente picco rispetto ai risultati medi delle altre sezioni), portando il vantaggio a 70 voti complessivi e definitivi, pari allo 0,27%, una percentuale davvero da prefisso telefonico.
Contro Brunetti ha giocato anche un elevato numero di schede nulle (153) e bianche (56) e vi sono state anche 3 schede contestate, per un totale di 212 voti non validi: gli elettori che avevano da protestare lo hanno fatto evidentemente nel modo più controproducente per se stessi, oltre che per il candidato alternativo a Colonna.
Ecco il risultato finale delle 28 sezioni molesi, estratto dal sito del Ministero dell’Interno:
Analizzando i dati si nota come il voto politico del primo turno (quello alle liste) abbia visto al ballottaggio salire il consenso per Colonna di + 327 voti (da 6265 a 6592), mentre il voto complessivo a Brunetti (sommando le liste di centrodestra a quelle di Di Rutigliano e al M5S) è passato da 6236 a 6522 (+ 286) con appena 41 voti di scarto a vantaggio di Colonna, che sommati ai 29 voti di vantaggio iniziali delle liste del Sindaco fanno esattamente i 70 voti di differenza con i quali Colonna ha vinto.
Quindi, a Brunetti e ai suoi sostenitori può davvero essere rimproverato molto poco: la situazione era molto complessa e Colonna aveva nelle mani tutto il potere clientelare sviluppato in cinque anni, con referenti importantissimi alle spalle come Decaro ed Emiliano e si sa che il molese è molto sensibile alle posizioni consolidate di potere.
In sostanza, l’alleanza a tre ha funzionato lealmente, nonostante l’accordo politico con i 5 stelle sia stato gestito in maniera rocambolesca e la sconfessione della direzione regionale del Movimento verso la lista locale sia stata fortemente strumentalizzata da Colonna e dai suoi sostenitori.
Colonna ha ora davanti a sè altri cinque anni di amministrazione, questa volta senza l’alibi di comodo del covid. Dovrà subito rimboccarsi le maniche per recuperare il tempo perduto, passato più a fare l’influencer che il Sindaco.
Ovviamente, non possiamo esimerci dall’augurargli buon lavoro, nell’interesse innanzitutto dei molesi: se fallirà anche stavolta (perchè, ripetiamolo, i suoi primi anni sono stati un grosso flop: altrimenti sarebbe stato rieletto al primo turno, come accaduto al suo collega di Monopoli, plebiscitato con il 70% in prima battuta), sarà un fallimento che si estenderà all’intera clttà, non solo alla sua carriera politica.
Colonna sarà supportato in Consiglio comunale da 10 consiglieri comunali, ottenuti grazie al premio di maggioranza scattato con la sua vittoria al ballottaggio.
La minoranza potrà invece contare su 6 seggi complessivi, di cui 4 (compreso il candidato sindaco Brunetti) vanno al centrodestra, mentre 2 spettano al raggruppamento di Giangrazio Di Rutigliano. Restano fuori dal Consiglio i 5 stelle.

Ecco come sarà composto il nuovo Consiglio comunale.
Nella tabella vengono anche indicati i primi dei non eletti per ciascuna lista: nominativi che potranno entrare in Consiglio comunale se alcuni tra i consiglieri eletti nella maggioranza verranno chiamati ad incarichi assessorili dal Sindaco Colonna.
Come si può ben notare, ben quattro consiglieri sui dieci di maggioranza provengono dalle file del centrodestra, oltre allo stesso Sindaco: Giuseppe Calabrese, Marino Liuzzi, Nicola Tanzi e Matteo Ranieri. E il primo dei non eletti del PD è un altro ex consigliere (anche Assessore) del centrodestra: Angelo Catalano.
Peraltro, gli altri sono in gran parte di stretta osservanza “colonniana” (Marco Ungaro, Angelo Rotolo, Mariagrazia Delcane, Pietro Sportelli). Mario Lepore, si sa, fa gioco a sè, ma fino ad un certo punto; mentre Stefania Capotorto, una new entry tra le più suffragate dell’intero Consiglio, è ovviamente portatrice di interessi imprenditoriali.
Chi ha votato Colonna pensando di votare a sinistra, che in Consiglio comunale è ancora una volta assente, dovrà rivedere tale concetto ideale e politico: Norberto Bobbio avrebbe qualcosa da dire in proposito, non ne parliamo di Gramsci e Berlinguer.
In ogni caso, buon lavoro a tutti. E buona fortuna ai molesi! Ne abbiamo davvero bisogno.
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Ecco una raccolta di scatti dei festeggiamenti per la vittoria di Giuseppe Colonna, in Piazza XX Settembre













Non sono sostenitore di Colonna, nè di Brunetti. Ma è IMBARAZZANTE il tono polemico, insultante e diffamatorio di questo articolo: “Colonna aveva nelle mani tutto il potere clientelare sviluppato in cinque anni, con referenti importantissimi alle spalle come Decaro ed Emiliano e si sa che il molese è molto sensibile alle posizioni consolidate di potere”.
Tanto questo commento non sarà approvato,
Imbarazzante, cosa? Insultante e diffamatorio dove? Sa che in Italia, per la stampa, esiste il diritto di critica? Il commento non solo viene approvato, ma mostrato come prova che ci sono cittadini che non conoscono le regole di base della democrazia e della libertà di stampa.